Genova, Di Maio e Salvini accusano Autostrade per l'Italia: il rischio si sapeva da ottobre 2015

Genova, Di Maio e Salvini accusano Autostrade per l'Italia: il rischio si sapeva da ottobre 2015



Il crollo di ponte Morandi, campanello d'allarme per tutta la sicurezza stradale in Italia, soprattutto dopo un'incidente simile a Bologna, costringe il governo a prendere in mano la situazione. Secondo l'ultimo bilancio della Prefettura sono trentasette i morti: un numero che non si può ignorare. Adesso i vicepremier Di Maio e Salvini ed il ministro delle infrastrutture Danilo Toninelli puntano l'indice sulla Società autostrade.


«I responsabili hanno un nome e un cognome e sono Autostrade per l'Italia» ha dichiarato Di Maio. «Dopo anni che si è detto che le cose dai privati sarebbero state gestite molto meglio, ci troviamo con uno dei più gradi concessionari europei che ci dice che quel ponte era in sicurezza. Queste sono scuse. Autostrade deve fare la manutenzione e non l'ha fatta. Prima di tutto si dimettano i vertici. È possibile, in caso di inadempienze, ritirare la concessione e far pagare multe fino a centocinquanta milioni di euro. Autostrade non ha fatto la manutenzione». Accuse dovute, dato che dei possibili rischi si era già a conoscenza da quasi tre anni. Nella seduta in Senato del 20 ottobre 2015 è stata presentata dall'ex senatore Maurizio Rossi al fu ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Graziano Delrio un'interrogazione parlamentare nella quale era stata avvertita la situazione allarmante per il viadotto del capoluogo ligure, e di come un intervento fosse necessario fin da subito. Si legge: «molti tratti autostradali liguri non sono conformi alle normative di sicurezza europee e, nelle ore di punta, si verificano continuamente code di decine di chilometri, rallentamenti e numerosi incidenti che bloccano l'area intorno a Genova; sul nodo autostradale di Genova è noto il grave problema del ponte Morandi che attraversa la città e del quale non si conosce la sicurezza nel tempo.»

Sempre sul ponte Morandi: «Toninelli ha avviato le procedure per il ritiro della concessione. Può gestire lo Stato», afferma il ministro, «Ad Autostrade paghiamo i pedaggi più alti d'Europa e loro pagano tasse bassissime perché sono posseduti da una finanziaria Benetton in Lussemburgo». Il crollo del ponte Morandi «si poteva evitare: le condizioni visibili a tutti, non a un ingegnere, lasciano capire che la manutenzione non è stata fatta e per questo il ponte è crollato. Non è crollato per una fatalità ma perché non si è fatta manutenzione». Di Maio ha però assicurato: «Ci sarà un vertice in prefettura nel pomeriggio sulla viabilità. Attingeremo da fondi straordinari per assicurare la viabilità ai cittadini anche prolungando, se serve, l'utilizzo di alcuni viadotti costieri. Stiamo studiando tutte le possibilità per far funzionare subito la viabilità, perché così la città è spezzata in due». Per risolvere il problema «faremo, come ha già annunciato il premier Conte, un piano straordinario di monitoraggio. Si tratta di installare dei banali sensori su tutte le infrastrutture del Paese per un monitoraggio costante: a volte si fa con dei satelliti, a volte con i sensori. Saremo giudicati sui fatti e tra qualche mese verificheremo con i cittadini se saremo conseguenti a quanto annunciato», conclude il vicepremier.


Si esprime anche il ministro degli interni Matteo Salvini con un Tweet: «Nostro dovere sarà controllare tutte le opere pubbliche segnalate da sindaci e cittadini, e individuare i colpevoli di questo disastro che non resterà impunito. La revoca delle concessioni è il minimo che ci si possa aspettare» ed ha osservato che «una società, come quella che gestisce quel tratto autostradale, che fa miliardi di utili deve spiegare agli italiani perché non ha fatto il possibile per reinvestire una parte di quegli utili in sicurezza». Va anche una dovuta nota di ringraziamento «alle centinaia di professionisti e volontari impegnati da ore nei soccorsi e una preghiera per le vittime e per le loro famiglie. Andremo fino in fondo per accertare le responsabilità di questo disastro immane». Salvini ha quindi promesso millecinquecento assunzioni di vigili del fuoco in un anno e l'impegno di destinare dodici milioni di euro per acquistare automezzi, vetture e la strumentazione necessaria al Corpo.

«Il presidente del Consiglio è già in riunione a Genova. Vedremo di dare le prime risposte urgenti. La città non può essere bloccata. Al di la dei morti c'è un danno economico e sociale inimmaginabile. Occorre intervenire subito e con urgenza». Ha poi concluso Salvini: «Più penso ai morti di Genova, più mi arrabbio. I responsabili di questo disastro, con nomi e cognomi, dovranno pagare, pagare tutto, pagare caro».


