Fondatrice Femen morta a Parigi, mistero sul suo suicidio




È stata trovato morta suicida, a Parigi nel proprio appartamento, la cofondatrice delle “Femen” insieme a Oleksandra Shevchenko e Anna Hutsol, Oksana Shachko di origini ucraine. La notizia dell’avvenuto suicidio è stata pubblicamente confermata alla Bbc in lingua ucraina dall'attivista femminista Inna Shevchenko.


Il corpo della donna sarebbe stato rinvenuto lunedì e le verifiche della polizia scientifica sono ancora in corso, non essendo ancora nota l’ora del decesso né le motivazioni del gesto. La giovane, prima di togliersi la vita, avrebbe lasciato scritto in inglese: "Siete tutti un falso". Negli ultimi due anni la “Femen”, che aveva trovato asilo In Francia dal 2013 inseguita, diceva, dai servizi segreti ucraini, dove viveva dedicandosi alla pittura, aveva già tentato il suicidio altre due volte, ha riferito una conoscente agli inquirenti.


Era stata lei che, a seno nudo nell’agosto 2009, aveva inscenato una protesta a Kiev dando inizio a una sorta di “rito” ripetuto molte volte, anche in luoghi non sempre consoni, dalle attiviste del movimento femminista ultralibertario. Trasferitesi tutte in Francia nel 2012, nel diciottesimo arrondissement di Parigi, le “Femen” sono divenute un’associazione ufficialmente riconosciuta dal governo francese ma le loro azioni provocatorie avvengono soprattutto all’estero, messe in atto quasi tutte da studentesse universitarie al di sotto dei vent’anni con il fine ultimo d’incrementare le capacità intellettuali e morali delle giovani donne in Ucraina, ricostruire l’immagine del loro paese e di “modificare l’immagine dell’Ucraina all’estero da meta di turismo sessuale a paese democratico” ovviamente, rigorosamente in topless.


Famose le proteste ultraprogressiste del gruppo, la maggior parte delle volte a seno nudo con azioni apertamente irridenti e sovente blasfeme nei confronti della religione e della politica conservatrice, Le “Femen” si sono distinte particolarmente in Ucraina per una forte ostilità verso le posizioni politiche filo-russe e In Italia di recente con il gesto contro Silvio Berlusconi durante le ultime elezioni e in precedenza anche in territorio del Vaticano.


La storia di Oleksandra è stata raccontata nel documentario “Je sui Femen”, diretto dal regista Alain Margot, ma da un'inchiesta di Daryna Chyzh, giornalista ucraina del canale 1+1, infiltratatasi nel movimento è risultato come le attiviste ricevessero considerevoli contributi economici per le loro attività e in più spesate di ogni viaggio, vitto e alloggio compresi. Il movimento inoltre garantiva loro anche le cura di bellezza oltre a uno “stipendio” di circa mille euro mensili ciascuna, il che non è poi così male per protestare contro la società “maschilista”.



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