Fase 2, l'opinione del virologo Crisanti: «Non c'è una valutazione del rischio, sono preoccupato»

Aggiornato il: mag 4


"La macchina si è messa in moto senza una valutazione del rischio. Questo è il vero problema. C'è stata una apertura a tentoni. Il Piemonte e la Lombardia sono diverse dalla Calabria e dalla Sardegna. Mi preoccupa che il Governo non ha nessun elemento a priori per calcolare il rischio e se" il motto è 'vediamo che succede' "sono preoccupato che non ci siano strumenti per analizzare e abbassare questo rischio". Lo ha detto Andrea Crisanti, direttore del laboratorio di microbiologia e virologia dell'Università-azienda ospedaliera di Padova, ospite di 'Mezz'ora in più' su RaiTre. "Io avrei cercato di capire quanti sono i casi Regione per Regione - ha aggiunto - facendo emergere l'iceberg dei casi sommersi, ovvero le persone che non riescono ad avere una diagnosi e che rimangono a casa. Il rischio dipende da come sono distribuiti questi casi sul territorio". Crisanti ha rivolto a Gianni Rezza, direttore del Dipartimento malattie infettive dell'Istituto superiore di sanità, anch'egli ospite della trasmissione, proprio la richiesta di far emergere i casi sommersi di Covid-19, per una migliore programmazione della fase 2.

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