Elezioni 2022, Benedetta Fiorini (Lega): “Caro energia da affrontare con misure immediate"



STEFANO BINI PER IL GIORNALE D'ITALIA

Benedetta Fiorini è Segretario della X Commissione (Attività Produttive, Commercio e Turismo), membro Commissione Bicamerale e d’Inchiesta sulle attività connesse alle comunità di tipo familiare che accolgono minori, primo Firmatario Pdl (APPROVATO C-1958) per l’ ”Istituzione di una Commissione parlamentare di inchiesta sull'affidamento di minori a comunità e istituti”. È inoltre responsabile Regionale Dipartimento Attività Produttive Emilia (Lega Salvini Premier).

Sondaggi alla mano, la Lega è intorno al 13%. Ci saranno risultati inaspettati?

«I veri sondaggi li vedremo il 26 settembre, in ogni caso sono quelli che si fanno guardando in faccia le persone che si incontrano stando sul territorio. In questa campagna elettorale breve e intensa, ogni giorno incontro tutte le realtà del mio collegio, dalle piccole alle grandi, dai commercianti agli imprenditori, dalle imprese alle cooperative, realtà che necessitano oggi più che mai di essere ascoltate raccogliendo le loro istanze in questo momento di emergenza. Questo sondaggio mi dice che la Lega con tutto il centrodestra vincerà.»


Quali sono i suoi temi cardine in questa campagna elettorale?

«Vorrei premettere che in questi anni sempre lavorato 7 giorni su 7, chi mi conosce lo sa, il mio telefono è sempre acceso. Il mio impegno è sempre stato quello di essere una cerniera tra il territorio, le aule parlamentari ed il governo. La tutela e la valorizzazione del Made in Italy, delle nostre eccellenze, dei distretti industriali e di tutte le filiere sono sempre state una priorità, a maggior ragione quelle presenti anche nella mia regione, l’Emilia Romagna. Dall’agroalimentare, al mondo delle ceramiche, all’automotive, alla moda, all’aerospaziale e poi il biomedicale, il farmaceutico: ho lavorato per sostenere tutti i comparti produttivi, compreso quello fieristico, che insieme ad altri settori ha sofferto maggiormente per le chiusure imposte dai lockdown. Sono convinta che chi produce lavoro e contribuisce a far crescere la nostra economia ed il fascino della cultura che genera all’estero il nostro Paese, vada sostenuto con le unghie e con i denti. Non dimentichiamo, poi, che quando si dice imprese si parla di famiglie, di posti lavoro, di giovani che devono trovare qui in Italia la giusta formazione e una prospettiva di crescita professionale. I nostri figli devono poter realizzare i loro sogni nel nostro Paese, che è il più bello del mondo. Questi temi per me, non sono importanti solo in campagna elettorale, lo sono sempre.»


Economia nazionale, situazione russa, tra guerra di bombe e rincaro bollette, e sbarchi. La sua posizione e come pensate di risolvere.

«Siamo chiamati ad affrontare sfide inedite ed emergenziali sul piano nazionale ed internazionale, ecco perché sono convinta che gli italiani sappiano perfettamente che, ora più che mai, c’è bisogno di un governo stabile, capace e duraturo. Noi come centrodestra, a differenza degli altri, abbiamo condiviso un programma chiaro con un’idea ben definita di cosa serve all’Italia e dove vogliamo portare questo Paese. Il caro energia va affrontato con misure immediate e provvedimenti come la cancellazione del 'de minimis' per le imprese, la norma che abbiamo già introdotto al decreto Aiuti per evitare che fosse limitato il riconoscimento dei crediti d'imposta alle aziende per i consumi di energia elettrica e gas. Oggi è necessaria l’attuazione in tempi certi della gas release e dell’electricity release, già previste dalla legislazione di emergenza nei mesi scorsi. Un altro dei provvedimenti immediati da attuare è la sospensione del meccanismo degli ETS, il pagamento dell'emissione della CO2 accollato alle imprese e che incide sul prezzo dell’energia elettrica per il 30%, così come l’estensione del credito di imposta al quarto trimestre con un incremento dell’aliquota attualmente prevista. Bisogna che il governo ci metta delle risorse subito, per evitare che fra tre mesi, il prezzo per fronteggiare gli effetti catastrofici di questa crisi sia triplicato. Qui si rischia di compromettere la sopravvivenza di imprese sane, che esportano e che sono i pilastri della nostra economia. Sarebbe una mannaia che rischia di falcidiare migliaia di posti di lavoro. Poi, sul piano internazionale, urge l’introduzione del “price cap” per il gas a livello europeo. Su medio e lungo termine dobbiamo lavorare per raggiungere quell’autosufficienza energetica che l’Italia non è mai riuscita a costruirsi. La strada da seguire è quella di una transizione ecologica graduale, diversificando e facendola finita con i paletti ideologici che finora hanno impedito all’Italia di raggiungere questo obiettivo. Ci auguriamo che la guerra in Ucraina finisca presto e che si possa tornare alla pace, ma questo non cambierà l’obiettivo di autosufficienza energetica che ci siamo dati. La sicurezza resta una priorità per noi, a maggior ragione adesso con i problemi di tenuta sociale che rischiano di dover affrontare nei prossimi mesi. Matteo Salvini ha già chiarito che nel primo consiglio dei ministri si rimetterà il decreto sicurezza. Ciò significa anche tornare a sottoporre i nostri confini a controlli veri e serrati contro l’immigrazione clandestina. Dobbiamo proteggere le nostre coste, così come la dignità delle persone, la nostra sicurezza e soprattutto il rispetto delle regole.»


