Gianfranco Librandi, imprenditore e politico: come risolvere i problemi del lavoro in Italia


Questa mattina Spraynews ha contattato telefonicamente il deputato di Italia Viva ed imprenditore di successo del ramo delle telecomunicazioni ed illuminazioni con la sua TCI Gianfranco Librandi, che stava tornando a casa in treno dopo aver partecipato ieri al meeting renziano alla Leopolda. Abbiamo deciso di fare con lui una lunga chiacchierata su temi di attualità, ed in particolare su quello che riguarda in Italia il presente ed il futuro di lavoro, economia, imprenditoria, proprio alla luce della sua lunga esperienza sia in questo campo che in quello politico.

Prima ancora che del Gianfranco Librandi politico vorrei iniziare a chiederle del Librandi imprenditore. Ci può raccontare qualcosa della sua azienda TCI di Saronno?

La mia azienda che è stata fondata circa 40 anni fa si occupa di elettronica sia per le telecomunicazioni che per l'illuminazione. Produciamo in Italia e vendiamo in tutto il mondo sistemi di regolazione con i led, con la possibilità di regolare la luce per il risparmio energetico. Il mercato principale per noi è la Germania, ma negli ultimi tempi ci stiamo allargando vendendo moltissimo nei paesi emergenti, in Sud America, Brasile, persino in Cina. Col nostro metodo diamo tanto lavoro in Italia e continuiamo a crescere, cosa accaduta anche quest'anno.

Mi pare di capire che la sua azienda non ha risentito troppo del Covid e dei lockdown... come avete vissuto questa drammatica situazione?

L'abbiamo vissuta lavorando, perché eravamo nel codice Ateco che ci consentiva di lavorare. In quel particolare momento ricordo che stavamo facendo i sistemi di regolazione per l'illuminazione del ponte di Genova ed altri impianti previsti nella nostra Ateco che siamo riusciti ad esportare. Nel 2020 siamo riusciti a fare un piccolo +3 di percentuale rispetto al 2019, quindi non abbiamo perso. Adesso nel 2021 faremo +30 di fatturato.

Il vero problema che c'è nel nostro settore sono i componenti elettronici: non ci sono le materie prime, quindi io passo il mio tempo in collegamento con la Cina, con la STMicroelectronics della Sicilia, con la Infineon della Germania a cercare di portare a casa il necessario.

Questa problematica tra l'altro riguarda molti settori, ad esempio lavorando nell'editoria so che c'è stata di recente una grave mancanza di carta.

C'è una crisi generale delle materie prime perché durante il 2020 le attività sia della loro estrazione delle che di produzione sono dimunuite drasticamente. Riattivare gli impianti è una cosa complicata, questo fatto ha creato problemi di ritardi. Mancano dai microprocessori alla carta, dal rame all'alluminio a tutte le materie prime che servono nel processo produttivo.

Le cose stavano andando a posto, ma se adesso veniamo ancora aggrediti dal Covid, che è tenuto acceso da coloro che non vogliono fare il vaccino, probabilmente il PIL italiano, che adesso è il migliore di tutta l'Europa, ne subirà le conseguenze, come ne stanno subendo le conseguenze i poveri commercianti di Milano o di Torino e di tutte le città in cui ci sono le manifestazioni dei no pass e no vax.

Infatti la mia prossima domanda è proprio come dovrebbe secondo lei, sia ragionando da imprenditore che da politico, comportarsi il Governo riguardo questa situazione?

Guardi, io ho un grande rispetto delle opinioni altrui, però qui coloro che manifestano in gran parte non c'entrano niente con il Covid, ma manifestano tanto per protestare, e addirittura sono supportati da forze esterne: prima avevamo Steve Bannon che voleva creare problemi in Europa, adesso abbiamo questo Kennedy.

Quindi in questo caso abbiamo una piccola parte di persone che vuole danneggiare – e danneggia – tutti coloro che hanno fatto il vaccino, che credono nel lavoro, anche nel fatto di sacrificarsi, perché a me non è piaciuto fare il vaccino, come credo a nessuno, però lo abbiamo fatto per spirito di gruppo, per cercare di debellare assieme il Covid, tanto che io ho presentato prima dell'estate un disegno di legge per l'obbligo vaccinale, e spero che adagio adagio come verrà fatto in Austria verrà fatto anche in Italia, perché è ora di finirla con questa storia.

Oppure se vogliamo essere ancora più drastici quando questi manifestano danneggiando il lavoro dei commercianti, che non riusciranno povera gente per Natale a vendere le merci e non sapranno come pagare l'affitto grazie a questi che bloccano il traffico il sabato veramente in maniera cinica, allora io dico idranti, questi vanno trattati con gli idranti.

