Genova, crollato il ponte Morandi: 35 vittime e 14 feriti



Solo a pensare che la settimana scorsa l'Italia intera era in apprensione per il crollo dell'autostrada a Bologna c'è da sentirsi letteralmente male per quello che è successo oggi a Genova. È una spirale di terribili eventi che stanno realmente costituendo una minaccia per il nostro paese, e deve essere fermata, in un modo o nell'altro.


Sembra quasi assurdo che il copione si sia ripetuto in modo così simile nella città settentrionale, dopo quanto accaduto a Bologna. Il ponte Morandi dell'autostrada A10 a Genova, che collega la il capoluogo al suo ponente cittadino e poi a Savona e Ventimiglia, è crollato questa mattina. Il danno ha investito in prevalenza l'area del torrente Polcevera e la ferrovia, colpendo, tra gli edifici sottostanti, il centro Amiu e un'altra palazzina. Al momento si contano trentacinque morti, tra cui un bambino.


La tragedia ha avuto luogo verso le 11:30 di questa mattina, dove alcuni testimoni vicini al ponte Morandi affermano di aver visto un fulmine colpire il ponte. Pietro M. racconta: «Erano da poco passate le 11,30 quando abbiamo visto il fulmine colpire il ponte e l'abbiamo visto andare giù», anche se al momento l'ipotesi del fulmine «non è stata confermata né accertata nel corso del comitato operativo», precisa la Protezione civile. Si parla di un tratto del viadotto sospeso ad un'altezza di circa dieci metri, che per un cedimento strutturale si è abbattuto sull'abitato sottostante. Stando a quanto riportato dalla Protezione civile al momento del crollo erano presenti sul ponte una trentina di vetture tra veicoli e mezzi pesanti. «Inizialmente pensavamo fosse un tuono vicinissimo a noi, abbiamo sentito un boato incredibile», fa sapere uno dei testimoni del crollo del Ponte Morandi. «Noi abitiamo a circa cinque chilometri dal ponte, ma abbiamo sentito un botto pazzesco. Eravamo in casa, quando abbiamo sentito un vero e proprio boato. Ci siamo spaventati tantissimo, abbiamo avuto molta paura. Ora la situazione è drammatica, il traffico completamente in tilt e la città paralizzata».

Il direttore del 118, Francesco Bermano, ha dichiarato: «Abbiamo ricevuto moltissime telefonate di cittadini perché veniva giù della roba dal ponte». La prima certificazione ufficiale riporta di fatto trentacinque morti accertati, tra i quali anche un bambino, quattordici feriti e dieci dispersi. Una tragedia sotto ogni punto di vista. Si teme inoltre che il numero delle vittime possa salire, comunica Angelo Borrelli, capo del dipartimento della protezione civile.

«La dimensione è epocale, decine di morti tra chi è precipitato dal viadotto e chi è rimasto incastrato sotto le macerie. I vigili del fuoco insieme ai sanitari stanno tirando fuori i pazienti, qualcuno è già arrivato negli ospedali di Genova. Abbiamo l'appoggio pieno di Lombardia e Piemonte, tutti gli ospedali sono a disposizione. Siamo lavorando ma in questo momento non abbiamo ancora la dimensione piena del problema», comunica Bermano. Durante i soccorsi una fuga di gas ha obbligato i vigili del fuoco ad evacuare la zona di intervento, e sono state attuate le stesse procedure collaudate per i terremoti. I tecnici di autostrade stanno verificando la tenuta del resto del ponte. Oltre ai vigili del fuoco sono state attivate anche le squadre cinofile e Usar e gli esperti di ricerca e soccorso tra le macerie urbane.


La conta dei feriti, tuttavia, fornisce un quadro della situazione da film dell'orrore. Sette persone sono arrivate all'ospedale Villa Scassi di Genova, e il direttore generale Asl 3 Carlo Bottaro fa sapere: «Ci sono quattro codici rossi politraumatizzati e traumatizzati cranici e alla colonna vertebrale e tre soggetti fratturati». Anche dall'ospedale San Martino la situazione non è delle migliori. Due feriti gravi, viene fatto sapere, sono stati travolti nelle loro abitazioni, schiacciati dall'imponente struttura: «Ci sono poi traumatizzati psichici, cioè donne e bambini che hanno assistito al crollo del ponte», conclude Bottaro. Per questi pazienti è stata allestita un'unità psicologia e psichiatrica con lo scopo di guarirli dallo choc.


