"I magistrati non possono iscriversi ai partiti", il caso Emiliano farà scuola?
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"I magistrati non possono iscriversi ai partiti", il caso Emiliano farà scuola?


La Consulta ha deliberato: il divieto di iscrizione ai partiti per i magistrati è legittimo. La Corte Costituzionale ha deciso sul cosiddetto “caso Emiliano”, magistrato in aspettativa da dodici anni in quanto eletto col Pd prima come sindaco di Bari, poi come presidente della Regione Puglia. La Consulta, si legge in una nota, “ha dichiarato non fondate le questioni di legittimità costituzionale riguardanti l’illecito disciplinare che vieta l’iscrizione o la partecipazione sistematica e continuativa dei magistrati a partiti politici”. Il divieto per i magistrati di iscriversi ai partiti politici è legittimo e non incostituzionale. Le motivazioni della sentenza saranno pubblicate nelle prossime settimane. Gli avvocati di Emiliano prendono tempo. Secondo i legali del politico del Partito democratico Aldo Loiodice, Vincenzo Tondi della Mura ed Isabella Loiodice, sulla base del comunicato diffuso dalla Corte Costituzionale “non è possibile dedurre contenuti e conseguenze processuali e sostanziali della sentenza”. Non sarebbe chiaro, a detta degli avvocati difensori, se il verdetto sia “applicabile in senso lineare a tutti i magistrati collocati fuori ruolo per lo svolgimento di un mandato elettivo”.

Iscrizione n° 144/2017       del 28/09/2017 del Registro della Stampa;        Tribunale di Roma

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