Grande successo per Padel Professional, Colavita: «Non solo sport, ma circolo virtuoso relazionale»




Nicola Colavita, avvocato e realizzatore del format, che sta riscuotendo tanto successo tra le diverse categorie professionali collegate al mondo della giustizia e non solo, in un’intervista a Spraynews, parla della due giorni dedicata al padel, tenutasi presso l’area Padel Rock di Roma.


In cosa consiste l’evento?


«E’ una reunion, che negli anni si è consolidata in termini di partecipazione e pubblico, dedicata alle varie professionalità che diventano protagoniste. Avvocati, notai, magistrati, medici, commercialisti si sfidano in un torneo di padel. Uno della coppia, infatti, deve appartenere a una delle categorie coinvolte, pur essendoci però anche degli accessi per chi non appartiene a una delle professioni che prendono parte all’evento».


Come mai ha deciso di organizzare tale format?


«In realtà come avvocato ho sempre organizzato manifestazioni legate al padel. Nel 2014 nasce padel forense, che poi negli anni ho preferito allargare ad altri professionisti. Grazie a questo tipo di tornei, riusciamo a mettere in contatto aziende con aziende, realtà consolidate con chi frequenta e partecipa. Si crea un circolo virtuoso relazionale, che spesso può rivelarsi fondamentale per tanti giovani per avere quei contatti giusti utili nella propria sfera professionale e fare quel cosiddetto salto di qualità».





Nascono, pertanto, delle vere e proprie occasioni di lavoro…


«Più che occasioni di lavoro, nascono degli importanti contatti. Non bisogna dimenticare i brand che partecipano all’iniziativa, a partire da Mini Roma, che nell’ormai lontano 2014 ha creduto e investito nel format. A questi poi, si sono aggiunti Red Bull, Acqua di Parma, Forte Village, Palazzo Fiuggi, Alta Sartoria Ilario, Diritto 24 e Gruppo Espresso. Diciamo che è un vero e proprio network».


Al torneo parteciperanno anche giocatori professionisti?


«No, è un torneo limitato per quanto riguarda il tabellone femminile alla seconda categoria,

mentre per quello maschile alla terza».





Le istituzioni vi sono vicine?


«C’è il patrocinio del Coni e della Federazione Italiana Tennis».


La rassegna può ancora crescere?


«Assolutamente. Siamo arrivati all’ottavo anno e non è un caso. E’ chiaro come abbiamo voglia e intenzione di crescere. Il nostro è già ormai un evento fisso per il padel italiano, ma questo certamente non significa che si possa sempre migliorare. Lo scorso anno non l’abbiamo potuto realizzare a causa del Coronavirus, che nei fatti ha bloccato tutto, ma stiamo parlando di un circuito che nella capitale ormai è diventato appuntamento fisso per gli amanti di questo sport».





Lo sport, in tanti casi, aiuta a uscire dalla monotonia di tutti giorni, creando importanti occasioni di socializzazione…


«E’ diventato un contenitore, dove ci sono relazioni a tutti i livelli. Si fanno molte e interessanti conoscenze. Il padel è il principale veicolo di socializzazione a livello sportivo. Non a caso le iscrizioni che ci sono a questi eventi crescono in maniera esponenziale e ciò non può che riempirmi di gioia».


Di Edoardo Sirignano

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