Heidegger, il nazista (la rubrica di Michele Lo Foco)


Heidegger, il filosofo nazista che ha connotato di sé tutta la fenomenologia e l’esistenzialismo del 20° secolo, diceva, per mascherare la sua ideologia, che l’avvento di Hitler fu non una rivoluzione militare, ma tecnica, laddove le nuove scoperte o le nuove invenzioni, anche applicate in guerra, hanno segnato il passaggio da una società convenzionale ad una società rinnovata ed in movimento. Noi oggi non abbiamo filosofi capaci di monitorare i tempi o di prevedere il futuro, ma certamente stiamo assistendo ad una nuova rivoluzione, purtroppo anch’essa accompagnata da una guerra, nella quale compaiono elementi fino ad oggi sconosciuti o sommersi, quali la pandemia, l’uso del nucleare, il metaverso, le stragi, le torture e l’elettricità, alcuni dimenticati altri nuovi. Con la lentezza con la quale sembrano verificarsi i fatti, ma con la velocità straordinaria con la quale invece i fatti prendono possesso delle nostre menti, siamo passati da una società capitalistica, egoista, sonnacchiosa e lussuriosa ad una società sbilanciata, disequilibrata, malata, incerta e disperata, nella quale mancano le materie prime, l’inflazione galoppa, la solitudine si afferma e la povertà dilaga. In questa rivoluzione lenta e veloce i protagonisti sono gli immigrati, da sopra e da sotto, i territori sconvolti dalle truppe di guerriglieri, i ricchi padroni del mondo che sono ormai talmente ricchi da tentare l’universo, e la fluidità sessuale che nel suo scorrere ha travolto tutta la morale pubblica e privata. Come non vedere che molti degli elementi pratici, oltre che teorici, sono stati modificati dalla nuova era: automobili elettriche, televisori giganteschi, telefonini parlanti, cibo precotto, abitazioni minuscole, distanze annullate, e molto altro. Nulla è più come prima, anche se la giornata sembra la stessa: la storia è la rappresentazione del nostro essere, perché essere è esserci direbbe Heiddegger, ed esserci proseguo io è cercare di capire quello che sta succedendo oltre che viverlo. Non ho mai amato Heidegger che è stato fidanzato con due sue allieve, tra le quali la famosa ragazza ebrea Hannah Arendt, prima di aderire al nazismo cui restò legato fino al ’45, e credo che tutta la sua filosofia, peraltro illeggibile come Essere e tempo, si riassuma in quelle parole: essere è esserci, e lui è stato nazista, e ipocrita aggiungo. Anche noi siamo in questa nuova era, noi che veniamo da quel mondo progressivo nel quale è nata la televisione, il giradischi, la 500 ed il telefono, noi che non ci siamo ancora estinti ma che rischiamo di sparire ogni giorno. E come ci stiamo? Bene, male, siamo estranei, siamo esclusi, siamo infelici? Io no, sono felicemente legato all’eternità dei figli ed ancora capace di fare sciocchezze, come la natura mi suggerisce.

Di Michele Lo Foco.

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