Firenze, i soldi destinati all'Africa sui conti dei parenti di Renzi

Firenze, i soldi destinati all'Africa sui conti dei parenti di Renzi



Si parla di un enorme giro sporco di denaro che, stando almeno alle prime indagini, avrebbe dirottato oltre sei milioni di euro nei conti del cognato di Matteo Renzi e dei suoi fratelli, precedentemente destinati ai bambini africani. Ma cosa è successo esattamente?

Alessandro Conticini, quarantadue anni, fratello di Luca e Andrea Conticini, quest'ultimo marito di Matilde Renzi, sorella del fu presidente del consiglio, è stato il rappresentante dell'Unicef ad Addis Abeba. Si è poi avvicinato alla Associazione per la Play Therapy fondata a Londra nel 1982, con la quale ha costituito la Play Therapy Africa, e fra il 2008 e il 2016 ha raccolto circa 10 milioni di dollari di fondi destinati ai bambini africani. L'Unicef ha donato tre virgola otto milioni di dollari tra il 2008 e il 2013, la Fondazione Pulitzer cinque virgola milioni di dollari tra il 2009 e il 2016, transitati dalla onlus Operations Usa, e altri novecento mila dollari complessivi sarebbero arrivati dalle ong Australian High Commission, Avsi, Fxb, Mobility without barriers foundation, Oak, Undp, France Volontaires.


Tuttavia, di questi dieci milioni, almeno sei virgola sei milioni di dollari sarebbero transitati sui conti privati di Alessandro Conticini e utilizzati per cospicui investimenti immobiliari e per l'acquisto di quote di alcune società della famiglia Renzi o di persone ad essa vicine. Ora tutti e tre i fratelli sono indagati da due anni con l'accusa di riciclaggio e Alessandro e Luca anche di appropriazione indebita aggravata. L'inchiesta della procura di Firenze era infatti stata resa nota nel 2016, a causa dei movimenti bancari anomali in Emilia segnalati dalla Cassa di Risparmio di Rimini, agenzia di Castenaso. I soldi sarebbero stati in parte utilizzati nel 2015, da Alessandro e Luca, per la sottoscrizione di un prestito obbligazionario di settecentonovantotto mila euro emesso da una società dell'isola di Guernsey, la Red Friar Private Equity Limited Guernsey, e in parte destinati fra il 2015 e il 2017 a un investimento immobiliare in Portogallo per un importo di un milione e novecentosessantacinque mila euro. Andrea, invece, è indagato per riciclaggio e per gli acquisti, a nome del fratello Alessandro, di quote di tre società: la Eventi 6 della famiglia Renzi, la Quality Press Italia e la Dot Media di Patrizio Donnini e di sua moglie Lilian Mammoliti, sempre legati ai Renzi, tutte operazioni risalenti al 2011. Alla Eventi 6 sono arrivati centotrentatre mila euro, alla Quality Press Italia centoventinove mila, alla Dot Media quattro mila. Non solo, era dubbiosa anche Monika Jephcott, direttrice di Play Therapy ltd Londra, la casa madre. I dubbi manifestati dalla donna ai pm, Luca Turco e Giuseppina Mione, riguardavano proprio l'impiego dei soldi della Play Therapy Africa fondata da Alessandro.


I tre fratelli sono stati invitati il 14 giugno scorso dalla procura, ma non si sono presentati.

L'avvocato Federico Bagattini, difensore dei Conticini, ha risposto: «I tempi della difesa li decide la difesa. A dicembre scorso avevamo chiesto noi di comparire davanti al pm, ma non ce lo ha concesso». Il senatore di Rignano, invece, attraverso una nota del suo ufficio stampa annuncia di voler procedere «in sede civile e penale contro chiunque accosti il suo nome a una vicenda giudiziaria che da due anni ciclicamente viene rilanciata sulla stampa e che riguarderebbe un fratello del marito di una sorella di Renzi. I processi si fanno in aula, non sui media. Al termine del processo si fanno le sentenze. E le sentenze si rispettano. Anche quelle sui risarcimenti».


Ciò che ancora protegge i tre fratelli è la riforma Orlando, poiché la nuova legge prevede che il reato di appropriazione indebita sia procedibile solo per querela delle parti offese. Così è cominciata, nelle scorse settimane, una rogatoria verso Unicef, Fondazione Pulitzer e gli altri donatori da parte della procura, spiegando loro la situazione. Senza una denuncia l'inchiesta non potrà proseguire.


Ma tralasciando i colpevoli e la veridicità del reato, dovremmo riflettere sull'ego umano. Perché è proprio questo che spesso ferma i benefici meccanismi della società che a volte, per quanto faticoso sia, vengono messi in moto. Ciò che facciamo ci ritorna, non solo da un punto di vista spirituale. Aiutando i paesi del terzo mondo a rimettersi "al passo coi tempi", nel breve e soprattutto nel lungo termine, potremmo raccoglierne dei frutti. Manodopera, scambi commerciali e ampliamento del mercato. Anche se in realtà dovrebbe bastare la soddisfazione morale a giustificare un atto di altruismo. Nel nostro piccolo, tutti possiamo fare qualcosa. Ma se continuano a persistere comportamenti di questo tipo, presto o tardi tutti dovremo fare i conti con le conseguenze delle nostre azioni. E quando arriverà quel momento, chi sarà davvero preparato?


di Alessio La Greca

Iscrizione n° 144/2017       del 28/09/2017 del Registro della Stampa;        Tribunale di Roma

Direttore Responsabile:      Monica Macchioni

Editore: Ultra! S.r.l.-Via E. Gianturco 5-Roma

                         P.I.: 13394291002