Guerra intestina a Mediaset: il signore delle mosche attacca Striscia per saccheggiare ascolti

Guerra intestina a Mediaset: il signore delle mosche attacca Striscia per saccheggiare ascolti


Paolo Liguori

Striscia la notizia, il tg satirico (satirico si fa per dire visto che spesso ha il coraggio della verità ) di Canale 5 ha appena compiuto 30 anni. Eppure non li dimostra affatto. Sarà per questo che a Mediaset lo considerano un luogo sacro, inarrivabile per certi aspetti. Gli ascolti da record del resto (una media di 5 milioni pari al 18% di share con punte del 20%) sono lì a dimostrare che i fatti non sono parole. Come quelle che fa Paolo Liguori, direttore di TgCom24, finito nel mirino del giornale d’assalto di Ricci, l’uomo dei miracoli. Cencio, cosi lo chiamavano ai tempi di Lotta Continua, una lobby politica di sinistra costruita per avversare il potere ma servita per conquistarlo (Mughini, Sofri e ancora solo per ricordare le colonne d’Ercole di lotta continua) ha ingaggiato una vera e propria guerra personale con Striscia, senza esclusione di colpi e termini da guerriglia politica.


Nell’edizione di giovedì 10 gennaio di “Fatti e misfatti” Liguori ha parlato di azione intimidatoria di Striscia (ma Antonio Ricci è un genio libero) nei confronti del suo telegiornale. Suo, badate bene, non di Mediaset, come dovrebbe essere. Ancora la lotta al potere per conquistarlo. Eppure TgCom24 in termine di ascolti fa lo 0,40% di share, cioè nulla, nonostante i copiosi investimenti fatti del Biscione. Rainews24 per dire fa lo 0,70%. Inutile sottolineare i 3 milioni di utenti su internet come fa Liguori (il confronto si fa per dati omogenei) nel mondo di oggi sono nulla. Skytg24 altro canale all news vola sopra a tutti i dati e arriva sempre per primo sui fatti, con le dirette e gli inviati.


La concorrenza, insomma, fa molto di più. Possibile che uno zero virgola possa liberamente dare del cialtrone ad un 30%? Fermate il mondo, voglio scendere. Ma Paolo Liguori è cosi ama le sfide impossibili, tanto che ha pure difeso Baglioni sul festival e i migranti, attaccando Salvini come se fosse un esponente del Pd renziano. Per Cencio il leader della Lega è il male del paese, altro che storie. Un po’ come Striscia, all’attacco del suo TgCom da zero virgola. Badate bene, Lotta continua non è un capitolo della storia ma uno stato dell’anima, un modo di essere. Perché Striscia la notizia ha attaccato, e attaccherà ancora, Tgcom24 con furbizia e intelligenza, come ha sempre fatto, sottolineando le fisime dei suoi conduttori e la vacuità, unita alla eccessiva faziosità, di Liguori. Che vorrebbe essere il nuovo Emilio Fede senza averne le capacità. L’informazione a gettone costruita secondo il proprio disegno oggi non lascia il segno ma sfregia il giornalismo. Perché per essere Emilio Fido ci vuole un fisico bestiale, mica uno sciame di mosche.


di Alberto Milani

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