In quale collegio si candiderà per le prossime elezioni del 25 settembre?

«Sono candidata nella mia regione, nel collegio uninominale U05 di Imola, che comprende anche l’Appennino bolognese e modenese e nei comuni di Pianoro, Casalecchio, Zola Predosa, San Lazzaro, Ozzano, Sasso Marconi, Valsamoggia e Terre dei Castelli, nella provincia di Bologna. Sono anche presente nel collegio plurinominale P01 Emilia. Una sfida importante che sto affrontando con una squadra tutta al femminile, determinata e che non si ferma mai.»


Perché così tante polemiche con Angelo Bonelli dei Verdi?

«Nessuna polemica è un dato di fatto: Angelo Bonelli, il Signor NO contro cui mi batto nella corsa al collegio uninominale di Imola, è espressione di una posizione ideologica, oltranzista e totalmente anacronistica, emanazione di quella sinistra contraria a tutto: crescita, benessere e libertà. Ciò che più colpisce è che negli ultimi tempi, pur di garantirsi la poltrona, sta mostrando quale sia la sua vera faccia, pronta ad abdicare alle sue “idee” dicendo tutto e il contrario di tutto. Questi continui voltafaccia, solo per garantirsi un posto, che affidabilità possono dare ai cittadini? La domanda è: cosa dirà Bonelli domani o dovrei dire, tra un’ora? Certamente sarà un No a priori per le cose importanti. Sto girando tutto il collegio e di lui non c’è traccia, se non quando cerchiamo i responsabili dei blocchi di infrastrutture e opere importanti per il territorio, come ad esempio il prolungamento della seggiovia del Corno alle Scale, fondamentale per il comprensorio sciistico del nostro Appennino, o la diga di Vetto. Lui continua a fare politica tra i salotti mentre io sto tra la gente. Ecco chi è il Signor NO. E’ ora di dire convintamente basta a tutti quei paletti ideologici che hanno bloccato l’Italia. Oggi rischiamo di far saltare per aria il nostro sistema economico ed industriale e di lasciare sul campo migliaia e migliaia di famiglie, sempre più povere. Come si può perdere tempo con persone che continuano con il loro approccio utopico e anacronistico? Le vorrei citare le parole del presidente di Confindustria Emilia che all’assemblea generale a Bologna ha scandito chiaramente che: “eolico e solare non saranno sufficienti; le energie rinnovabili («la scienza lo dice») non basteranno a sostenere il prevedibile aumento della richiesta di energia e il conseguente carico di consumi di imprese e famiglie”. La politica energetica deve essere basata sulla concretezza e non sull’irrazionalità o peggio, sulle paure. L’approccio assurdo di quella sinistra non solo fa male all’ambiente, ma non considera che le nostre imprese, che hanno investito nella transizione ecologica, pagano l’energia molto di più dei competitori internazionali; a cominciare dalla Cina, che è uno dei maggiori inquinatori del pianeta, o dalla Germania, che nel suo mix energetico ha quasi il 40% di carbone (Italia 6%). Gli italiani hanno bisogno di un serio piano industriale ed energetico a medio e lungo termine e non vogliono freni o bugie, ma risposte serie. E ricordo al Signor No che la transizione ecologica si deve fare tutelando ambiente, filiere e occupazione e attraverso una programmazione più consona ad un reale processo di trasformazione, come è necessario per la filiera dell’automotive a rischio per la messa al bando, dal 2035, delle auto a combustione interna a vantaggio della produzione esclusiva di mezzi elettrici. Le famiglie, le imprese e tutte le attività già in ginocchio, non potranno resistere a lungo. Nessuno può essere lasciato indietro.»


Cosa vuole dire ai suoi elettori?

«Vorrei dire agli emiliano romagnoli e a tutti i cittadini di andare a votare perché è un nostro diritto e un dovere. Ogni singolo voto è importante e in me potranno trovare un interlocutore serio e presente.»

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