Flop di Fazio e il suo Macron , il trio Foa-Salini-De Santis pensa solo alle poltrone del controllo



E adesso chi lo paga il conto di questo bel floppone andato in onda su Rai Uno solo per soddisfare il narcisismo di un conduttore dall’ego molto più grosso del suo share? Domenica sera, Che Tempo Che Fa, il programma condotto da Fabio Fazio, è stato visto da 3.559.000 spettatori pari al 14.1% di share Su Canale 5 l’ultima puntata della fiction Non Mentire ha raccolto davanti al video 3.273.000 spettatori pari al 14.1% di share. Su Rai Due The Good Doctor ha catturato l’attenzione di 2.248.000 spettatori con il 9%. Su Italia1 l’appuntamento domenicale de Le Iene, con Nadia Toffa, ha intrattenuto 1.748.000 spettatori con il 10% di share. Insomma, senza essere degli scienziati della materia, l’intervista a tappetino confezionata da Fazio con il presidente francese Macron non ha appassionato gli italiani, anzi l’impressione è che abbia prodotto l’effetto contrario. Tanto da dare ragione a chi contesta il conduttore e il suo modo di rapportarsi con la Rai. A partire da Giampaolo Rossi, consigliere di amministrazione della Rai in quota Fratelli d'Italia.


“Quella di Fazio sul fatto che si è pagato il biglietto aereo da solo è stata una battuta provocatoria e anche di cattivo gusto, visti i costi complessivi del contratto di Fazio che gravano sulla Rai, costi di un contratto di un format nettamente fuori mercato. Al di là di questo, il tema vero è ovviamente quello del pluralismo dell'informazione del servizio pubblico", "nel caso di 'Che tempo che fa' abbiamo una trasmissione che è apertamente sbilanciata dal punto di vista del pluralismo. Il 90% degli ospiti invitati da Fazio sono esponenti politici di un'area politica, giornalisti, intellettuali di un'area culturale specifica che è ovviamente quella della sinistra e questo non fa bene al pluralismo di questo Paese", sostiene con forza Rossi, "è un problema anche di responsabilità sociale che un signore che guadagna milioni di euro dalla Rai dovrebbe avere nei confronti di quei cittadini che magari non la pensano come lui e che dovrebbero sentirsi rappresentati dal Servizio pubblico televisivo.


Quindi è un atto di narcisismo ideologico, di arroganza, che persona molto ricca si permette di fare utilizzando la tribuna del servizio pubblico televisivo". E conclude: "Stiamo valutando molte cose e soprattutto i risultati di 'Che tempo che fa'. Non credo che i risultati siano perfettamente in linea con le aspettative di un programma di prima serata la domenica sera, in una fascia in cui la Rai era storicamente egemone rispetto al suo diretto competitor. Si stanno valutando aspetti anche legati alla ricaduta di questa trasmissione sull'intera filiera del palinsesto della tv pubblica”. Parole sante, soprattutto per chi paga il canone. Il punto è che vorremmo sentir dire le stesse cose dal tandem Foa- Salini, presidente e amministratore delegato, troppo attenti al valzer delle nomine che alla qualità dei prodotti e alla correttezza dei conduttori. Certo, Il piano editoriale, che sarà il tema del giorno del prossimo consiglio di amministrazione, sta facendo ballare la politica, essendoci in ballo interessi molto forti e il futuro dello stesso Salini, ma questo non giustifica affatto una Rai in mano ai soliti noti. Sarà bene che Foa e Salini inizino davvero a fare il loro lavoro, battendo un colpo anche sui temi caldi. E Fazio lo è. Altro se lo è.


di Alberto Milani

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