Fratelli d'Italia cresce e riparte dal territorio. Oltre 200 amministratori aderiscono al partito
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Fratelli d'Italia cresce e riparte dal territorio. Oltre 200 amministratori aderiscono al partito



Il partito di Giorgia Meloni cresce. Nessuna emorragia improvvisa, nessuna diaspora verso altri lidi dalle percentuali più rassicuranti, come quelle della Lega. La leader chiama a raccolta i suoi a Roma, nella giornata di ieri, 13 luglio, per rilanciare una mano importante nella partita dei pesi e contrappesi politici, annunciando l’adesione di «oltre 200 amministratori locali» che in gran parte, come sottolineato, «provengono da Forza Italia ed esperienze civiche». La Meloni lo dice chiaramente, lanciando un segnale di “presenza” agli alleati: «noi non abbiamo partecipato a scappatelle. Siamo il secondo partito della coalizione di centro-destra». «Salvini è leader molto forte, FdI sta aggregando più che mai». Fratelli d’Italia, saldo su una percentuale nazionale che sfora il 4%, sceglie di ripartire dal territorio, dal radicamento, dagli uomini, dalle esperienze locali e, quindi, dalle comunità, per aumentare il consenso e il gradimento sulle proposte, negli equilibri politici di un governo che del tema sicurezza e immigrazione sta facendo bandiera. Proprio nei giorni in cui gli ex missini entrano nell’ingranaggio stritolante delle polemiche per via di una dichiarazione di Giorgia Meloni in merito alla modifica del reato di tortura che «così com'è codificato oggi», scrive la leader in un tweet, «impedisce alle forze dell'ordine di svolgere il proprio lavoro», attirando le ire delle sinistre, tra cui quelle di Matteo Orfini, presidente del PD: «Semmai il tema è come rafforzare quella legge per renderla più efficace nell'evitare abusi».

Oltre la bagarre, Fratelli d’Italia incassa importanti adesioni. «7 consiglieri regionali di Calabria, Veneto, Piemonte, Molise, Sardegna, Friuli Venezia Giulia; 18 sindaci e 16 vicesindaci; 35 assessori, 3 presidenti di Consiglio comunale, 140 consiglieri comunali», si legge in una nota di Fratelli d’Italia. «Dai 45 amministratori della Lombardia ai 19 della Calabria; dai 30 della Puglia e 29 della Sicilia ai 18 del Veneto e i 20 della Liguria, dai 25 della Campania ai 32 del Lazio, agli 8 di Abruzzo e Friuli Venezia Giulia e Trentino ai 6 della Toscana e i 2 dell’Emilia Romagna: sono solo alcuni dei numeri che confermano la crescita del movimento guidato da Giorgia Meloni, che lo hanno visto affermarsi come secondo partito della coalizione di centrodestra in gran parte dei comuni capoluogo che sono andati al voto. Viterbo, Pisa, Siena, Massa, Catania, Ragusa, Siracusa, Messina, Brindisi, Ancona, Teramo: sono solo alcune delle città nelle quali Fratelli d’Italia ha registrato un aumento esponenziale portando nelle istituzioni locali i suoi rappresentanti, radicati e apprezzati nei territori».


E.R.

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