Fabrizio Cicchitto: "La fase del lockdown è archiviata Ora servono i fondi del Mes"


Fabrizio Cicchitto (Presidente Riformismo e Libertà) al quotidiano il Tempo:


“Chi non ha come il sottoscritto immediate esigenze politico-elettorali, pub fare lo sforzo di sviluppare alcune osservazioni obiettive rispetto alle rivelazioni emerse dalla pubblicazione dei lavori finora segretati dei tecnici della sanità che lavoravano per il governo. Da essi risulta che c'è' stata una scelta tutta politica per l'estensione del lockdown a tutto il territorio nazionale. Invece i tecnici propendevano per chiudere alcune regioni del Nord e lasciare aperte quelle del Sud. Ebbene si è trattato di un caso nel quale la cosiddetta politica cioè il governo si è assunto le sue responsabilità. Ebbene a mio avviso si è trattato di una scelta giusta che ha evitato al Sud guai sanitari gravissimi, anche se certamente ha complicato la situazione economica. Probabilmente quel provvedimento è stato preso di fronte al fatto che quando è stata chiusa la Lombardia, ben 40 mila persone sono fuggite dal nord al sud. Ora parliamoci chiaro: il sistema sanitario nel Sud e' così fragile che da Roma in giù sarebbe avvenuta una autentica catastrofe qualora quello che è accaduto in Lombardia, Veneto e Piemonte si fosse esteso al Lazio, alla Campania, alla Puglia, alla Calabria alla Sicilia. Invece la chiusura totale ha consentito a tutti i presidenti delle Regioni di centro sud, quale che fosse la loro caratterizzazione politica, di difendere bene le loro regioni, evitando guai peggiori. Cie) detto, però, oggi bisognerebbe prendere al volo i fondi del Mes, insieme a quelli per la cassa integrazione allo scopo di fare immediati investimenti per la sanità dove tuttora pesano i 37 miliardi tagliati a suo tempo. Molto più complessa e oscura è la vicenda riguardante la mancata dichiarazione di zona rossa per la Valseriana, Bergamo, Brescia, Nembro e Alzana. Per Alzana ci sembra oramai acclarato che c'è' stato un tragico errore quando l'ospedale è stato riaperto tre ore dopo essere stato chiuso. Più complicata è la spiegazione invece riguardante la mancata dichiarazione di zona rossa per ciò che riguarda Bergamo, Brescia e la Valseriana. Pere, è stato steso un autentico velo di silenzio su un convitato di pietra. Il convitato di pietra è costituito, a nostro avviso, dalle pressioni fatte dagli industriali di quelle zone e dall'Assolombarda, affinché tutto rimanesse aperto. Rispetto a queste pressioni, il governo (Conte, Speranza, Boccia) e la Regione Lombardia (Fontana, Gallera) hanno giocato a rimpiattino per rovesciare sull'altra parte la responsabilità della chiusura e la conseguente polemica con il mondo industriale. Di conseguenza, è probabile che qualche elemento di chiarezza a questo nodo venga portato dalle indagini della magistratura. In ogni caso, caro direttore, non si capirà bene quello che è accaduto tra il governo e la regione Lombardia, per la dichiarazione delle zone rosse se non si farà luce in modo trasparente sui comportamenti reali e sulle pressioni fatte dal convitato di pietra.”

Iscrizione n° 144/2017       del 28/09/2017 del Registro della Stampa;        Tribunale di Roma

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