Fabrizio Cicchitto: ll bluff elettorale di De Luca la lotta al virus solo a parole


Fabrizio Cicchitto, Presidente Riformismo e Libertà al quotidiano Libero.



“Caro direttore, alla luce di quello che sta accadendo in seguito al Coronavirus vengono spontanee alcune riflessioni un po’ amare non collocate lungo la divisione fra maggioranza e opposizione. L’Europa e gli USA hanno avuto un doppio handicap in partenza: la Cina ha comunicato con grande ritardo l’esplosione del contagio e poi, essendo uno Stato totalitario, ha potuto sigillare il Wuhan in un lockdown durissimo e così ha anche evitato la propagazione del contagio nel resto del suo territorio per cui ora è l’unica grande nazione dove la crescita è ripresa. Ciò detto, veniamo alle questioni riguardanti il nostro Paese dove gli interrogativi critici devono riguardare sia il governo sia alcune Regioni di diverso segno politico (in primis la Lombardia, ma a ruota la Campania). A suo tempo nessuno in Italia, né i governi che si sono succeduti, né le Regioni hanno messo in atto quei piani antipandemici richiesti dall’OMS. Poi il governo Conte ha dichiarato l’emergenza nazionale il 31 gennaio, ma non ne ha tratto alcuna conseguenza fino a marzo, ha bloccato i voli diretti Italia-Cina, ma non quelli indiretti per cui in quel periodo cruciale dalla Cina sono arrivate in Italia circa 30.000 persone. Perché in Italia a gennaio due entità fra loro molto lontane, cioè il Senato e la Ferrari, hanno capito che dalla Cina poteva venire un pericolo assai serio e hanno acquistato a prezzi stracciati migliaia di mascherine FFP2? Come mai fino al 21 febbraio il sistema sanitario lombardo non si è accorto che già c’erano centinaia di contagiati? Come mai l’iniziativa del Veneto sui tamponi iniziata a febbraio per merito del presidente Zaia e del prof. Crisanti è rimasta isolata e anzi è stata contrastata? Come mai il ministero della Salute e le Regioni non hanno preso iniziative cioè almeno da aprile sui vaccini influenzali e sui tamponi? Perché sia il governo sia la Lombardia hanno subito il diktat dell’Assolombarda, rimpallandosi poi le responsabilità e non hanno subito dichiarato zone rosse la Val Seriana, Bergamo, Brescia? Perché alcune Regioni, dalla Lombardia al Lazio, hanno promosso lo sposamento di malati Covid nelle RSA con le conseguenze che sappiamo? A fronte di questi rilievi critici, però, non c’è dubbio che noi per primi abbiamo intuito la necessità di imitare la Cina mettendo in atto quel lockdown che è stato decisivo per bloccare lo tsunami del contagio. Per questo l’Europa prima ci ha dileggiato, prendendoci per untore, e poi ci ha imitato. Passiamo alla seconda fase che riguardai comportamenti del governo e dei partiti, ma anche del popolo italiano. Gli italiani sono stati splendidi fino a giugno: ci siamo comportati come gli inglesi nella Seconda Guerra di fronte ai bombardamenti di Hitler. Poi, invece, fra luglio e agosto abbiamo, come si suol dire, “sbracato”: l’eliminazione del lockdown è stata interpretata da molti come una sorta di tana libera tutti. I ragazzi si sono scatenati nelle movide, una parte di loro ha fatto il giro del divertificio europeo (Croazia, Ibiza, con l’apoteosi di Porto Rotondo) e così essi hanno fatto anche il pieno del contagio che poi hanno distribuito a parenti e amici. DISASTRO ESTATE Presidenti di Regione di destra e di sinistra hanno favorito la riapertura delle discoteche con le conseguenze che conosciamo. È poi emerso il geniale bluff elettorale posto in essere dal presidente De Luca in Campania: prima delle elezioni regionali la sua lotta al virus è stata di una potenza mediatica straordinaria, ma senza misure sostanziali e con un basso uso dei tamponi. Così per la seconda volta siamo arrivati nudi alla meta: nella prima fase governo e Regioni non hanno fornito né ai medici, né agli infermieri, né ai cittadini le mascherine; nella seconda fase non hanno fornito né vaccini, né tamponi. Su questo terreno l’unica eccezione è una categoria privilegiata quale i calciatori di serie A che usufruiscono di quattro tamponi a settimana senza dover fare la fila per ore (e l’allenatore della nazionale Mancini si permette pure di fare il bullo). È a nostro avviso demenziale che finora l’Italia ha rifiutato il Mes, ma questo rifiuto dipende da ben tre forze politiche, una di governo, il M5S, e due di opposizione. Dobbiamo anche dire che vale per il nostro paese il detto “beati monoculi in terra caecorum”, perché, con l’eccezione della Germania, gli altri paesi di rilievo del mondo occidentale (USA, Francia, Spagna, Inghilterra) hanno commesso molti più errori dei nostri. La pandemia sta dissestando le società e gli Stati democratici e liberali e che non sono rigidamente autoritari: il caso degli Usa è emblematico. In effetti al punto in cui siamo arrivati, visto che è evidente a tutti la ripresa del contagio, anche se in forme meno violente del passato, ma tuttavia con notevoli pericolosità, è augurabile che utilizzando sempre le mascherine e con il distanziamento si eviti a tutti i costi quel ricorso disperato al lockdown che costituirebbe il colpo di grazia non solo per l’economia, ma per tutta la nostra società.”

Iscrizione n° 144/2017       del 28/09/2017 del Registro della Stampa;        Tribunale di Roma

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