Il bisturi della felicita: il professor Silvio Smeraglia racconta i segreti del suo libro


« Chi nasce ricco non ha fatto nulla per esserlo, chi invece ricco lo diventa, perché si è impegnato, perché si è sacrificato, perché ha inseguito un obiettivo senza mai deflettere, merita più attenzione e stima di chi può vantare una famiglia facoltosa alle spalle. La stessa cosa, mutatis mutandis, la possiamo dire di chi sceglie di essere bello, rispetto a chi bello nasce». Il professor Silvio Smeraglia, chirurgo plastico di fama internazionale, titolare della Smeraglia Luxory Clinic, sceglie questo curioso parallelo per spiegare le motivazioni che spingono tante persone a sedersi sul lettino di un chirurgo plastico. E per raccontare questo mondo e provare a far piazza pulita di tanti falsi miti e luoghi comuni intorno a questa branca della medicina ha scritto per la Male edizioni “il bisturi della felicità” , sottotitolo “Belli senza dolore: il segreto del chirurgo dei vip”, che fra poche settimane sarà sugli scaffali.


Professore, come nasce questo libro?


«Nasce dall’esigenza di raccontare dal di dentro questo mondo fatto di tante storie e sfaccettature. Storie che generalmente sfuggono agli occhi degli altri. Ho tentato di alzare un velo su tutto il vissuto delle persone che vengono da noi: cosa portano dentro, cosa le spinge a rivolgersi a noi, cosa c’è dietro la voglia di migliorare il proprio fisico».


E a che conclusioni è arrivato?


«La chirurgia estetica è complessa. Dietro ha tante cose, anche la voglia di riscatto e di rinascita. Il fatto semplice di rifare un naso, di rimodellare un corpo un po’ cadente, è a ben vedere un atto di coraggio. Rifarsi il seno, snellire i fianchi non è un atto banale o semplicemente edonista, come un falso moralismo vuol far credere. Dietro c’è l’amore per la vita».


C’è anche dolore e non accettazione di se?


«Certamente. Oggi si può scegliere di diventare belli. Perché allora non farlo! Sa quante persone guardandosi allo specchio non riconoscono se stesse in quel corpo, in quel viso? Nel libro, tra le tante, racconto la storia di una ragazza mulatta, peraltro molto ricca e bella, che aveva ereditato dalla madre cubana un naso largo. La cosa la faceva soffrire non poco. Aveva letto di me e da Londra è venuta a Napoli. Ebbene, dopo che le ho rifatto il naso si è lasciata andare ad un pianto ininterrotto. Perché, vede, il “suo” naso non era quello che aveva prima dell’intervento. Era quello che solo la chirurgia estetica le ha dato. Senza scomodare Pirandello che a questi temi ha dedicato alcune delle sue opere migliori, mi sento di sostenere che la bellezza conquistata vale più di una bellezza elargita da madre natura».


Dietro un corpo, dice lei, c’è tanto vissuto. Il bisturi della felicità è dunque un mix tra chirurgia e psicologia?


« Migliorare il proprio corpo aiuta la qualità della vita. Mente e corpo sono tutt’uno, stanno insieme. Io mi sento un coach rispetto alle persone che si rivolgono a me: cerco di capire cosa vogliono davvero, come motivarle, come indirizzarle. Fare un intervento di chirurgia estetica è in qualche modo un ripartire. Ripartire davanti alla vita. Io, per esempio, alcuni anni fa ho fatto un intervento di lifting al collo e mi sono sentito rinato. Ha presente la sensazione di girare indietro le lancette dell’orologio, azzerando qualcosa del passato? Sì, certo, fermare il tempo non si può e pensarlo sarebbe illusorio però quello che si può fare è rendere il tempo che passa meno pesante e gravoso. Quello che dico sempre ai miei pazienti è che si può essere belli anche invecchiando. Il punto non è invecchiare, ma farlo bene. Nello spirito, ma anche nel corpo. Il 14 settembre, ad Ischia, ho ricevuto un premio intitolato a Luchino Visconti, perché nei mie lunghi anni di carriera ho saputo guardare non solo all’aspetto tecnico degli interventi ma anche a quello umano e psicologico. E’ un riconoscimento che mi ha fatto molto piacere».


Diventare più belli aiuta ad essere più allegri e felici?


«Certamente migliora il tono dell’umore. Quando diventi più bello sei più predisposto al mondo e agli altri, diventi più attrattivo e il tono umorale sale. Essere ammirati, e sarebbe ipocrita negarlo, è una cosa che fa piacere a tutti, a prescindere dal sesso e dall’età».


C’è un limite alla chirurgia estetica, alle lancette mandate all’indietro?


«Il limite è il buon senso delle persone e la professionalità del chirurgo. Che non deve promettere di dare e fare più di quel che può. Il rischio in agguato è sempre quello di interventi eccessivi, che alla fine sono antiestetici. Ecco perché le ho detto che mi sento un coach. Certo di entrare nella psicologia dei miei pazienti. Quanto al bisturi, se ben dosato riesce a garantire grandi miglioramenti. Aggiungo che le tecniche di chirurgia estetica hanno conosciuto un grande progresso e, come spiego bene nel libro, sono praticamente indolori».


Professor Smeraglia, nel libro ci sono storie di personaggi famosi che hanno scelto il suo lettino?


«Di vip che hanno richiesto il mio bisturi ce ne sono molti ma non hanno voluto dare la liberatoria. Tutti fanno interventi estetici ma la stragrande maggioranza ha poi vergogna nel dirlo. Mettiamola così, tanti dei partecipanti e vincitori del grande Fratello e dell’Isola dei Famosi hanno bussato alla mia porta. Ma anche cantanti ed attori si rivolgono al mio bisturi. Sono tanti le assicuro. Anche diverse ragazze che hanno partecipato alle edizioni di Miss Italia sono passate per il mio centro. Nomi però, mi spiace, non ne posso fare».


Un’ultima domanda, professore: Il bisturi della felicità è solo per i ricchi?


«Guardi, alla Smeraglia Luxory Clinic vengono personaggi ricchi e famosi, ma abbiamo anche la signora della porta accanto. I prezzi non sono bassi ma sono indubbiamente ragionevoli. Basta uno stipendio per fare un intervento di una certa importanza. E poi scusi, ma quanto vale la felicita?»


Già, quanto vale? Me lo dica lei.


«L’investimento fatto sul corpo è l’unico che non perdi. Macchine e vestiti passano di moda ma se l’investimento lo fai su te stesso te lo godi per sempre. Ed è un investimento che ha una resa eccezionale perché ti migliora e migliora la qualità della tua vita».


Giampiero Cazzato

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