Fabrizio Cicchitto a huffingtonpost.it: Draghi, l'ultima occasione



È l’ultima occasione per salvare l’Italia malgrado il Parlamento uscito dalle elezioni del 2018. Infatti attraverso Renzi ma anche al di là dei suoi giochi tattici, il governo Conte è arrivato al capolinea per una serie di ragioni molto serie mentre l’andamento della crisi è stato poco serio.

In primo luogo proprio il presidente del Consiglio, dopo la fase positiva da marzo -mese del lockdowm- all’estate, successivamente ha sbagliato quasi su tutto. Sulla gestione della pandemia, sulla requisizione di tutto l’approvvigionamento sanitario affidato al solo Arcuri, sul tentativo di gestire i servizi segreti in una chiave del tutto personale, sul blitz fallito, sul recovery plan, ma anche sulla politica estera il governo in carica aveva manifestato delle gravi contraddizioni: il presidente del Consiglio non ha inviato le sue felicitazioni a Biden ma al popolo americano.

Di fronte al salto di qualità rappresentato dalle scelte di Biden in termini di multilateralismo, di atlantismo e di occidentalismo, il governo italiano non è stato finora per niente all’altezza. Sulla Cina e sulla Russia siamo stati ambigui e contraddittori. Vorrei sbagliare ma mi sembra che nella giornata di ieri sulla gravissima condanna inflitta a Navalny c’è stata solo l’espressione della “preoccupazione” formulata dalla Farnesina.

Ma dopo il fallimento del presidente del Consiglio c’è stato il fallimento del Pd che per certi aspetti lo ha accentuato. Renzi non avrebbe avuto alcuni spazio politico reale se Zingaretti e Bettini non fossero diventati gli alleati subalterni di Conte, incapaci di costringerlo a correggere tutti gli errori e le sopraffazioni che stava commettendo.

Così Zingaretti ha avuto una crisi di nervi nei confronti di un articolo un po’ velenoso di Concita De Gregorio che però metteva in evidenza la totale assenza di iniziativa politica da parte del Pd, che paradossalmente non ha tutelato il governo, ma ne ha favorito la crisi. In più il Pd non è stato capace di contrastare il forsennato giustizialismo del M5S, e quel taglio del numero dei parlamentari non accompagnato neanche da una riforma elettorale e da una riforma istituzionale che ha ridotto il tutto a grillismo nella forma più esasperata.

In più è stato tramutato il Senato dal presidente Conte in una sorta di grottesco suk senza che il Pd bloccasse queste operazioni dissennate e anzi ha messo la sua firma prestando una povera parlamentare la cui storia culturale, tutta di rispetto, meritava ben altro trattamento.

Allora l’iniziativa del presidente Mattarella è l’ultima possibilità di salvezza che ha l’Italia rispetto a tutti suoi fianchi scoperti. Il presidente ha motivato il No alle elezioni anticipate con delle argomentazioni difficilmente contestabili. Chi sceglie la via delle elezioni anticipate si assume gravissime responsabilità sul terreno della pandemia (ricordate Trump?), della progettazione e realizzazione del recovery fund, della recessione.

Chi parla demagogicamente delle elezioni come di un appello al popolo in effetti vuole fregare il popolo: l’Italia rimarrebbe bloccata per alcuni mesi in uno scontro elettorale selvaggio. E chi in questi mesi si assumerebbe responsabilità molto rilevanti su vaccini, su eventuali lookdown, su eventuali altri provvedimenti di emergenza? Convocando Draghi, il presidente Mattarella ha fornito l’Italia di un paracadute. Se non passasse il governo Draghi noi saremmo a rischio non solo sul terreno del recovery fund ma su quello della tenuta degli equilibri finanziari. A questo punto solo tutti di fronte alle loro responsabilità.

Ovviamente lo è il Pd, ma a maggior ragione lo solo i Grillini che dovrebbero dimostrare di essere comunque diventati forza di governo anche se con tutti i loro tic e le loro specificità. Ma di fronte alle loro responsabilità sono anche tutte le forze del centrodestra. Berlusconi ha l’occasione di ridiventare centrale nella vita politica italiana. Fa benissimo a compiere ogni sforzo per una scelta positiva di tutto il centrodestra ma in caso diverso deve avere anche il coraggio di assumere una posizione autonoma. Berlusconi è stato per anni presidente del Consiglio, collocato nel PPE, e anche in questo periodo ha detto una serie di cose ragionevoli.

Quanto a Salvini forse egli pensa di dare una risposta alle piccole e medie imprese e agli operai del Nord che lavorano come fornitori e subfornitori delle industrie tedesche ovviamente attraverso l’euro, bloccando l’Italia per 5 mesi ed esponendola anche ad avventure finanziarie.

A sua volta Giorgia Meloni non può pensare che essendo riuscita a riaggregare tutto il mondo della destra può dare a essa solo una espressione sul piano del NO e della protesta.

Mettiamo che Grillini, Fratelli d’Italia, la Lega coalizzati in una sorta di partito della crisi e della avventura riescano a far saltare Draghi. Quindi 5 mesi di una selvaggia campagna elettorale con pandemia e recessione. Quindi un bel governo di destra in rottura con l’Europa. Davvero Salvini e Giorgia Meloni pensano di costruire una vittoria elettorale sulle macerie dell’Italia?

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