Secondo lei operazioni come lo scioglimento di Forza Nuova potrebbero cambiare qualcosa o sono falsi problemi perché si tratta di realtà ininfluenti?

Io non credo che il problema sia Forza Nuova, il problema è che non riesco a capire perché il nostro Ministero degli Interni non arresta gli organizzatori. Adesso sta iniziando un pochino a farlo, però dovrebbe usare un modo più deciso, perché solo qualche settimana fa, ma anche adesso, gli organizzatori andavano a trattare con il Prefetto il percorso. Ma chi sono queste persone? Non bisogna dar loro autorità, permettergli di rappresentare un gruppo, perché se no mi vien da pensare che questi si stiano organizzando per fare dei partiti di protesta incontrollata. Bisogna avere una mano più ferma con queste persone.

Quindi giusto lasciarli manifestare una, due, tre, dieci volte, però poi visto che danneggiano gli altri cittadini, dato che ci sono persone che muoiono per colpa loro, prendendo il Covid perché loro non si vaccinano, idranti e vaccino obbligatorio.

Lei quindi pensa che a causa dei no vax si potrebbe andare verso un nuovo lockdown, o questa la trova un'ipotesi irrealistica?

In questo momento in Italia grazie ai sacrifici che hanno fatto le persone con la testa sulle spalle non c'è questa problematica, però visto che i contagiati aumentano, e che siamo circondati da situazioni fuori controllo, io sono preoccupato. Io credo che il Ministero della Sanità ed il Ministero degli Interni debbano stare molto attenti e prendere delle decisioni immediate nel caso che la curva dei contagi continui a risalire.

Abbiamo già sofferto a sufficienza per i lockdown, non ce ne possiamo permettere un altro, perché vorrebbe dire tante vittime, tanti posti di lavoro persi che dobbiamo proteggere.

Riguardo proprio alla tematica del lavoro, sempre per la sua esperienza di imprenditore e politico, secondo lei cosa dovrebbe fare il Governo per mantenere un trend sempre più positivo a livello di economia, occupazione, lavoro?

Sul lavoro ci sono tre cose importanti. La prima la abbiamo, ed è Draghi, che dà serenità ai mercati ed è un punto di riferimento di concretezza in Europa, quindi i mercati vengono verso di noi, gli imprenditori ed i compratori vogliono investire a Milano, a Roma, in tutte le nostre città, vogliono aprire hotel nuovi ed attività nuove, perché si fidano della politica e della persona di Draghi.

Le altre due cose invece per stimolare il lavoro devono essere delle idee originali.

Una è tagliare la settimana di lavoro di un giorno, come stanno facendo sperimentalmente in tanti posti del mondo, anche se questa idea che sono anni e anni che persone intelligenti stanno cercando di mettere in atto. Calcoli che anni fa noi lavoravamo 14, 12 ore al giorno e sembrava un dramma arrivare alle 8 ore. Io dico da imprenditore che bisogna lavorare quattro giorni a settimana, ovviamente allo stesso salario, perché in questo modo con la collaborazione delle maestranze si può rendere più efficienti le aziende – perché deve essere un piano aziendale, peraltro non obbligatorio -, e si può migliorare tantissimo la qualità di vita dei nostri cittadini, che avendo più tempo e uguale stipendio potranno spendere più soldi, facendo così aumentare il PIL.

L'altra misura da mettere in atto, che Renzi mi ha "fregato", perché queste proposte di legge le ho fatte tutte e due io, e lui ieri alla Leopolda, dalla quale sto tornando, lo ha detto, è quella della condivisione degli utili. Lei provi ad immaginare se i dipendenti partecipassero alla strategia dell'azienda: ovviamente anche questo le renderebbe più efficienti, e quindi salirebbe il PIL. Poi, dato che si lavorerebbe di meno, si libererebbero anche dei posti di lavoro.

Dal mio punto di vista bisognerebbe anche rimettere i contratti a progetto, perché siamo in un mondo diverso da quello che c'era prima, un giovane che si approccia al lavoro deve essere multitasking, non con la ciotola di riso come diceva Mao, "il lavoro tutta la vita". Quindi ci sono dei modi per aumentare i posti di lavoro e stiamo cercando di portarli avanti in Italia Viva.

Poi ovviamente dobbiamo anche cercare di apprezzare il lavoro dei nostri imprenditori, che durante i lockdown sono quelli che hanno investito di più in tutta l'Europa, che non hanno avuto paura. Abbiamo persone davvero coraggiose, e anche grazie a loro in Italia possiamo fare tanto per il lavoro.

