Giornata mondiale contro l'omofobia, Conte chiede legge contro la discriminazione

Giornata mondiale contro l'omofobia, Conte chiede legge contro la discriminazione

"La Giornata internazionale contro l’omofobia non è una semplice ricorrenza, un'occasione celebrativa. Deve essere anche un momento di riflessione per tutti e, in particolare, per chi riveste ruoli istituzionali ad attivarsi per favorire l'inclusione e il rispetto delle persone. Come ha ricordato oggi il presidente Mattarella le discriminazioni basate sull'orientamento sessuale ledono i diritti umani necessari a un pieno sviluppo della personalità umana. Queste discriminazioni sono contrarie alla Costituzione perché calpestano il valore fondamentale della dignità della persona e il principio di uguaglianza e si alimentano di pregiudizi che celano arretratezza culturale". Lo scrive su Fb il premier Giuseppe Conte. "Per questo il mio invito a tutte le forze politiche -spiega- perché possano convergere su una legge contro l’omofobia che punti anche a una robusta azione di formazione culturale: la violenza è un problema culturale e una responsabilità sociale".

Arcigay apprezza le parole del presidente del consiglio Giuseppe Conte, ma ora il governo deve "fare la sua parte". In una nota Gabriele Piazzoni, segretario generale di Arcigay, spiega: "Accogliamo positivamente le parole del presidente della Repubblica Sergio Mattarella e l'appello del presidente del Consiglio Giuseppe Conte alle forze politiche affinchè convergano dopo tanti anni di discussione e tentativi andati a vuoto su un testo di legge contro le discriminazioni basate sull'orientamento sessuale e sull'identità di genere efficace e concreto" "La maggioranza di governo si compatti su un provvedimento di civiltà e il Governo stesso favorisca il percorso legislativo di una legge contro Omofobia e transfobia. I testi di legge sul tema depositati alla camera e in attesa di discussione sono stati firmati da esponenti di tutte e 4 le forze politiche di maggioranza (M5S, PD, Italia Viva e Leu), ci sono quindi tutte le potenzialità per giungere all'approvazione di un testo che dica con chiarezza e senza ambiguità che il nostro Paese rifiuta la violenza e non tollera alcun tipo di discriminazione, tutelando le vittime di quella violenza e lavorando per la creazione di un'Italia in cui nessuno debba avere paura di essere liberamente se stesso.", conclude Piazzoni.

Iscrizione n° 144/2017       del 28/09/2017 del Registro della Stampa;        Tribunale di Roma

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