Giorgia Meloni da Napoli lancia l’appello a Salvini: lascia i 5Stelle e governiamo insieme

Giorgia Meloni da Napoli lancia l’appello a Salvini: lascia i 5Stelle e governiamo insieme



«Molla la sinistra del movimento 5 stelle, torna con la destra di Fratelli d'Italia. Spero che il messaggio che daranno gli italiani con il voto del 26 maggio facendo volare Fratelli d'Italia sia: Matteo, salvati e salviamo l'Italia dal pantano con i Cinque Stelle prima che sia troppo tardi». È l’invito lanciato da Giorgia Meloni dal palco di piazza Matteotti a Napoli davanti a 30mila sostenitori giunti nel capoluogo campano per la manifestazione di chiusura di campagna elettorale per le europee di Fratelli d’Italia.

«Ogni voto dato al Pd e a Forza Italia, ha detto il presidente di Fratelli d’Italia Meloni, rafforza questa Europa, ogni voto dato alla Lega e ai Cinque Stelle rafforza questo governo. Solo votando Fratelli d'Italia voi ottenete allo stesso tempo un'altra Europa e un altro governo in Italia».

Il corteo è partito dalla centrale piazza Dante di Napoli con intesta i parlamentari di FDI e i big del partito sotto lo striscione con la scritta "Cambiare tutto in Europa, cambiare Governo in Italia".


Sul palco prima dell’intervento di Giorgia Meloni hanno preso la parola i candidati sindaco di Fratelli d’Italia in Campania, nelle città di Livorno Andrea Romiti, di Pesaro Nicola Baiocchi e di Ascoli Piceno Marco Fioravanti. Sono poi seguite le testimonianze di esponenti della società civile: Gennaro Del Prete, figlio di Federico, sindacalista degli ambulanti ucciso dlla Camorra; Antonio Ranavolo, un padre disoccupato che ha rifiutato il reddito di cittadinanza; Marco Nola, insegnante di judo nella palestra Maddaloni di Scampia; l'imprenditore Pasquale D'Acunzi titolare di una ditta di conserve alimentari conosciuta in tutto il mondo, e Paolo Diop, responsabile del dipartimento immigrazione di Fdi.


Appassionato il pensiero rivolto da Giorgia Meloni alla piccola Noemi, ferita alla testa in un agguato: «Quando parlo di figli qui a Napoli non posso non pensare alla piccola Noemi. Da madre ho gioito e mi sono emozionata quando ha riaperto gli occhi. Da madre però dico anche che la camorra fa schifo e che lo Stato deve dichiararle guerra una volta per tutte. Le guerre si combattono con uomini e mezzi. Qui non basta la polizia: serve l'esercito e una legge speciale». Sull’immigrazione e gli sbarchi Meloni ha sottolineato che «Se la Germania non riconosce la Sea Watch, allora la Sea Watch è una nave pirata. In tal caso, si fa sbarcare l’equipaggio e la nave si affonda. Sono norme di diritto internazionale, perché se la Sea Watch è una nave tedesca, raccoglie immigrati clandestini nel Mediterraneo e pretende di portarli in Italia? Le norme di Dublino dicono che lo Stato responsabile è quello in cui avviene il passaggio illegale, se la nave è tedesca è la Germania che li deve giudicare, valutare e se ne deve occupare, se pretende di portarli in Italia allora ho un problema con la Germania, a meno che la Germania non mi dica che non riconosce quella bandiera».


«Su questo tema l'Europa deve fare di più, ha aggiunto Giorgia Meloni, io penso che serva un Fondo europeo per i rimpatri» e poi l'ulteriore proposta di FDI: «l'Europa non dia soldi alle nazioni che non si impegnano a riprendere i propri immigrati clandestini e metta risorse proprie per aiutare l'Italia a rimpatriare i clandestini».

«Occorre andare in Europa a ribadire che la prima casa è sacra e non si può pignorare, ha detto Giorgia Meloni, l’ Ue dice che diamo poche case ai rom. Le case popolari noi le vogliamo dare ai disabili: i rom vadano a lavorare e paghino l’affitto». Infine sulle polemiche di Salvini con il Vaticano:«Il ruolo del Papa e del Vaticano non dovrebbero essere inseriti nella diatriba e nella dialettica politica, ha detto Giorgia Meloni, aggiungo che non ho condiviso la scelta dell'elemosiniere di riattaccare la luce ad un centro sociale, però quello sta nella politica, poi il Vaticano e Sua Santita' devono fare il loro lavoro e la politica deve fare il suo».


di Mauro Porta

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