Il 4 e 5 ottobre a Cartoceto il “Festival delle Arti”: parla l’ideatore Giovanni Fabiano


Sperimentare e contaminare, perché «la cultura non ammette barriere fisiche o mentali». Nel 2016 Giovanni Fabiano con Maria Castaldo, si è inventato, all’interno dell’evento estivo “L’isola del cinema” (la kermesse che ormai da 25 anni anima l’estate romana) Cinema & Libri, un festival delle arti che ha avuto il grande merito non solo di presentare libri di qualità ma di saper integrare tra loro editoria, cinema, musica, teatro e giornalismo. Da quest’esperienza che ha avuto un grande successo di pubblico lo scorso anno è maturata l’idea di portare la cultura oltre le mura della Città Eterna, nei piccoli centri del Belpaese. E’ nato così il “Festival delle Arti ilCartoceto - Cinema & Libri” che quest’anno si svolgerà il 4 e 5 ottobre a Cartoceto, di cui direttori artistici sono, appunto, Fabiano e Maria Castaldo


Fabiano come nasce l’idea dell’edizione marchigiana del festival Cinema & Libri?


«Vede, in questi 4 anni del festival all’isola Tiberina ci siamo resi conti che l’offerta culturale di Roma è ampia, non so se sempre piena di contenuti, ma sicuramente vasta e abbondante. I piccoli centri invece sono demotivati a investire sulla cultura e in particolare sui libri. Con Maria Castaldo ci siamo detti: “perché non prendiamo gli scrittori e i personaggi del cinema e proviamo a portarli in un piccolo borgo?” Cartoceto per chi non lo conosce è una cittadina nella provincia di Pesaro e Urbino che ha un teatro piccolo, il “Teatro del Trionfo”, un gioiellino architettonico che può ospitare poco più di 100 persone».


Una scelta coraggiosa la vostra.


«Devo dire che l’anno scorso è stato faticoso convincere gli autori e artisti più importanti a spostarsi: quando spiegavo cosa avevamo in testo mi dicevano, “bell’idea, ma vedrai che arriveremo lì e non ci sarà nessuno”. Ebbene, quest’anno non abbiamo avuto la possibilità di ospitare molte persone perché, vista la capienza limitata del teatro, non avevamo più spazi. Gli stessi che prima mi dicevano che la nostra era una follia e un azzardo sono gli stessi che mi hanno chiesto di tornare a Cartoceto. Tanto che stiamo pensando per il prossimo anno di spostare il festival all’aperto».


Quali sono le novità di questa edizione 2019?


«La grande novità, quella che mi riempie davvero d’orgoglio, è l’apertura alle scuole. Abbiamo pensato ad un festival che oltre ad avere un pubblico maturo cercasse di attrarre e avvicinare anche i giovani. Il pubblico giovanile ha un rapporto distante con i libri. E’ una mancanza dei giovani ma è soprattutto una responsabilità degli adulti. E’ difficile instillare in un ragazzo l’amore per la lettura se poi i genitori per primi non si fanno vedere con un libro in mano. Stiamo creando con le scuole del territorio laboratori per spingere i ragazzi non solo a far parte del pubblico del libro ma a vivere il libro, a mettersi alla prova con la scrittura, con questo magico strumento che aiuta a capire e a crescere».


Le statistiche ci dicono che in Italia solo 4 persone su 10 leggono almeno un libro l’anno.


«In realtà chi legge non si ferma ad un libro l’anno. Pensarlo è una sciocchezza. Questo mi fa dire che la percentuale dei lettori è in realtà ancora più bassa. D’altronde basta salire su una metropolitana delle nostre città per capire quanto il libro sia una merce rarissima: le persone che leggono sono pochissime. Se facessimo lo stesso esperimento a Parigi ci accorgeremmo che lì il libro è una presenza importante. La gente legge sui mezzi pubblici, ai tavolini dei bar. Detto questo noi non ci arrendiamo, convinti come siamo che la cultura e i libri siano cibo per l’anima oltre che una grande opportunità per il paese».


Una apprezzatissima caratteristica del Festival è la lettura dei brani dei libri da parte di attori teatrali. Quali sono i volumi scelti per questa edizione?


«“Di gelo e di fuoco” del regista e sceneggiatore Guido Fiandra, che racconta un incredibile viaggio di mille anni lungo la Via Francigena; “Atto di dolore” di Tommaso Nelli, che ripercorre, attraverso testimonianze inedite e documenti, la tragica vicenda di Emanuela Orlandi e infine “Non sentire il buio”, di Fabio Morici, scrittore romano che ha firmato tra l’altro la sceneggiatura di Nove lune e mezza. Tra un libro e l’altro ci sarà poi un’esibizione di musica classica. Verranno, inoltre, utilizzati contributi video e fotografici, una sorta di un talk show incentrato sul tema dei libri e dei film».


Il premio “ilCartoceto” è previsto anche quest’anno?


«Sì, e come sempre il vincitore verrà proclamato a sorpresa sul palco l’ultima sera del Festival».

Iscrizione n° 144/2017       del 28/09/2017 del Registro della Stampa;        Tribunale di Roma

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