Finita la pacchia, l’Italia chiude i porti e Malta non accoglie l’Aquarius
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Finita la pacchia, l’Italia chiude i porti e Malta non accoglie l’Aquarius

Mentre è in corso a Palazzo Chigi un vertice a tre fra il premier Conte e i due vice Di Maio e Salvini, tengono banco le dichiarazioni via social rilasciate dal leader del Carroccio sulla spinosa questione migranti: "Da oggi anche l’Italia comincia a dire NO al traffico di esseri umani, NO al business dell’immigrazione clandestina. Il mio obiettivo è garantire una vita serena a questi ragazzi in Africa e ai nostri figli in Italia". Poche parole, ma significative e destinate a dividere. La decisione è infatti senza precedenti: l'Italia, secondo quanto afferma il Viminale in accordo col Ministero delle Infrastrutture in capo a Danilo Toninelli, chiuderà i propri porti e non intende continuare a sobbarcarsi da sola l'onere dell'accoglienza dei migranti.


Dalle parole ai fatti, dunque; il neo ministro degli Interni non ha atteso molto prima di rendere chiara la linea che il nuovo governo ha intenzione di adottare. A fornirgli l'occasione, il transito nel Mediterraneo della nave Aquarius, che batte bandiera Gibilterra, con a bordo circa 600 migranti che, secondo specifica di Salvini, qualora non dovessero essere accettati dall'isola di Malta, dallo stesso leader ritenuta il luogo più consono e sicuro dove far sbarcare i rifugiati, non troverebbe sponda nei porti della nostra penisola. Ad informare le autorità maltesi è stato lo stesso capo del Viminale, attraverso una lettera in cui invita le forze in capo all'isola a prendersi la loro parte di responsabilità nella gestione dei flussi dal Nord Africa.


Decisione, come già accennato, destinata a lasciare strascichi e ad alimentare nuovamente il dibattito già in corso. Non sono tardate in quest'ottica le prime reazioni, sia in ambito internazionale che nazionale.


Da Malta hanno già comunicato, per mezzo di un portavoce del governo citato da Malta Today, che "Il caso non è di nostra competenza". Secondo la fonte, le autorità maltesi negherebbero di aver ricevuto la lettera di Matteo Salvini, spiegando che "Il salvataggio degli oltre 629 migranti ora a bordo dell'Aquarius è avvenuto nella zona libica di ricerca ed è stato coordinato dal centro di soccorso a Roma e pertanto non è di competenza maltese".

Dello stesso avviso il premier della Valletta, Joseph Muscat, che, senza fare specifico riferimento al caso in questione, parla contrapponendosi alla linea Salvini-Toninelli: "Malta intende costruire buone relazioni con l'Italia, nella convinzione che gli interessi di Roma e La Valletta siano simili. Ha sempre agito in accordo con le regole internazionali sull'immigrazione e lo dimostrano fatti documentati".


In serata, secca la replica congiunta di Salvini e Toninelli, recapitata tramite un comunicato ufficiale in cui i due ministri hanno attaccato le atuorità maltesi: "Malta non può continuare a voltarsi dall'altra parte quando si tratta di rispettare precise convenzioni internazionali in materia di salvaguardia della vita umana e di cooperazione tra Stati. Il Mediterraneo è il mare di tutti i Paesi che vi si affacciano e non si può immaginare che l'Italia continui ad affrontare questo fenomeno gigantesco in solitudine".


Polemiche e plausi anche dal mondo della politica nazionale. A favore della linea di intransigenza del nuovo esecutivo, si schiera il centro destra, a partire dai compagni di partito di Salvini, con le parole via social rilasciate dal governatore della Lombardia Attilio Fontana "Pochi giorni al Governo e i confini, finalmente, vengono difesi" . Sulla stessa linea anche i forzisti, che attraverso le parole del portavoce Mulè, si dicono favorevoli al provvedimento : "Bene fa il ministro Salvini a pretendere finalmente chiarezza sul confine tra azioni umanitarie e doveri di accoglienza dei singoli stati".


Diversa visione dagli schieramenti dell'opposizione, con il Pd, a guida Martina, che invoca la mediazione di Conte per un provvedimento, quello della chiusura dei porti, che "può portare solo a gravi rischi umanitari".

C'è poi chi, come il sindaco di Napoli De Magistris, non perde tempo e si lancia già in proclami che sanno tanto di campagna elettorale: "Napoli è pronta, senza soldi, a salvare vite umane", chiosa il primo cittadino partenopeo, "Se un ministro senza cuore lascia morire in mare donne incinte, bambini, anziani, esseri umani, il porto di Napoli è pronto ad accoglierli".



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