Fabrizio Cicchitto: "Col coronavirus abbiamo già sbagliato più che abbastanza".


Fabrizio Cicchitto, Presidente Riformismo e Libertà al quotidiano Il Tempo.


“Non è proprio il caso di procedere secondo schemi politico-partitici nella valutazione di quello che si è fatto e di quello che si dovrà fare per combattere il Covid-19. Nel passato, infatti, da gennaio a marzo sia il governo Conte sia la Regione Lombardia hanno commesso gravi errori. Al contrario, Zaia e la giunta regionale del Veneto non hanno sbagliato un colpo. Per altro verso, noi abbiamo il merito storico di aver mutuato dalla Cina, che ha la responsabilità gravissima di aver tardato di almeno due mesi la comunicazione di quello che stava avvenendo, il sistema del lockdown, decisivo per bloccare l'esplosione della pandemia. Su questo in Europa prima ci hanno guardato con scetticismo, poi sono stati costretti ad imitarci. Ora, se c'è uno che non pub dare lezioni di nessun tipo è proprio il premier inglese Johnson. Prima egli scelse la strada del più assoluto cinismo pur di assicurare la crescita economica affermando: «Le nostre famiglie avranno molte perdite», poi egli è stato ridicolizzato dallo stesso virus che ha colpito anche lui e quindi lo ha costretto a cambiare linea realizzando qualche lockdown, ma andando avanti e indietro a zigzag con l'Inghilterra che ha pagato e sta pagando a duro prezzo la sua sostanziale mancanza di serietà, cosa sorprendente per un leader inglese. Adesso poi parla di libertà come se difendere la salute dei cittadini non sia un modo di tutelare insieme la loro vita e la loro libertà: il lockdown non è una sorta di cedimento alla dittatura. Comunque, pur avendo commesso gravi errori, tuttavia a prezzo di duri sacrifici specie sul piano economico, entro maggio siamo riusciti a tamponare e a ridimensionare fortemente il contagio, non a eliminarlo, cosa impossibile senza vaccino. A nostro avviso da luglio in poi l'errore è stato quello di abbassare la guardia sulla base di analisi sbagliate come quella di chi ha detto che «sul piano clinico il virus è morto» (prof. Zangrillo). Molti giovani, già in rivolta per essere stati costretti a sospendere la loro vita consueta per circa due mesi, ne hanno tratto la convinzione di essere oramai immuni: non lo erano e girando prima il mondo e poi fermandosi a Porto Rotondo prima hanno contagiato sé stessi e poi stanno contagiando parenti, amici, padri e nonni. Madornale è stato poi l'errore delle Regioni di aprire le discoteche, dove il distanziamento e l'uso delle mascherine è impossibile. Jole Santelli, presidente della Regione Calabria, ha capito questo pericolo e richiudendo le discoteche ha salvato la sua Regione. Adesso alcune Regioni, Bonaccini presidente dell'Emilia-Romagna in testa, stanno insistendo per commettere un altro errore, quello dell'apertura degli stadi al 25%. Il viceministro Sileri, con grande leggerezza, ha affermato che l'Olimpico a Roma pub far entrare 25-30 mila persone: ma Sileri sa cosa vuol dire un'apertura di questo tipo? Ha mai frequentato l'Olimpico con i problemi di flusso e ancor più di deflusso che lo spostamento di migliaia e migliaia di tifosi implica? Si vuole forse ripetere l'operazione fatta a Milano con Atalanta-Valencia? Ha ragione chi dice che avendo il governo affrontato in modo molto discutibile l'apertura delle scuole adesso bisogna concentrarsi su questo tema essenziale. Se si aggiunge ad esso con la gravità della situazione che abbiamo ai nostri confini vuol dire che si intende giocare col fuoco. Piuttosto vista la situazione bisogna consentire ai centri privati di analisi di far tamponi (le Regioni non ce la fanno) e distribuire per tempo alle farmacie le quantità necessaria di vaccini antinfluenzali e antipolmonite per non trovarci a ottobre in un'altra situazione drammatica.”

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