Fitch lancia l'allarme sull’Italia: «Troppo debito, riforme costose e rischio voto anticipato»

Fitch lancia l'allarme sull’Italia: «Troppo debito, riforme costose e rischio voto anticipato»



Con lo spread che arriva sopra quota 290 e manda in rosso Piazzaffari, i tassi sui Btp in rialzo al 3,24 per cento ed il Pil che stenta, il sentiero per la prossima legge di Bilancio si fa sempre più stretto. Le scadenze si avvicinano e sui mercati internazionali l’Italia è osservata speciale.

Fitch ha lasciato invariato il rating sull’Italia ma ha rivisto al ribasso le prospettive, il cosiddetto outlook, da «stabili» a «negative». Così ieri sera, a Borse ormai chiuse, l’agenzia di rating ha reso più probabile una prossima bocciatura dell’Italiadopo anche che la Borsa ha perso un altro 1,1%. Si legge nella nota di Fitch: «Dopo la formazione del nuovo governo prevediamo un allentamento fiscale che renderebbe il debito pubblico italiano molto alto, più esposto a potenziali shock». L’agenzia ha anche parlato di un «livello relativamente alto di incertezza politica», facendo riferimento alle «considerevoli differenze fra i partner della coalizione» e «alle contraddizioni fra gli elevati costi dell’attuazione degli impegni presi nel “Contratto” e l’obiettivo di ridurre il debito pubblico». Tanto che c’è «un aumento della possibilità di elezioni anticipate dal 2019». Anche lo scetticismo «nei confronti della Ue e dell’euro rappresentano un ulteriore rischio». Fitch però aggiunge di ritenere «bassa la probabilità che il governo avanzi politiche che minaccino un’uscita dall’Europa o la creazione di una moneta parallela». Non tutti però sono pessimisti. Ad esempio BlueBay Asset Management, fondo che gestisce 61 miliardi di investimenti, ha rafforzato le sue posizioni sui bond emessi da Roma. Mark Dowding, uno dei manager, ha spiegato la decisione con il fatto che secondo loro «sull’Italia c’è una negatività esagerata» che peraltro sarebbe già stata scontata negli spread.  


Secondo fonti di Palazzo Chigi, invece, «c’è attesa che gli impegni di bilancio per il prossimo anno siano rispettati e le riforme strutturali già annunciate siano attuate» e «la valutazione è ampiamente giustificata alla luce delle attuali condizioni della nostra economica». Poi, non appena saranno varati Def e legge di Bilancio l’esecutivo, che conferma l’impegno a ridurre il debito, è convinto «che ci saranno valutazioni integralmente positive, senza alcuna riserva». Poche ore prima, comunque, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Giancarlo Giorgetti non aveva escluso di sforare il tetto del 3 per cento nel rapporto deficit/Pil: «Se è necessario per mettere in sicurezza il Paese, anche sì. Credo che sia interesse anche dell’Europa. Dobbiamo intavolare con la Ue un negoziato serio» su investimenti e infrastrutture, ha detto Giorgetti.


Le posizioni dei mercati vanno poi messe a confronto con quelle dell’amministrazione. Dopo il suo incontro col premier Conte alla Casa Bianca, il presidente Trump aveva detto che «l’Italia è un grande posto dove andare a investire». Ciò è stato frutto del lavoro dei diplomatici, ma anche della volontà di Washington di aiutare un alleato considerato una sponda sovranista fondamentale, nelle dispute e con l’Europa a trazione franco-tedesca. Naturalmente l’amministrazione ha il potere di sostenere gli investimenti nel nostro paese, ma i mercati poi si regolano liberamente in base ai loro interessi e alle loro preoccupazioni, che in questo momento sembrano prevalere tra gli analisti.  


Tornando al mercato obbligazionario, il differenziale tra Btp e Bund è salito con il rendimento del Btp decennale, che ha raggiunto il 3,26 per cento per poi chiudere a 3,22 per cento. Tensioni anche sul Btp a due anni, dove lo spread si è portato a 202 punti dai 173 dell’apertura precedente. E ancora: nessuna richiesta nell’asta, riservata agli specialisti, di Btp a cinque e a dieci anni per oltre 1,4 miliardi. Intanto l’Istat ha confermato le stime preliminari sul rallentamento dell’economia italiana nel secondo trimestre, quando il Pil è cresciuto dello 0,2 per cento, mentre tre mesi prima aveva registrato un aumento dello 0,3 per cento. L’Istat ha comunque rivisto al rialzo, da +1,1 per cento a +1,2 per cento, le previsioni sulla crescita tendenziale. Quanto ai prezzi, ad agosto l’inflazione nell’arco degli ultimi 12 mesi è salita all’1,7 per cento contro l’1,5 per cento di luglio. Tra le voci dietro l’accelerazione ci sono i biglietti aerei: l’inflazione è cresciuta del 9,4 per cento su base annua e del 29,8 per cento su base mensile.


Inutile ricordare che le grandi riforme del governo, quali reddito di cittadinanza, flat tax e riforma pensioni, richiedono ben altro. Per questo 5 Stelle e Lega continuano a incalzare Tria e ad alzare i toni con la Ue. Ha fatto sapere il commissario Moscovici: «Saremo costruttivi nelle discussioni sul bilancio, nonostante il tono in alcuni casi scortese verso di noi. Ma un disavanzo superiore al 3 per cento provocherebbe difficoltà che non voglio neppure immaginare». In poche parole, c’è aria di scontro. Ma, come ha spiegato un funzionario europeo, «se fossi un italiano mi preoccuperei più dei mercati che della Ue».


di Alessio La Greca

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