Emergenza Sanitaria e Sovraffollamento carceri, AIGA chiede interventi a tutela della sicurezza.

Emergenza Sanitaria e Sovraffollamento carceri, AIGA chiede interventi a tutela della sicurezza.



EMERGENZA SANITARIA E SOVRAFFOLLAMENTO CARCERARIO: AIGA CHIEDE AL MINISTRO BONAFEDE INTERVENTI SPECIFICI A TUTELA DELLA SICUREZZA, DELLA SALUTE PUBBLICA E DEL PRINCIPIO DI RIEDUCAZIONE DEL CONDANNATO

L’attuale situazione di crisi dovuta all’irrompere del coronavirus Covid-19 sta ulteriormente aggravando l’endemica situazione di emergenza carceraria di cui il nostro Paese soffre, dovuta al sovraffollamento dei nostri istituti penitenziari, così amplificandone gli esiziali effetti sulla salute dei nostri detenuti nonché mettendo in pericolo anche la vita degli agenti della polizia penitenziaria e dei civili che hanno quotidianamente contatti con la realtà carceraria.

Da tutori delle libertà democratiche e difensori dei diritti, riteniamo che occuparci dei nostri detenuti sia uno dei più alti compiti dell’Avvocatura e come giovani avvocati - afferma il presidente nazionale di AIGA, Antonio De Angelis - non possiamo esimerci dal chiedere che si affronti coraggiosamente il problema; di vero, in questo momento, il contagio del virus in carcere non è contenibile con quelle stesse misure di distanziamento sociale che sono state imposte a ciascun cittadino e tale situazione non può essere oltremodo sottovalutata.

Per tale motivo abbiamo inviato al Ministro della Giustizia una nota contenente delle proposte “tecniche”, ritenendo che le misure contenute nelle disposizioni introdotte dal D.L. 18/2020 (cd. “Cura Italia”) siano insufficienti e deboli; chiediamo, a tal fine, che tali disposizioni siano estese a limiti di pena più ampi, e che si possa far ricorso non solo a misure premiali ma anche a pene alternative al carcere, trattandosi di misure che hanno certamente una portata più incisiva sulla tutela della salute e della sicurezza, e nelle quali si realizza pienamente anche quello che è il ruolo della pena, costituzionalmente orientata alla rieducazione del condannato con il fine ultimo del suo reinserimento sociale.

Iscrizione n° 144/2017       del 28/09/2017 del Registro della Stampa;        Tribunale di Roma

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