Gardini: "Salvini rompa l'alleanza coi 5 Stelle e torni alle urne con noi"
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Gardini: "Salvini rompa l'alleanza coi 5 Stelle e torni alle urne con noi"


Molti i temi toccati dall'europarlamentare di Forza Italia, aderente al gruppo PPE, Elisabetta Gardini nel corso della nostra intervista. Dalla precaria amalgama del governo "pentaleghista" alle sorti dell'Ue sottoposta a questa ondata di sovranismi in tutto il continente, sino al futuro di Forza Italia e della coalizione del centrodestra.


Onorevole Gardini, come giudica l'operato di questo primo mese di governo? Concorda con la visione di una Lega partito trainante?


"Mi sembra evidente che siamo di fronte a due governi paralleli. Già agli albori diedi la definizione di un governo "Frankenstein", costituito da due partiti, o movimenti, con anime radicali e profondamente distanti l'una dall'altra. Sembrerebbe, dalle prime mosse effettuate, che si siano spartiti i temi in un patto di non belligeranza. Quando ho visto le mosse di Salvini sull'immigrazione sono rimasta allibita dal fatto che il Movimento 5 Stelle le potesse avvallare, avendo potuto osservare in più di quattro anni le posizioni in parlamento europeo dei grillini che presentavano emendamenti fotocopia del Pd, richiedendo il riconoscimento dello status di rifugiato anche per i migranti economici e climatici. Un'accoglienza per tutti in pratica".


Se alla Lega spetta la presa in carico dei temi sull'immigrazione e la sicurezza, i pentastellati sembrano dettare la linea sulle questioni economiche. Secondo lei che prospettive si aprono per il Paese?


"Ho iniziato seriamente a preoccuparmi. Basti pensare al primo provvedimento che hanno partorito, il dl Dignità. A parte il fatto che già il nome suona quanto meno fastidioso, visto che la dignità è un qualcosa di imprescindibile e insito nella persona stessa al momento della nascita. Io sono dapprima una persona, con una dignità e dei diritti a prescindere dal fatto sociale, questa è la mia cultura e quella di Forza Italia. Sta allo stato riconoscermi questi diritti, non concedermeli. Loro invece hanno bisogno di uno Stato che gli conceda la dignità, tant'è che si chiamano cittadini, non persone. Abbiamo due filosofie che corrono parallele e che mai e poi mai potranno conciliarsi".


Alla luce di questi suoi ragionamenti, cosa si augura nel breve periodo per le sorti del Paese?


"Mi auguro quanto già ribadito all'inizio dell'avventura del nuovo esecutivo e cioè che questa alleanza innaturale scoppi, esploda, prima che i grillini possano causare altri danni e che si torni alle urne cosicché il centrodestra unito e tradizionale possa finalmente governare. Già dalle precedenti elezioni è mancato poco perché prendessimo i voti necessari a una maggioranza stabile e autonoma, sono certa che ora ci sarebbero tutti i numeri per dare vita al programma intero del centrodestra, basato sullo sviluppo con la flat tax e non all'assistenza con il reddito di cittadinanza e favorevole a investimenti mirati per tornare a creare posti di lavoro. I grillini pensano che istituendo qualche regola si possa ridurre l'impiego a scadenza e il precariato, quando invece non fanno altro che irrigidire il sistema lavorativo e disincentivare gli investimenti in Italia. È l'economia a creare posti di lavoro e in questo le piccole medie imprese giocano un ruolo fondamentale, basti vedere quale era la situazione prima della crisi. È a loro che occorre dare nuovo ossigeno per ripartire".


Prospettando uno scenario con nuove elezioni alle porte, la Lega, in seguito a questa esperienza governativa, resterebbe nella corsa con i suoi storici alleati?


"Questo è un mito da sfatare, quello di chi pensa che potremmo andare alle elezioni separatamente. Ad oggi governiamo insieme in Lombardia e Veneto, solo per citare le regioni in cui operiamo da più tempo. Lavoriamo insieme in Liguria, Friuli Venezia Giulia, Molise, Sicilia, quando siamo stati al governo del Paese lo abbiamo fatto sempre insieme, non vedo i motivi per cui non dovremmo continuare a farlo. Possono esserci prese di posizione diverse su alcuni argomenti, ma abbiamo sempre avuto un popolo, il nostro elettorato, che chiede e vuole le stesse cose. Magari qualcuno vuole sentirsele raccontare con toni più forti e decisi, altri magari attraverso diversi ragionamenti, ma tutti siamo coesi e con gli stessi obiettivi, dal '94 a oggi."


In quest'ottica di coalizione di centrodestra secondo lei Matteo Salvini sarebbe disposto a un passo indietro di fronte a un'eventuale ricandidatura di Berlusconi, o è ormai lanciato verso la leadership dell'alleanza?


"All'interno della coalizione è sempre stata vigente la regola "chi ha un voto in più ha la leadership". Sta a noi di Forza Italia essere in grado di riconquistare le redini attraverso il consenso dei nostri elettori. Questo è stato ribadito prima delle elezioni ed è tuttora valido. Per molto tempo siamo stati noi ad avere una corposa maggioranza e ad avere in mano le redini della coalizione, ora la situazione si è ribaltata. La nostra sfida come Forza Italia è, nella lealtà di quanto sancito nell'alleanza, di cercare di lavorare per riconquistare quel ruolo di leadership avendo un voto in più della Lega".


Per quanto concerne l'ondata di sovranismi che sta attraversando l'Unione Europea, pensa che sia una tappa del percorso o un processo irreversibile?


"Oggi come oggi non c'è più sistema mediatico che tenga: quando la classe media si impoverisce non c'è via di veicolare o "educare", come dicono quelli della sinistra, l'opinione pubblica. Non scordiamoci che dalla decadenza della classe media è nata la rivoluzione francese. Siamo di fronte a un processo irreversibile e ci deve essere un cambio di passo, finalmente i tempi sono maturi per fare quella "rivoluzione gentile", già annunciata da Berlusconi. Che sia gentile, ma pur sempre rivoluzione. Forza Italia è nata con il dna del cambiamento non certo per perpetuare un qualcosa di già in essere con "inciuci" e accordi di sorta."


Un'ultima battuta in merito al voto di oggi a Strasburgo sulla riforma del copyright, rimandata a settembre tra l'esultanza di Di Maio per lo sventato bavaglio e pareri contrastanti. Qual è il suo pensiero a riguardo?


"La realtà delle cose è che chi esulta per la mancata riforma esulta assieme ai colossi della rete, Google in testa. Gioire con i giganti del web dovrebbe farli riflettere un attimo. L'unica nota positiva di questo rinvio è che ci sarà qualche mese per tutti per riflettere e approfondire e capire che il diritto d'autore nell'era del digitale va ripensato. Non può essere che pochi gestiscano il monopolio senza pagare nulla e filtrino per mezzo di algoritmi discriminatori. Penso al caso del consigliere vicentino Dalla Negra che si è visto bloccare la campagna elettorale perché risultante come "contenuto razzista" da questi algoritmi. Tutto questo potere in mano a pochi "big" è qualcosa di pericoloso. Servono regole che tutelino il diritto dell'autore, la vera libertà non può essere monopolizzata da censure a monte di Google e company. Si parla tanto di avere, come Europa, un nostro posto al sole nella geopolitica mondiale, un posto di prim'ordine e poi finiamo con l'asservirci ai colossi del web che non sono certo "made in Europe".



Iscrizione n° 144/2017       del 28/09/2017 del Registro della Stampa;        Tribunale di Roma

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