Giappone, Jebi uccide sei civili e danneggia Kobe: non si vedeva un tifone così da 25 anni

Giappone, Jebi uccide sei civili e danneggia Kobe: non si vedeva un tifone così da 25 anni



Non solo i terremoti, ma anche i cicloni terrorizzano la terra del Sol Levante. E questa volta parliamo del tifone più forte degli ultimi venticinque anni, secondo i meteorologi giapponesi. Jebi, così è stato chiamato, sta attraversando il Giappone centro-occidentale, causando danni indicibili e mettendo in ginocchio sia i trasporti che le attività commerciali. Finora i danni umani sono contenuti ma comunque gravi: sei morti e almeno cinque feriti. Jebi è il ventunesimo tifone della stagione in Asia, ed è arrivato questa mattina nella parte meridionale dell'arcipelago. Il suo percorso gli permetterà di raggiungere le coste, ma soprattutto la parte occidentale del paese: 220 chilometri orari di vento capace di risucchiare anche le masse più ingombranti. Finora sono più di seicento i voli cancellati, e numerosi i collegamenti ferroviari sospesi per precauzione in diverse aree a Kyoto, Osaka e Kobe, tra cui quello del treno-proiettile, sospeso tra Hiroshima e Tokyo. Le aziende nelle zone che si pensa saranno più colpite hanno chiesto ai loro dipendenti di restare a casa e le scuole resteranno chiuse. Prima dell'arrivo del tifone sono stati emanati ordini di evacuazione per oltre un milione di cittadini, 280 mila dei quali nelle sole prefetture di Kobe e Osaka, dove Jebi è arrivato poco dopo, verso circa le due del pomeriggio. I meteorologi hanno emesso allarmi per possibili slavine, alluvioni e per la presenza di alte onde, come mostrano le immagini diffuse oggi dai media giapponesi. Finora, circa mille e cinquecento ripari temporanei sono stati allestiti dalle autorità locali delle aree più interessate dal passaggio del tifone. Le autorità temono soprattutto frane e alluvioni, oltre a danni provocanti dall’innalzamento della marea, con le onde più alte che si siano registrate nel Paese dal 1961. Il tifone è diretto verso il Mar del Giappone, spostandosi a una velocità di 65 chilometri orari, con venti al suo interno che toccano i 180 chilometri all’ora. Alcuni abitanti di Kobe hanno lamentato su Twitter che le raffiche erano così forti da avere scosso le loro abitazioni. Il governo ha chiesto «tutte le misure possibili» per limitare i danni del tifone, e ha messo a punto una task force per fronteggiare le emergenze.


Tra i danni fisici si segnala che una petroliera si è schiantata su un ponte che collega l'aeroporto Kansai di Osaka alla città di Izumisano, danneggiando l'imbarcazione ma senza ferire nessuno degli undici a bordo. La nave era stata ancorata ma è stata sganciata dalla furia dell'uragano e schiantata contro il ponte. La pista di decollo dell'aeroporto risulta allagata, riferiscono le autorità, assieme ai piani sotterranei di uno dei terminali. Il primo ministro giapponese, Shinzo Abe, ha annullato un viaggio all'interno del Paese per coordinare gli sforzi del governo, e il portavoce del governo, Yoshihide Suga, ha chiesto di prendere «tutte le misure possibili» contro il tifone. Il Giappone occidentale è stato pesantemente colpito dai tifoni nell'estate 2018: il bilancio delle alluvioni che nel luglio scorso hanno colpito le parti centrali e occidentali del Paese è di circa 220 vittime.


di Alessio La Greca

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