Elena Fattori: “La provocazione di Duragon? A Latina è potente. Forse per questo anche Draghi tace”

Elena Fattori, Senatrice di Sinistra Italiana, già del Movimento 5 Stelle




Senatrice Fattori, so che è meritamente in vacanza, ma due questioni urgenti non possono aspettare. Cominciamo dal sottosegretario leghista all’Economia Claudio Durigon che ha proposto, come sa, di ripristinare l’intitolazione ad Arnaldo Mussolini, fratello del Duce, il parco di Latina oggi dedicato ai magistrati antimafia Falcone e Borsellino. Sono trascorse due settimane. Il Presidente del Consiglio non ha ancora detto neppure una parola. Rabbrividisce?

Io la questione Duringon l’ho sollevata già durante il Governo Conte uno E’ sempre stato un personaggio impresentabile. Lui cerca voti in quel di Latina, dove è chiaro che frasi del genere possano avere un certo impatto. Mi sorprende che sia ancora sottosegretario. Evidentemente neanche a Draghi dispiace avere un appoggio a Latina da uno che era sottosegretario già nel primo Governo Conte. Non è una persona come tante. A Latina è uno potente. Penso che per questo tanti non gridino allo scandalo, se auspica l’intitolazione di una piazza al fratello del Duce. Durangon sapeva che in un colpo solo poteva avere un grande riscontro nella sua città e contemporaneamente assurgere agli onori della cronaca in un’estate complessa, dove ci vuole una provocazione forte per salire sulla cresta dell’onda.


Da Latina a Kabul il passo è lungo e l’orrore ancora maggiore. Le chiedo di pronunciarsi sul dramma delle donne afghane, costrette a vivere nelle condizioni disumane loro imposte dai talebani. Anche in questo caso solo un silenzio assordante, a parte ovviamente l’armiamoci e partite di Matteo Salvini…

E’ una storia vergognosa con una missione lunga vent’anni, che non ha ridato stabilità a quelle zone e cambiato in alcun modo le prospettive di un Paese. Evidentemente, la condizione tragica delle donne non è prioritaria rispetto ai giochi politici internazionali.

Come si può accettare che delle donne vivranno nel loro Paese da sepolte vive?

Mamma mia. Povere loro. Non riesco neppure ad immaginare che si possa rimanere in silenzio.

Torniamo a casa nostra. Che cosa l’ha più scandalizzata e addolorata in questa estate rovente?

Gli incendi che devastano l’Italia, a cui non si riesce a far fronte anche per la scellerata scelta di Matteo Renzi di sopprimere di fatto il Corpo Forestale dello Stato facendo confluire nell’Arma dei Carabinieri. E poi la monnezza…

La monnezza? Quella di Roma intende? Anche lei si unisce al tiro incrociata contro la sua ex collega di Movimento Virginia Raggi?

Indirettamente. La monnezza di Roma arriva ad Albano, che è vicino al comune di Genzano, dove risiedo, in condizioni inaccettabili. Dall’inizio agosto c’è un presidio permanente di cittadini esasperati, di cui nessuno parla.

Vuol dire che si parla solo dei cassonetti stracolmi di Roma mentre ad Albano nessuno pensa?

E’ proprio così. Da Roma arrivano rifiuti non trattati come dovrebbero. La gente ha anche cercato di bloccare i Tir diretti alla discarica di Roncigliano, su cui pende peraltro un’interdittiva antimafia e dove c’è un’autorizzazione di impatto ambientale scaduta da tempo e illegittimamente prorogata da una dirigente della Regione Lazio, messa poi ai domiciliari per corruzione e concussione. Una situazione sanitaria e ambientale, mi creda, assolutamente insostenibile. Ho avvisato il Prefetto e io stessa ho potuto constatare insieme al Sindaco di Albano, come credo abbia fatto anche la Asl, che i rifiuti in arrivo non son stati trattati come dovrebbero e su questo è stata anche aperta un’indagine dalla Procura di Velletri. Non credo che si possa pensare di risolvere l’emergenza sanitaria di Roma creandone un’altra ai Castelli Romani. Scaricando tutto lo scaricabile in una discarica inadeguata. E’ una vera bomba sociale ed ecologica che presto scoppierà. A una manciata di chilometri da Roma.


di Antonello Sette

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