«Fateci uscire dal Pakistan, siamo in pericolo». Appello della famiglia di Asia Bibi all’Italia

«Fateci uscire dal Pakistan, siamo in pericolo». Appello della famiglia di Asia Bibi all’Italia

Pakistan, dopo 9 anni di carcere per aver sostenuto di non credere nella fede Musulmana, Asia Bibi è riuscita ad essere assolta scampando così alla pena di morte.

(https://www.spraynews.it/blog-1/pakistan-la-donna-condannata-a-morte-per-blasfemia-viene-assolta-dopo-9-anni-di-carcere)

Tutto questo accadeva la mattina del 31 Ottobre, da quel giorno, lei e la sua famiglia hanno il terrore di uscire di casa, fare la spesa, girare per le strade. Per chi non appartiene alla fede Musulmana, in un paese come il Pakistan è quasi impossibile dormire tranquillo. Di attacchi contro i cristiani se ne contano ogni giorno, e il nome di Asia Bibi oggi, etichettata come la donna blasfema, risuona ormai in tutte le strade. Gli estremisti sono stati chiari, non ce la vogliono, né nei né la sua famiglia.


Secondo alcune fonti della Bbc, Saiful Malook, l’avvocato pakistano che ha aiutato la donna ad uscire di prigione, ha affermato che l’Onu e l’Eu gli hanno fatto lasciare il paese contro la sua volontà. Una volta che la violenza radicale islamista è scoppiata dopo l’assoluzione, l’uomo è stato mandato nei Paesi Bassi. Subito dopo la decisione della corte infatti, sono partite violente proteste in tutto il Pakistan che chiedevano l’uccisione dei giudici.


Ora però, rimangono in pericolo Asia e la sua famiglia, lo sanno benissimo cosa rischiano rimanendo lì, e così hanno deciso di chiedere aiuto a chiunque possa intervenire, compresa l’Italia. «Chiedo al governo italiano e faccio un appello: aiutateci a fare uscire dal Pakistan me e la mia famiglia perchè siamo in peicolo». Perchè la donna e la sua famiglia rimangano in vita, è fondamentale l’attenzione dei media e l’intervento immediato della comunità internazionale. Intanto, il ministro dell’interno Matteo Salvini ha risposto ai microfoni di Rtl102.5, «ci stiamo lavorando con altri Paesi occidentali, con discrezione per evitare problemi in loco alla famiglia che vuole avere un futuro. Posso assicurare che io, da ministro ma anche da leghista, ci tengo che donne e bambini a rischio della vita, possano avere un futuro».


Di Ilaria Proietti Mercuri

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