Firenze, aggredisce moglie e figli con un coltello: muore il bimbo di un anno

Firenze, aggredisce moglie e figli con un coltello: muore il bimbo di un anno


Una lite tra coniugi, una semplice discussione, ma è bastato un attimo e il diverbio si è trasformato in tragedia: il figlio della coppia di un solo anno d’età è stato brutalmente ucciso dal padre. Siamo a Sant’Agata di Scarperia, un Comune del Mugello in provincia di Firenze, nell’abitazione si trovavano il padre 34enne Niccolò Patriarchi, la madre di 30 anni Annalisa Landi, una figlia di 7 anni e il piccolo Michele di un anno. Non era la prima volta che i genitori avevano una discussione davanti ai figli, ma forse è stata l’ultima. Lo scenario potrebbe essere terribilmente riconducibile a un racconto dell’orrore di Stephen King: male parole, uno scatto di rabbia, Annalisa che scappa in terrazzo con i bambini per proteggerli dalla furia omicida del marito, il coltello da cucina…la tragedia. Quasi in uno stato di trance, privo di qualunque straccio di emozione il padre si è avvicinato e ha colpito a morte il piccolo, poi ha puntato la figlia, ma la madre in balia delle emozioni e dello stato di shock si è protesa col corpo davanti alla bambina prendendosi il colpi destinati a lei, che le hanno causato ferite gravi. Sono poi intervenuti i genitori e il fratello di Annalisa, che era riuscita a chiamare per telefono, e l’hanno divisa dal suo aggressore e hanno portato in salvo la bambina. Poco dopo sono sopraggiunti sul luogo i carabinieri, avvertiti in precedenza dalla madre della donna circa verso le 20:00. “Hanno ammazzato mio nipote, è stato suo padre”, queste le parole della nonna di Michele che hanno preceduto la scena a dir poco terribile che i militari si sono trovati davanti: la madre con ancora il piccolo Michele in braccio, circondati da un lago di sangue. La famiglia, ancora in stato di shock, è stata trasportata immediatamente all’ospedale di Borgo S. Lorenzo, ma per il piccolo Michele, nonostante i diversi tentativi di rianimazione,non c’è stato niente da fare: era morto sul colpo in seguito alle ferite riportate. Annalisa ha riportato tagli e ferite su braccia e testa ed è tutt’ora sotto osservazione da parte dei medici in terapia intensiva, ma non sarebbe in pericolo di vita. Patriarchi, trasportato in manette al pronto soccorso, è stato accusato di omicidio e lesioni personali aggravate, ma non ha proferito parola al riguardo e si trova ora nel carcere di Sollicciano.

I carabinieri sono a lavoro per cercare di ricostruire il movente che avrebbe portato l’uomo a compiere un atto simile. L’arma del delitto è stata rinvenuta nel giardino dell’abitazione. Ne lui ne la moglie erano sconosciuti alle autorità: Patriarchi, tecnico informatico, con precedente per truffa e frode informatica e Annalisa, impiegata, per frode. Amici, conoscenti e familiari affermano che l’uomo soffriva già da tempo di disturbi psichiatrici e che vi erano già stati in precedenza atti di violenza domestica che lo avevano costretto a chiedere aiuto a uno specialista. Le indagini sono coordinate dal pm Fabio di Vizio, il quale con la sua squadra sta cercando di verificare le testimonianze per riuscire a ricomporre il terribile quadro della vicenda.

Un avvenimento che ha colpito tutta la frazione di Sant’Anna che aiuta come può le autorità per fare chiarezza sull’accaduto. Sgomento, paura e incredulità sono le prime reazioni della gente del posto, che ancora non si capacita di come un innocente possa essere stato vittima di un atto tanto crudele.


Niccolò Lumini

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