Tra gli edifici coinvolti nel crollo, oltre alle abitazioni di alcune delle vittime, il centro Amiu, l'azienda ambientale del comune di Genova. Sono resistite le campate laterali del viadotto e Ansaldo Energia, oltre a quattro grandi condomini con decine di appartamenti. Per precauzione sono comunque state sgomberate alcune palazzine vicine alla sezione di ponte crollata, ed entrambe le carreggiate sono precipitate al suolo occupando una porzione di terreno larga cento metri e lunga duecento.


Danilo Toninelli si è espresso a proposito del disastro su Twitter: «Sto seguendo con la massima apprensione ciò che è accaduto a Genova e che si profila come immane tragedia. Siamo in stretto contatto con Autostrade e stiamo andando sul luogo con il viceministro Rixi. La mia totale vicinanza in queste ore alla città»


Anche il ministro dell'Interno Matteo Salvini fa sapere la sua apprensione con due post su Twitter: «Un ringraziamento alle centinaia di professionisti e volontari impegnati da ore nei soccorsi e una preghiera per le vittime e per le loro famiglie. Andremo fino in fondo per accertare le responsabilità di questo disastro immane» e ancora « Stiamo seguendo minuto per minuto la situazione del crollo del ponte di Genova, ringrazio fin da ora i 200 Vigili del Fuoco (e tutti gli altri eroi) che stanno già adesso lavorando per salvare vite».


«Il Viadotto Morandi ha presentato fin da subito diversi aspetti problematici, oltre l'aumento dei costi di costruzione preventivati», valuta l'ingegner Antonio Brencich, professore associato di Costruzioni in cemento armato all'Università di Genova, in merito al ponte crollato, in un articolo pubblicato da Ingegneri.info il 29 luglio di due anni fa. Le osservazioni fatte dall'ingegnere sono molto tecniche, ma fanno riferimento al fatto che il ponte, realizzato nei primi anni '60, fu fin dai primi decenni oggetto di manutenzioni profonde, come se il problema fosse alla radice. Nel 2009 ebbe inizio uno studio per la demolizione del viadotto: "La Gronda di Genova. Presentazione sintetica delle ipotesi di tracciato", realizzato da Autostrade per l'Italia assieme alla società d'ingegneria Spea, pubblicato nel febbraio dello stesso anno. La relazione metteva in guardia sui potenziali rischi. Si legge infatti: "Lo svincolo di innesto sull'autostrada per Serravalle, all'estremità est del viadotto, produce quotidianamente, nelle ore di punta, code di autoveicoli ed il volume raggiunto dal traffico provoca un intenso degrado della struttura sottoposta ad ingenti sollecitazioni. Il viadotto è quindi da anni oggetto di una manutenzione continua". Un disastro che pertanto era stato già profetizzato ben nove anni fa, ma che non ha ricevuto le meritate attenzioni.


Sul crollo odierno Autostrade per l'Italia comunica: «Sulla struttura, risalente agli anni '60, erano in corso lavori di consolidamento della soletta del viadotto e che, come da progetto, era stato installato un carro-ponte per consentire lo svolgimento delle attività di manutenzione. I lavori e lo stato del viadotto erano sottoposti a costante attività di osservazione e vigilanza da parte della Direzione di Tronco di Genova».


Anche i danni sulla viabilità si fanno sentire. Autostrade segnala sul suo sito che sulla A10 Genova-Savona è stato chiuso il tratto tra il bivio A7 Milano-Genova e Genova Aereoporto in entrambe le direzioni. Sull' A10 Genova-Savona tra il Bivio per l' A7 Genova-Serravalle e Genova Aereoporto, in entrambe le direzioni si è resa necessaria la chiusura del tratto. All'interno del tratto chiuso il traffico è bloccato con code. A causa di ciò si sono formate code sull' a12 Genova-Rosignano Marittimo verso Genova a tra Genova Est e il Bivio per l' A7 verso Genova e sull' A7 tra Bolzaneto e il Bivio per l' A10 Genova-Savona. Tuti i mezzi di soccorso sono sul posto.

Intorno alle 14 Rete ferroviaria italiana ha fatto sapere che è ripresa sul nodo di Genova la circolazione su alcune linee  fra Genova Rivarolo e Genova Sampierdarena, che aveva portato all'interruzione dei treni dalle 11.40. Nel dettaglio è stata riattivata la linea Genova-Savona- Ventimiglia e la Genova piazza Principe-Arquata Scrivia (direzioni Torino e Milano); è riattivata con rallentamenti e alcune cancellazioni di treni regionali la linea Ovada-Genova piazza Principe mentre è ancora sospesa la circolazione fra Genova Borzoli e Genova piazza Principe.

La polizia di Stato consiglia di non percorrere le autostrade e di scegliere la viabilità ordinaria. Raccomanda di evitare le aree limitrofe al crollo del ponte per non essere d'intralcio alle operazioni di soccorso.


di Alessio La Greca

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