Heysel, il ricordo della tragedia
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Heysel, il ricordo della tragedia



Sono passati ormai più di trent'anni dalla notte che ha segnato un punto fermo nella storia del calcio europeo e di tutto lo sport. Trentatré anni fa si consumava la tragedia dell'Heysel, in cui 39 tifosi juventini persero la vita, - con più di 600 feriti - schiacciati dalla furia degli hoolingans inglesi, sponda Liverpool, o precipitati dalle gradinate di quel maledetto Settore Z.

Trentatré anni da quel lutto, indelebile nella mente di chi c'era ed è riuscito a scamparla e per i familiari delle vittime, tradite dalla violenza di una parte estrema della tifoseria e dall'inadeguatezza dei sistemi di sicurezza dello stadio belga.

Una finale dell'allora Coppa dei Campioni che rimarrà tristemente immortale, giocata in un clima surreale e vinta - per la prima volta nella sua storia - dalla Juventus che per stessa ammissione del presidente Agnelli "difficilmente sento come mia".

Anche fra i giocatori c'è chi, a distanza di tanti anni, continua a ricordare quei momenti, dalla decisione di scendere in campo, voluta dalla Uefa, all'esultanza sotto lo spicchio 'vuoto' dei sostenitori juventini, gesto che molti videro allora come un affronto alla disgrazia appena accaduta.

"Era impossibile rifiutarsi di giocare, ma non dovevamo andare a festeggiare, l'abbiamo fatto e sinceramente chiedo scusa" le parole di Marco Tardelli in un'intervista alla Rai e ancora "Non sapevamo cosa era davvero successo, avevamo avuto notizie di un morto, forse due, ma non potevamo immaginare una tragedia così grande", avrebbero detto poi altri giocatori bianconeri.

Anche la Juventus, attraverso un comunicato apparso sul sito ufficiale e sulle pagine social, si unisce al ricordo, stringendosi alle famiglie colpite dalla tragedia "La giornata del 29 maggio - sottolinea la società bianconera - sarà dedicata al ricordo da parte di tutti i tesserati Juventus. Per troppi anni quelle 39 vittime - rimarca sul sito ufficiale - sono state oggetto di scherno finalizzato unicamente ad attaccare i colori bianconeri: un'azione vile che non dovrebbe trovare cittadinanza in nessuno stadio ed in nessun dibattito sportivo. Questo anniversario dovrà essere utile anche alla riflessione per evitare che simili comportamenti si ripetano"



Anche il comune di Torino ha voluto ricordare quella tragica notte, dedicando alle 39 vittime una piazza a pochi passi dalla Dora. "Un momento importante, dice la sindaca Chiara Appendino, "per diffondere la memoria, che è futuro, per tutta la comunità, non solo torinese". "Si è fatto troppo poco sinora, questa piazza è un gesto concreto che fissa la memoria" il commento di Andrea Lorentini, presidente dell'associazione familiari delle vittime dell'Heysel.

Iscrizione n° 144/2017       del 28/09/2017 del Registro della Stampa;        Tribunale di Roma

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