Ellie Holman mentiva, il bicchiere di vino era solo una scusa: aveva il passaporto scaduto

Ellie Holman mentiva, il bicchiere di vino era solo una scusa: aveva il passaporto scaduto


Se ne parlava giusto cinque giorni fa. Una donna arriva all'aeroporto di Dubai con la figlia di quattro anni ed entrambe vengono arrestate perché la madre aveva bevuto un bicchiere di vino (https://www.spraynews.it/blog-1/dubai-donna-arrestata-con-la-sua-bimba-per-aver-bevuto-un-bicchiere-di-vino-in-aereo). L'ufficiale dell'immigrazione aveva infatti fermato la donna in modo aspro, come se avesse bisogno di non farla passare per dimostrare qualcosa a se stesso. Scontroso, aggressivo e incivile. Così parlava Ellie Holman in merito alla guardia. Questa avrebbe infatti contestato la validità del visto di ingresso della donna, e non l'avrebbe lasciata passare. E poi una serie di "sfortunati eventi": l'ammissione di aver bevuto un bicchiere di vino offerto dalla compagnia Emirates Airlines, intollerabile negli Emirati Arabi Uniti, la ripresa col cellulare a pubblico ufficiale e infine arresto e prigione. Certo, tutto molto affascinante e ottimo copione per un film che potrebbe affiancarsi a "The Terminal". Ma la realtà sembra essere molto differente da come era stata raccontata dalla donna. A quanto pare, infatti, non è stato il bicchiere di vino la "causa di tutti i mali". La Procura generale dell'Emirato spiega, in una nota, che al suo arrivo la signora era arrivata a Dubai con un volo da Londra, ma con un passaporto scaduto a giugno.


A quel punto l'ufficiale dell'immigrazione che si è avvicinato alla donna l’ha informata che avrebbe potuto entrare nel Paese con un nuovo visto temporaneo. La donna però avrebbe rifiutato di pagare le spese per il visto ed ha insultato verbalmente l’ufficiale, fotografandolo con il suo telefono. Come conseguenza è stato emesso un reclamo legale che ha costretto la donna a rimanere con la figlia presso l'ufficio della sicurezza aeroportuale per meno di ventiquattro ore, e non in carcere per tre giorni in condizioni disumane, come aveva raccontato Ellie. La procura ha infine deciso di far cadere la accuse e di rimpatriarla. Si sono quindi completamente invertiti gli schemi, e il bicchiere di vino è passato da essere il "casus belli" a una semplice scusa della signora per non ammettere la propria colpa. Andrebbe semmai querelata Ellie Holman per le pesanti menzogne dei giorni scorsi. Da vittima a colpevole è un attimo, e che questo triste episodio serva da lezione alla donna, che ha cercato di farsi protagonista di una tragedia mai esistita.


di Alessio La Greca

Iscrizione n° 144/2017       del 28/09/2017 del Registro della Stampa;        Tribunale di Roma

Direttore Responsabile:      Monica Macchioni

Editore: Ultra! S.r.l.-Via E. Gianturco 5-Roma

                         P.I.: 13394291002