Anche il ministro delle infrastrutture Danilo Toninelli conferma la dura linea assunta dai vicepremier: «I vertici di Autostrade per l'Italia devono dimettersi prima di tutto. E visto che ci sono state gravi inadempienze, annuncio fin da ora che abbiamo attivato tutte le procedure per l'eventuale revoca delle concessioni, e per comminare multe fino a centocinquanta milioni di euro», ha scritto su Facebook. Ha poi aggiunto: «Alle società che gestiscono le nostre autostrade sborsiamo i pedaggi più cari d'Europa, mentre loro pagano concessioni a prezzi vergognosi. Incassano miliardi, versando in tasse pochi milioni e non fanno neanche la manutenzione che sarebbe necessaria a ponti e assi viari. Se non sono capaci di gestire le nostre Autostrade, lo farà lo Stato». Per quanto riguarda la ricostruzione, Toninelli ha sostenuto che «verrà usato il Fondo Emergenze della Protezione civile per ripristinare la viabilità ordinaria, prendendo in considerazione anche la possibilità di prolungare fino a Voltri la "Strada a mare". Per la ricostruzione del ponte Morandi, che voglio sottolineare necessitava di manutenzione da decenni, verranno poi utilizzate le risorse del Piano economico e finanziario di Autostrade, da discutere eventualmente a settembre, e altre risorse non impegnate e prese da due fondi dedicati in parte a interventi infrastrutturali».


Il premier Giuseppe Conte si è espresso su Facebook asserendo che «E' stato senza dubbio il giorno più lungo e difficile da presidente del Consiglio», dopo aver fatto visita a Genova nella giornata di ieri. «Quanto accaduto a Genova è una grave ferita non solo per la città, ma per la Liguria e tutta Italia. Purtroppo, come immaginavamo, il bilancio delle vittime è cresciuto ancora. Una tragedia che ci accomuna tutti, che ci spinge a interrogarci sulle cause». Il Presidente del Consiglio ha poi ribadito: «Quello che come Governo lanceremo tempestivamente è un piano straordinario di monitoraggio di tutte le infrastrutture, soprattutto di quelle più vecchie. I controlli saranno molto severi perché non possiamo permetterci altre tragedie come questa. Tutti i cittadini devono viaggiare sicuri. Ringrazio ancora una volta i soccorritori, a loro va tutta la nostra stima e il nostro affetto per quanto stanno facendo. Continueranno a lavorare per tutta la notte. Grazie da parte di tutto il Governo». Ieri sera, al termine del vertice in prefettura a Genova, il premier aveva dichiarato: «Ho parlato con i leader europei, è stato di conforto avere il loro sostegno. Ringrazio i soccorritori, che continueranno a lavorare per tutta la notte», ammonendo anche a porsi interrogativi sulla tragedia da parte di tutte le autorità competenti e tutte le persone che hanno responsabilità.


Il presidente dell Repubblica Sergio Mattarella si è espresso in merito all'incidente dicendo: «Questo è il momento dell'impegno comune, per affrontare l'emergenza, per assistere i feriti, per sostenere chi è colpito dal dolore, cui deve seguire un esame serio e severo sulle cause di quanto è accaduto. Nessuna autorità potrà sottrarsi a un esercizio di piena responsabilità: lo esigono le famiglie delle tante vittime, lo esigono le comunità colpite da un evento che lascerà il segno, lo esige la coscienza della nostra società nazionale».


Il governatore Giovanni Toti, al termine della riunione in protezione civile sul crollo del Ponte Morando, ha sottolineato come il crollo «Avrà un grave impatto su tutta la logistica del porto e della città», ma assicurando che «Stiamo lavorando per affrontare sul piano logistico l'emergenza dei prossimi mesi».


«La città non è in ginocchio, saprà reagire», afferma deciso il sindaco di Genova Marco Bucci al termine della riunione in protezione civile sul crollo del viadotto. «La città saprà continuare suo percorso di crescita». Il sindaco ha poi ringraziato «i molti Comuni e aziende italiani che si sono resi disponibili aiutarci». Il Comune di Genova, in segno di cordoglio, solidarietà e vicinanza dell'intera comunità genovese ai parenti delle vittime del crollo di Ponte Morandi, ha proclamato per mercoledì 15 e giovedì 16 agosto due giornate di lutto cittadino. La bandiera del Comune, così come quelle della Repubblica Italiana e dell'Unione Europea saranno esposte a mezz'asta, o abbrunate in segno di lutto a Palazzo Tursi, sede del Comune, sugli edifici comunali, su quelli degli enti pubblici e sugli edifici scolastici della città.

Il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede ha espresso il suo dolore su Twitter: «Quella di Genova è una vera e propria tragedia. La mia personale vicinanza e il mio sostegno a chi sta subendo questi gravi lutti. Il Governo è in azione, chi dovrà pagare pagherà ma ora è il momento del rispetto per questo grande dolore».


di Alessio La Greca

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