Fabrizio Cicchitto a Il Tempo: Pd ridotto ad ancella di Conte

I Dem condividevano le accuse di Renzi ma ora lo hanno scomunicato. E Franceschini si avventura nella celebrazione del trasformismo. Dopo aver assistito silente al delirio di onnipotenza del premier, Zingaretti gli consegna la guida della sinistra.




“II PD sta criminalizzando Renzi per aver fatto dimettere le ministre Bellanova e Bonetti provocando così la crisi di questo governo. La decisione, a nostro avviso, è certamente discutibile, ma per il Pd vale il motto «chi è causa del suo mal pianga sé stesso». Ricostruiamo brevemente quello che è accaduto. Nei film di De Sica molti attori venivano «presi dalla strada». Ai tempi del governo giallo-verde Conte fu «preso da un tribunale civile», da Alfonso Bonafede che lo segnale) a Di Maio che a sua volta lo presente) a Salvini: affare fatto. Quando quel governo ande) in crisi e il Pd per fare il nuovo parlava di discontinuità, Conte sarebbe dovuto essere la vittima designata, invece si conquiste) sul campo i galloni con un discorso al Senato nel quale fece barba, capelli e baffi al malcapitato Salvini. Cie) detto, arrivata la pandemia, gennaio e febbraio del 2020 sono stati un disastro da parte di tutti, del governo e delle Regioni, in primo luogo la Lombardia. Dopodiché Conte (ispirato da Speranza) ha svolto a marzo il ruolo di Churchill decidendo il lockdown, primo paese in Europa. Quell'esperienza, vissuta dall'Italia con grande partecipazione, ha portato alla forte riduzione del contagio verso maggio-giugno. Poi sono ricominciati i guai. Da luglio a settembre c'è stata la fase della movida, degli assembramenti e delle discoteche, non contestata da nessuno, né dal governo, tanto meno dalle Regioni. Nel frattempo non si ristrutturavano i trasporti urbani. Quando si sono riaperte le scuole avvenuto il patatrac: abbiamo perso tutto quello che avevamo guadagnato. A inizio ottobre è partita la seconda ondata, se Conte fosse stato veramente Churchill allora avrebbe dovuto decretare un nuovo lockdown. Siccome pere) Conte, guidato da Casalino, ormai era già in campagna elettorale ha cincischiato fino a novembre. Se adesso siamo nella situazione assai difficile descritta dallo stesso ministro Speranza due giorni fa al Senato ciò avvenuto per queste tre ragioni: una spinta obiettiva del virus, il comportamento irresponsabile di una minoranza di persone, gli errori devastanti del governo e di alcune Regioni (in primis la Lombardia). Ma Conte non si è limitato a questo, ha trattato questioni decisive come se si trattasse di un colossale Dpcm: sia l'approvvigionamento di tutto il materiale sanitario, sia tutto il sistema dell'intelligence l'ha considerate «cose sue» e di due suoi fiduciari (Arcuri e Vecchione). Dopodiché ha cercato di fare la stessa cosa per quello che riguardava la progettazione e la gestione del Recovery Fund estromettendo anche Gualtieri. Conte ha fatto tutto ciò approfittando della totale assenza del Pd con Zingaretti nel ruolo del Cavaliere inesistente descritto da Italo Calvino e con Bettini tutto concentrato nella costruzione ideologico-politica di una nuova sinistra fondata sull'aggregazione fra il Pd e il M5s con Conte come leader. A quel punto Renzi ha svolto una specie di servizio pubblico quando ha contestato Conte sul terreno del metodo e sul piano della sostanza. A quel punto il Bell'addormentato nel bosco, cioè il Pd, si è svegliato, ha aperto un occhio, e con Franceschini e Gualtieri ha ottenuto qualche risultato. Allora Renzi poteva anche tirare i remi in barca e marcare i risultati raggiunti, invece, siccome è Renzi, ha fatto dimettere le due ministre, ma lo ha fatto con un discorso nel quale manifestava anche la sua disponibilità a trattare. Poteva essere preso in parola, invece è scattata la scomunica da parte del Pd. Lo spettacolo è abbastanza grottesco, con Zingaretti che finora da Conte aveva subito tutto e che adesso nei confronti Renzi diventa una specie di incrocio fra Berija e Visinldj, mentre Franceschini, forse dimentico delle polemiche selvagge condotte contro Berlusconi nel 2010, dipinge i futuri responsabili come tanti Arcangeli Gabriele. Quindi di qui a martedì ne vedremo delle belle. Di operazioni come quelle in corso si è sempre parlato definendole trasformismo. Per quello che ci riguarda riteniamo che, essendo impraticabili le elezioni con questa pandemia (da noi non esiste come negli Usa il voto per posta), due sono le vie d'uscite caratterizzate da una certa serietà: o la ricomposizione dell'attuale maggioranza con un presidente del Consiglio diverso da Conte o un governo di unità nazionale che coinvolga anche l'opposizione vista la assoluta gravità della situazione.”

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