Il caos dopo la tempesta: governo prepara esposto per danno erariale, dubbi sulla ricostruzione


Danilo Toninelli e Luigi Di Maio

Nazionalizzazione sì o no? Forse. Ricostruzione ad Atlantia o in capo a Fincantieri e Cdp? Vedremo. Per ora è solo la confusione a regnare sovrana nel sanguinoso post tragedia di Genova del 14 agosto. Si sovrappongono e spesso contraddicono i due ministri principalmente attivi sulla vicenda, i grillini Danilo Toninelli del Mit e il vicepremier e titolare del Mise Luigi Di Maio, evidentemente indecisi sul da farsi, ma bisognosi e vogliosi di mostrare il pugno duro in una vicenda che oltre a vedere coinvolta, come è ovvio che sia, l'opinione pubblica, sta evidenziando una mancanza di programmazione che riesca a superare gli annunci a caldo e le pirotecniche dichiarazioni e soprattutto a fornire una risposta adeguata e il più celere possibile a una città in ginocchio da ormai troppi anni e a una nazione che ha un urgente bisogno di reinventare se stessa.


Prepara battaglia il capo politico pentastellato, che ha già dato via all'iter legale con gli avvocati per presentare un esposto per "danno erariale" alla Corte dei Conti. Gli imputati sarebbero ministri dei precedenti governi che avrebbero dato via alla concessione in favore del gruppo privato gestito dalla famiglia Benetton, accordo, stando ai dati presentati in audizione alla Camera da Danilo Toninelli e già precedentemente resi pubblici da Autostrade per l'Italia sul proprio sito internet, che nasconderebbe vantaggi, da Di Maio definiti «spropositati», per il colosso delle infrastrutture, in particolare sulla clausola dei rendimenti al 10%, che sempre stando alle parole del capo del Mise, avrebbe consentito ai Benetton «di fare gli imprenditori non con il loro capitale, ma con quello dei cittadini». Accuse pesanti da cui il gruppo Atlantia ha provato a sottrarsi rendendo noti dei dettagli che ridimensionerebbero il dato presentato da Di Maio, con la precisazione che la rendita lorda al 10% sarebbe soggetta soltanto a quegli investimenti richiesti dallo Stato dopo il 2008 e rappresenterebbe una cifra di importo trascurabile.


Si è espresso invece sul tema della ricostruzione Toninelli, che esclude categoricamente la possibilità di lasciare in capo ad Atlantia i lavori di ricostruzione. «Autostrade i soldi li mette», ha voluto precisare, «ma lo ricostruiamo noi il ponte». Chiara dunque l'intenzione di far pagare il danno risarcitorio, sia a livello civile che morale, alla società privata e poi affidare a una società gestita dallo Stato l'impegno della ricostruzione dell'opera. A quanti gli chiedono se possano essere Fincantieri, che ha già dato la disponibilità, tramite sussidio di Cassa depositi e prestiti a prendere l'incarico, Toninelli resta sull'ipotetico. Tema della ricostruzione che ha già creato qualche polemica col centrodestra che, nelle parole del governatore della Liguria Giovanni Toti, vede Atlantia come unico interlocutore, anche per le opere di riedificazione.


Ancora molta carne sul fuoco e poche certezze sulle modalità con cui si andrà ad operare, col rischio che la gara a chi ha urlato meglio e di più allo scandalo, dopo l'ennesima tragedia che si doveva evitare, resti l'unica in cui il governo, per ora in alto mare, possa dar prova delle proprie repentine qualità, più adatte però a un clima da campagna elettorale che come rimedio a una catastrofe costata la vita a 43 persone.

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