Ex consigliera del Csm Paola Balducci sventa un pestaggio a Lecce: "la gente è indifferente"

Ex consigliera del Csm Paola Balducci sventa un pestaggio a Lecce: "la gente è indifferente"



«Eroina? Ho fatto il mio dovere. La gente ha più paura o è più menefreghista? Purtroppo, credo sia indifferente. Commenti ricevuti? Troppi, ma i più belli quelli dai ragazzi del Dipartimento Scienze giuridiche dell’Università di Lecce, dove insegno».

È una forza della natura la prof Paola Balducci, romana, docente, ex membro (fino a pochi mesi fa) del Consiglio superiore della magistratura, segno zodiacale Scorpione (“credo mi dia quest’impronta caratteriale”, dice). È talmente super che in questi giorni il suo nome e il suo volto hanno fatto il giro di Web e quotidiani perché di sera, passando con la sua auto nel pieno centro storico della città pugliese ha fermato un pestaggio pigiando sul clacson, creando una fila di automobilisti e facendo fuggire aggressore e aggredito.

L’altro giorno dal Dipartimento dell’ateneo le hanno scritto: «Complimenti, professoressa Paola Balducci! In questo periodo in cui l’indifferenza e l’intolleranza regnano sovrane, qualcuno ricorda ancora che si può creare una società più giusta, basata sulla solidarietà e aiuto dell’altro, grazie anche a piccoli atti di coraggio, senza voltare la faccia dall’altra parte».


Belle parole. Rifarebbe quello che ha fatto?

È stato un impulso, o ce l’hai o non ce l’hai.


Che sensazioni le sono rimaste addosso? Ha fatto brutti sogni, come capita dopo un incidente stradale?

No, ho pensato a quello che mi è accaduto ma non ho fatto brutti sogni.


Però?

Però il problema è che in questo Paese regna l’indifferenza. Nessuno ha fatto niente. Nessuno è sceso dall’auto. Stavano tutti a guardare. L’aggredito è scomparso. Credo che questo insegni una cosa: in questo mondo, in questa società c’è tanta gente che si aspetta che si faccia un bel gesto.


Per paura o irresponsabilità?

La paura è umana. Ripeto: credo che sia indifferenza, le persone se ne fregano dell’altro, del diverso. Serve una società più civile, più umana, cominciando dai piccoli gesti.


Domandone: che ne pensa della legittima difesa? Serve?

Giocando sulla paura e sulla rappresentazione della paura la si fa più grossa. Qualcosa poteva essere modificata. Ma le leggi ci sono e devono essere sempre ben applicate. Il problema è che a volte può esserci un’applicazione difforme sul territorio italiano. Ma aumentare le normative, inasprirle, credo che non serva. A me la legittima difesa mette paura per una cosa: sotto sotto rappresenta la sfiducia del cittadino nelle istituzioni, nella magistratura. Si vuole dire: caro magistrato applica la legge in quel modo. Se in un momento d’ira il partner decide di uccidere non è che se si aumenta la pena il finale cambia. Bisogna affrontare le cose a monte: spiegare che ci deve essere rispetto, dialogo, tolleranza per il prossimo. Quando in una Paese il legislatore si convince che i problemi si possono aumentare aumentando le pene vuol dire che si è abdicato alla prevenzione, al dialogo, all’insegnamento del rispetto.


di Fabio Di Chio

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