Governo, Borghi: Euro non si tocca. Su M5S mi sbagliavo
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Governo, Borghi: Euro non si tocca. Su M5S mi sbagliavo



Intervenuto ai microfoni di "Ho scelto Cusano - Dentro ai Fatti" Claudio Borghi, deputato della Lega, ha risposto a diverse domande sui temi di maggior dibattito, in primis il presunto rapporto, in sede di campagna elettorale, fra la Lega e la Russia, come paventato da Soros al Festival dell'Economia a Trento. "Se la nostra campagna elettorale fosse stata finanziata dalla Russia vorrebbe dire che sono andati al risparmio, dato tutti i candidati si sono autotassati. Qualche rublo ci avrebbe fatto comodo, ma non è arrivato niente. Non avevamo né mega spot, né mega striscioni, che invece aveva +Europa. Sarebbe stato bello chiedere a Soros se avesse finanziato il partito +Europa”.

In merito alla polemica sulla possibile uscita dall'euro, il deputato del Carroccio ha sottolineato "L’Euro non si tocca, con mia grande tristezza. Le mie idee in merito sono abbastanza note. Sia se avessimo governato con il centrodestra, sia adesso con il M5S, il partner di coalizione non è ancora convinto sull’uscita dall’Euro, vediamo se in Parlamento riuscirò prima o poi a convincerli. Mi verrebbe quasi da sperare di trovare interlocutori non ragionevoli in Europa, in modo che la volontà di trovare una soluzione alternativa emerga. Invece credo che sia di loro interesse il dialogo su come cambiare l’Europa”, precisando che nemmeno nella prima bozza del contratto di governo fosse presente alcuna menzione sull'uscita del Paese dalla moneta unica. "Sono state scritte cose dai mezzi di stampa, con una violenza e disonestà incredibili. Non c’era mai stato scritto dell’uscita dall’euro neanche nella prima bozza, che veniva erroneamente attribuita a me. Non c’era scritto perché il M5S non vuole. C’era scritto che ci si sarebbe dovuti attivare in Europa, affinchè l’Europa prevedesse una procedura per gli Stati che decidono di uscire dall’euro. Nel M5S ho trovato persone leali, con voglia di fare, mi sbagliavo su di loro”.



Infine, circa la polemica sbocciata sul veto del Quirinale alla figura di Savona quale Ministro dell'Economia, Borghi continua "Mi sono molto indignato, rifiutare un ministro sulla base delle sue idee per me è gravissimo. Tuttora la vivo come una grande ingiustizia. Adesso Savona è al ministero dei rapporti UE, sono contento di averlo in squadra". Ultima battuta sulla flat tax, attorno a cui già si scatenano le opposizioni, sulla sua presunta applicazione solo per le imprese e soltanto in un secondo momento per le famiglie "E’ prematuro parlarne perché non ci sono ancora le commissioni. Quella annunciata da Bagnai è un’ipotesi sul tavolo. Mettere la flat tax subito alle imprese è un lavoro semplice che si può fare in qualche mese. Rifare invece tutto il sistema del fisco che prevede anche i crediti d’imposta del passato, richiede più tempo. Riuscire a fare tutto entro la finanziaria di quest’anno è un obiettivo oggettivamente un po’ ambizioso. Quindi potrebbe essere logico, per una questione di tempi, mettere la flat tax prima per le imprese".

Iscrizione n° 144/2017       del 28/09/2017 del Registro della Stampa;        Tribunale di Roma

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