Elemosina in cambio dell'accoglienza, Salvini boccia la proposta della Commissione europea


Se non puoi convincerli comprali. È l'ultima trovata della Commissione europea che da Bruxelles lancia la proposta, anticipata ieri dal Financial Times, di offrire 6mila euro per ogni migrante accolto dagli Stati membri, per un massimo di cinquecento. L'iniziativa è la prima risposta vera dell'Unione da quando l'Italia ha deciso di interrompere l'assurda pratica dell'accoglienza indiscriminata e frutto degli accordi stilati nel Consiglio europeo di giugno.

Quella del "bonus migrante" è l'unica trovata rimasta a disposizione di un'Ue che non sa più che pesci prendere da quando Matteo Salvini ha preso in mano la situazione e messo un freno agli sbarchi senza controllo. Un incentivo per tutti, ma soprattutto per l'Italia, un modo per prenderci per la gola nel disperato tentativo di invertire la rotta dei porti sigillati. Stando infatti a quanto ribadito ieri dal ministro degli Esteri Enzo Moavero Milanesi, l'Italia continuerà a fare il suo dovere nella gestione dei flussi finché la missione Sophia resterà attiva, essendo prossima la sua revisione.


Oltre al bonus per ogni clandestino accolto, nella proposta raffazzonata da Bruxelles c'è anche l'istituzione di centri di controllo interni all'Ue, siti in quei Paesi "volenterosi", la definizione tanto cara al gruppo di Visegrad e a quegli Stati membri che di ripartire le responsabilità non vogliono sentirne nemmeno parlare, in cui censire i migranti e vagliare le richieste d'asilo, prima di accoglierli se in possesso dei requisiti necessari o rimandarli nei Paesi di provenienza, con lo smistamento che andrebbe in capo all'Europa stessa. Oltre a questi centri chiusi, nella proposta, forse l'unico cavillo che vede l'Italia d'accordo, ci sarebbe anche l'intenzione di istituire le famose piattaforme di accoglienza esterne alle frontiere europee, da edificare in quegli stati del Nord Africa in cui è maggiore la concentrazione delle partenze, così da stroncare il fenomeno dello sfruttamento da parte degli scafisti e arginare il flusso migratorio all'origine. La Commissione, tramite il comunicato emanato, informa che tali centri di accoglienza sarebbero costruiti sotto supervisione e costante coordinamento dell'Oim (l'Organizzazione internazionale delle migrazioni) e l'Unhcr e in collaborazione con gli stessi paesi terzi, sebbene resti il nodo legato a quali di queste nazioni africane, nei fatti, sarebbero poi disposte a un'intesa simile, preso atto del secco no da parte della Libia incassato dal vicepremier leghista soltanto un mese fa.


C'era da aspettarselo, ma poco dopo che la notizia è iniziata a circolare con insistenza, è arrivata la risposta del ministro dell'Interno Salvini che non ha affatto preso di buon grado la proposta dei vertici europei, respingendola come un tentativo di abbindolare l'Italia e il suo governo, un modo per dire "si è scherzato, ma ora basta". E invece basta lo ha detto lui, ancora una volta: «Non abbiamo bisogno di elemosina, anche perché nel corso del tempo ogni richiedente asilo costa agli italiani tra i 40 e i 50mila euro. L'elemosina Bruxelles la può tenere per lei, noi vogliamo chiudere i flussi». Una frase secca, come nel suo stile, che ha messo a nudo la pratica scorretta della Commissione che, laddove non riesce a convincere con i fatti, prova a comprare i consensi ormai ridotti all'osso, senza accorgersi che il vento è cambiato davvero e sono lontani i tempi in cui, in cambio di uno "zero virgola" in più per la flessibilità, il Paese era pronto a calarsi le braghe con un sorriso da ebete stampato in volto. «Ci sono cose che non si possono comprare, per tutto il resto ci pensa l'Ue».

Iscrizione n° 144/2017       del 28/09/2017 del Registro della Stampa;        Tribunale di Roma

Direttore Responsabile:      Monica Macchioni

Editore: Ultra! S.r.l.-Via E. Gianturco 5-Roma

                         P.I.: 13394291002