Genova ricorda la tragedia del Ponte Morandi, tra il dolore e la voglia di ripartire

Genova ricorda la tragedia del Ponte Morandi, tra il dolore e la voglia di ripartire



«Esattamente un mese fa, alle 11.36 di una mattinata immersa nel diluvio, se ne sono andati per sempre Alberto e Marta, che si sarebbero dovuti sposare l’anno prossimo; se n’è andato Luigi, che ha lasciato sua moglie con quattro bambini, ai quali il nonno Giuseppe ha dovuto dire la straziante verità; se n’è andato Marius, che sognava di diventare come Ronaldo».

Genova si ferma, esattamente un mese dopo la tragedia di Ponte Morandi, e attraverso la voce di Tullio Solenghi, si vuole riprendere il volto, le particolarità, l’unicità di ognuna delle sue 43 vittime.

Ad ascoltare il toccante elenco, almeno 7mila genovesi riuniti in piazza De Ferrari, per darsi forza, per ricordare, coi volti segnati da un dolore non descrivibile, sopportato con la sobrietà e l’eleganza distinta che contraddistingue questo grande popolo.


È da loro che si deve ripartire, che Genova vuole ripartire. Dal ricordo delle vittime, dai loro familiari, dai volontari, i vigili, i pompieri e le forze dell’ordine che hanno lavorato ininterrottamente dal 14 agosto.

Alle 11.36 di oggi, nello stesso istante in cui, un mese fa, Ponte Morandi ha ceduto, Genova si è raccolta in un silenzio surreale. Si è fermata.

Da un lato del ponte crollato, quello di Certosa, a nord, gli sfollati hanno osservato il minuto di raccoglimento e hanno lanciato in aria i loro palloncini, guardando quello che resta delle loro case. Dall’altro lato del ponte erano riunite le autorità: il sindaco Marco Bucci, il presidente della Regione Giovanni Toti, il prefetto Fiamma Spena.


Genova è una città segnata, squarciata, divisa in due dalle macerie, ma il messaggio che traspare dalla giornata di oggi è l’assoluta urgenza di unirsi. Unirsi per ricordare, unirsi per ripartire.

Chiarissime, in questo senso, le parole del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che in un intervento su La Stampa e il Secolo XIX è stato duro, diretto, categorico: «Genova non ha bisogno di auguri e rassicurazioni, ma della concretezza delle scelte e dei comportamenti», ha detto Mattarella.


È su questa linea che vuole concentrarsi l’azione del governo, e il Consiglio dei Ministri ha già varato il decreto emergenze con le misure per affrontare la situazione.

Non c’è ancora il nome del commissario straordinario che avrà il potere di disporre il progetto esecutivo, ma il ministro Toninelli e il premier Conte hanno confermato che il nome arriverà entro dieci giorni, e che nel governo c’è unità sul fatto che dovrà essere un nome gradito alla gente del territorio, e dovrà offrire garanzie di saper far ripartire la città con prontezza ed efficacia.

Nelle parole di Toninelli e in quelle del premier Conte c’è inoltre sintonia sulla decisione di far sostenere le spese della ricostruzione ad Autostrade, escludendola però dalle operazioni di ricostruzione.

Alle 11.36, inoltre, si è fermato anche il tribunale di Genova, nelle cui aule l’inchiesta prosegue, con gli indagati che si sono avvalsi della facoltà di non rispondere, e moltissimi che chiedono efficacia e rapidità nel portare a termine le operazioni.


Significative anche le parole del presidente della Regione Giovanni Toti: «Non credo che importi a qualcuno il nome del commissario, Il problema è fare le cose bene e presto. Non ingarbugliare le carte. Come istituzioni ci siamo fatti carico da un mese dell'emergenza facendo un lavoro straordinario e oggi chiediamo al Governo di poter continuare, di non avere disturbi ma aiuti, perché l'unico compito ora è riaprire il ponte».

Il sindaco di Genova, Marco Bucci, che ha partecipato intensamente alla tragedia della città che governa, ai lavori in tutto questo mese e alle commemorazioni, oggi ha dichiarato: «Per noi genovesi il crollo del Morandi è stata una tragedia terribile, come Ground Zero per New York, città che ha saputo uscire dal disastro molto bene. Noi vogliamo fare la stessa cosa. Genova non è in ginocchio. Oggi ricordiamo le vittime e pensiamo alla ricostruzione per uscire dalla tragedia con la città più forte e grande di prima».


Alle 19 ha parlato alla città di Genova anche il presidente del Consiglio Giuseppe Conte. In un intervento teso a ribadire la concordia, la compattezza e l’urgenza con cui si sta muovendo il governo, Conte ha detto: «A dieci giorni dall'entrata in vigore del decreto ci sarà il nome del commissario, che avrà pieni poteri. Ho portato dei fogli pieni di fatti, di misure concrete. Qualcuno ha detto che siamo stati a litigare al Cdm, ma non è così. Siamo stati ad operare per questo decreto».


Genova spezzata nel condividere con compostezza e commozione il suo dolore, chiama insomma tutta l’Italia a unirsi, a mettere da parte le divisioni, a ripartire, e intanto, dall’ospedale Evangelico di Voltri, arriva la meravigliosa notizia della nascita di Pietro Ardini, il figlio di Giulia Organo, 28 anni, e Gianluca Ardini di 29, sopravvissuto miracolosamente al crollo del 14 agosto. Una nascita in un giorno di lutto, ma anche un segno inequivocabile della vita di una città che riprende a pulsare.


Di Giacomo Meingati

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