Si potrebbe anche abbassare le tasse, ma per farlo bisogna prendere i soldi da qualche parte , e vanno presi come dicevo prima aumentando il PIL. Ovviamente bisogna arrivarci con la testa, cioè cercando tutti quanti insieme di creare una situazione positiva nelle aziende in cui si lavorerà di meno ed in modo più efficiente.

A livello personale sono un grande sostenitore di queste sue proposte per il lavoro, che trovo lungimiranti. Cosa ne pensa invece del reddito di cittadinanza?

Il RDC è una misura che è stata copiata dalla Germania. Quando Schroeder ha avuto problemi di disoccupazione ha creato le agenzie per il lavoro e poi ha dato il reddito di cittadinanza, che viene usato per l'affitto e le spese di quelli che soffrono di più ma non supera mai i 500 euro mensili, e soprattutto è stato messo in campo agevolando le aziende con condizioni particolari. In quel periodo sono state aperte tantissime attività anche piccole ma di grande impatto, lo Stato aiutava i cittadini a diventare imprenditori: quindi è stato fatto con un altro criterio.

In Italia il problema è che purtroppo ci sono dei salari in certi settori troppo bassi. Il Papa dice due cose meravigliose, che dobbiamo fare, cioè creare il lavoro universale, e tagliare le ore di lavoro, perché è troppo pesante e per liberare nuovi posti, però lo ha detto dopo di me, cosa che gli ho detto in un incontro e si è messo a ridere – ho le foto che lo provano -. Ho detto al Santo Padre che stiamo lavorando sulle sue idee, ma lo stiamo facendo da prima che lui lo dicesse, tanto per essere chiari, e lui rideva molto divertito e mi ha detto che avrebbe approfondito la cosa.

Ahahah fantastico! Invece al Quirinale chi le piacerebbe vedere?

La cosa è molto semplice: mi piacerebbe vedere Draghi. Il problema è che in questo momento deve finire il PNRR: noi italiani abbiamo troppo bisogno di Draghi come Presidente del Consiglio, quindi io, anche se di persone con un profilo adatto, tra cui alcune donne, ce ne sono, direi: "Caro Mattarella, non possiamo in questo momento dare l'Italia in mano ai sovranisti e ai populisti, fai un sacrificio, rimani ancora due anni, intanto che Draghi finisce di mettere a terra il PNRR rinforzando così l'Italia, e poi ti riposi, e Draghi va a fare il Presidente della Repubblica".

Ecco, questo sarebbe il nostro desiderio.


Onestamente sarebbe anche il mio. Mi può invece lasciare un commento sulla giornata di ieri alla Leopolda, visto che era presente?

Certo: Renzi è il solito titano. Bravissimo, il numero uno. Poi ci stavano tanti giovani e tante idee che presto concretizzandosi diverranno delle nuove opportunità per il paese.

Renzi ieri sera alle 18 ha anche parlato di Open e mi sono veramente sorpreso positivamente nel vedere sul volto delle duemila persone che c'erano (per motivi di Covid, perché ce ne potevano essere moltissime di più) che soffrivano tantissimo sentendo le parole di Renzi per l'accanimento giudiziario nei suoi confronti. Questo ragazzo ha aiutato tante volte l'Italia, ha risolto grossi problemi, è un fuoriclasse. Poi può avere delle "originalità" sue, che io che sono suo amico gli concedo tranquillamente: io ci lavorerei tutto il giorno con una persona così, perché ha veramente una spinta di concretezza che non trovo in nessun'altra persona.

Quindi speriamo che questo accanimento contro di lui rientri e possa vivere una vita politica serena, perché non è facile, si vede chiaramente che soffre questa situazione.

Per finire, sempre a proposito dell'incontro di ieri, se la sente di commentare le critiche che ci sono state a Italia Viva nella vicenda dell'iter del DDL Zan e la vostra risposta?

Del DDL Zan (tra l'altro lui è un mio amico che rispetto tantissimo) ha parlato Scalfarotto ieri, ricostruendo la vicenda dal punto di vista del passaggio parlamentare. Il punto era: dato che c'era stata una votazione dove la differenza di voti era solo un voto, Italia Viva aveva proposto di riflettere e cercare una soluzione tutti assieme.

Le garantisco che alla Leopolda la legge Zan la vogliono tutti e la vogliono portare al voto sicuri che passi. Quindi i suggerimenti che aveva dato Scalfarotto, che tra l'altro già aveva presentato lui una proposta simile, sono inerenti al fatto che veramente bisogna votare questa legge e non illudere le persone e poi tutto il castello crolla perché non sta in piedi il numero di coloro che sono favorevoli quando c'è la votazione.

Questo è l'atteggiamento di Italia Viva, che è un atteggiamento costruttivo sul decreto Zan.


Di Umberto Baccolo.

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