Gallipoli, il Samsara querela il Ministero dopo la revoca della concessione: «Falsi i due verbali»



La società Sabbia d’Oro titolare dal 2009 del popolare locale sulla costa salentina “Samsara Beach”, ha querelato per falso il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti. La società, il cui amministratore è Rocco Greco e che annovera tra i soci David Cicchella e Giovanni Scigliuzzo, si è affidata agli avvocati Suez e Petrucci per presentare la denuncia in Procura. I proprietari del Samsara, vero e proprio fulcro della movida a Gallipoli, ritengono: «Falsi i verbali di accertamento 'numero 7' e 'numero 20' effettuati dalla Capitaneria di Porto presso il lido il 9 luglio 2017, alle ore 18:30, e che poi hanno portato alla decadenza della concessione demaniale per presunta alterazione dell’uso della stessa, con la contestazione di aver trasformato il lido in una discoteca all'aperto».


Secondo quanto scritto nella querela i documenti sarebbero: «Viziati da gravissime anomalie». La società Samsara Beach per gli accertamenti si è affidata ad un perito, la dottoressa Rosa Martino, specializzata in consulenza peritale giudiziaria dall’università di Urbino e accreditata dal Tribunale di Bari. Secondo la consulente incaricata: «Benché confezionati in luogo, giorno ed ora identici, i due documenti non sono stati riempiti con unico strumento scrittorio, ma con tre differenti biro e con numerazioni tra loro incompatibili».


Il 9 luglio del 2017, quando il Samsara era in piena attività estiva, si erano presentati al locale tre agenti della Capitaneria di Porto, per un’ispezione alla fine della quale venne consegnata ai gestori una check list dei controlli effettuati. Sulla base di questa ispezione è stato redatto un primo verbale in cui non si riscontrerebbe alcuna violazione, ad eccezione del mancato rispetto di alcuni lettini della linea di battigia. Il problema per il Samsara arriva col secondo verbale, che riscontrerebbe l’uso difforme del suolo demaniale marittimo. Ad essere contestata era la trasformazione del lido in una discoteca all’aperto, contestazione che ha portato nel novembre del 2017 la decadenza della concessione demaniale marittima “numero 2029” da parte del Comune di Gallipoli, confermata dal Consiglio di Stato lo scorso 13 settembre.


Il cuore della querela che la società Sabbia d’Oro ha mosso al Ministero sta nelle «Gravi anomalie» riscontrate nella revoca della concessione. Come specificano i legali del Samsara: «I due verbali sebbene redatti in luogo, giorno ed ora identici, non sono stati riempiti con un unico strumento scrittorio, ma con tre differenti biro e con numerazioni tra loro incompatibili». Come specifica il perito grafologico inoltre: «Il signor Greco Rocco viene identificato in entrambi i verbali il giorno 9 luglio 2017 in località Baia Verde, ma nella parte relativa all’indicazione del trasgressore risulta non presente, in realtà si trovava a Riccione». Infine viene specificato dal perito e dai legali della società: «Il verbale numero 29 attesta la presenza di foto e video effettuati nell’atto di accertamento ma il Cd prodotto dalla capitaneria di porto non è stato effettuato il 9 luglio. Si tratta di riprese fatte da soggetti terzi ed avente data successiva».


C’è grande attesa per l’esito della querela, una bega che il ministro delle infrastrutture Danilo Toninelli ha ereditato dal suo predecessore Graziano Del Rio, all’epoca dei fatti al vertice del ministero.

In un comunicato degli avvocati difensori dello Studio Legale Associato Suez-Petrucci si legge: «In questi giorni di grande fermento giornalistico e non a torto, attesa l'importanza nazionale che riveste la questione "Samsara", sono state scritte alcune inesattezze, che attengono alla natura del procedimento giudiziario intentato. La querela di falso non è un atto che viene portato all'attenzione del giudice penale, ma di quello civile. È un procedimento  civile, al quale partecipa il Pubblico Ministero, che mira ad accertare la veritá materiale ed ideologica degli atti cosiddetti fidefacenti».


I legali della società Sabbia D’Oro hanno aggiunto: «Nel nostro ordinamento giuridico vi sono atti, che per il solo fatto di essere redatti da pubblici ufficiali, godono di fede privilegiata. Tali atti fanno fede fino a querela di falso. Il Tar Lecce ed il Consiglio di Stato non hanno affrontato le questioni legate alle gravi anomalie trasfuse negli atti redatti dalla Capitaneria di Porto, ritenendoli tout-court "Vangelo", come se i pubblici ufficiali non potessero mai sbagliare o scrivere inesattezze».


Gli avvocati Suez e Petrucci hanno inoltre affermato: «Il Giudice Civile avrà ora il compito di verificare ed analizzare nello specifico gli atti che hanno portato alla decadenza del prestigioso stabilimento balneare. Confidiamo nell'operato della Giustizia, anche per comprendere le ragioni che hanno portato a sanzionare così gravemente il Samsara, dopo oltre 10 anni di svolgimento della stessa attivitá e dopo la prima e sola contestazione».



Di Giacomo Meingati

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