Governo: Conte rinuncia. Salvini, al voto. Di Maio, scontro istituzionale
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Governo: Conte rinuncia. Salvini, al voto. Di Maio, scontro istituzionale

Il professore Giuseppe Conte rinuncia all'incarico di presidente del Consiglio. Lo annuncia il segretario generale del Quirinale Ugo Zampetti al termine del colloquio con il capo dello Stato Sergio Mattarella.

A stretto giro arriva il commento di Matteo Salvini che, a Terni, non rinuncia ai suoi impegni per le amministrative: “Prima gli italiani, il loro diritto al lavoro, alla sicurezza e alla felicita'. Abbiamo lavorato per settimane, giorno e notte, per far nascere un governo che difendesse gli interessi dei cittadini italiani. Ma qualcuno (su pressione di chi?) ci ha detto NO". “A questo punto, con l'onesta', la coerenza e il coraggio di sempre - taglia corto il leader della Lega - , la parola deve tornare a voi!".

“C'e' un grande problema in Italia che si chiama democrazia". Lo ha detto Luigi Di Maio in diretta su Fb. Il leader pentastellato ammette l’asprezza dello scontro istituzionale. “Non ci e' stato permesso di fare il governo, eppure rappresentiamo circa il 60% die voti, siamo i vincitori delle elezioni. Eravamo pronti a governare e ci e' stato detto no. Il problema e' che le agenzie di rating erano preoccupate per un uomo che andava a fare il ministro dell'Economia? Allora diciamocelo chiaramente che e' inutile andare a votare e che decidono sempre le solite lobby. E' un livello di scontro istituzionale mai visto".

Dal Quirinale, dopo l’uscita di scena Giuseppe Conte premier incaricato, i riflettori sono puntati tutti s

Presidente della repubblica Mattarella: sul ritorno alle elezioni mi riservo di decidere. Non ho ostacolato la formazione del governo, chiarisce. Sembra una risposta a distanza a chi come Matteo Salvini e Luigi di Maio , già nel pomeriggio , avevano implicitamente criticato il Quirinale per i suoi veri su Savona. Ora i giochi si riaprono. Le urne si riavvicinano.


E qualche minuto fa, Proprio a dimostraziobe del livello dello scontro, la notizia dell’ipotesi di messa in stato di accusa nei confronti di Mattarella.


I vertici del M5S, a quanto apprende l'ANSA, stanno ragionando sull'impeachment nei confronti del presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Nel Movimento si fa riferimento all'art. 90 della Costituzione secondo il quale "Il Presidente della Repubblica non e' responsabile degli atti compiuti nell'esercizio delle sue funzioni, tranne che per alto tradimento o per attentato alla Costituzione. In tali casi e' messo in stato di accusa dal Parlamento in seduta comune, a maggioranza assoluta dei suoi membri".




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