Il Capitano Ultimo in difesa dei Carabinieri padri separati, una linea verde per aiutarli

Il Capitano Ultimo in difesa dei Carabinieri padri separati, una linea verde per aiutarli



Una "linea verde" per carabinieri separati o in via di divorzio. Passa al "contrattacco" il capitano Ultimo, al secolo Sergio De Caprio, l'ufficiale dei carabinieri che il 15 gennaio '93 arrestò assieme ai suoi militari il boss dei boss Salvatore Riina. «Questo è un sindacato che vuole fornire assistenza - esordisce Ultimo - ma vuole anche intervenire nei casi di omissioni o ritardi da parte delle pubbliche amministrazioni. È un sindacato che fa cittadinanza attiva». Sembra l'annuncio di un "piano di guerra". Per ora, il Sim cerca di dare una mano ai carabinieri che si trovano in difficoltà.


FIRMATA LA CONVENZIONE TRA SINDACATO DEI MILITARI E GENGLE

È stata firmata una convenzione con l'associazione nazionale Gengle (Genitori single, tel.: 895.89511.66, 045.4588845), attiva da 4 anni: sede centrale in Toscana, 98 professionisti in tutta Italia (tra avvocati e psicologi) e a Firenze alcuni appartamenti a disposizione per papà in crisi. E i casi non mancano. Li riferiscono gli stessi militari presenti che vivono sulla propria pelle la frattura familiare. «Quando si devono incontrare con la ex, consiglio a colleghi di non portarsi mai dietro l'arma d'ordinanza e di lasciarla in armeria - testimonia Salvatore Iandiorio, uno dei segretari nazionali del Sim, nei panni di carabiniere divorziato - Per possibile ritorsione si rischia una denuncia che metterebbe a rischio il proprio posto di lavoro». Oppure, dice Luigi Avveduto, delegato del Cocer «con 1.400 euro di stipendio al mese, 700 di mantenimento, due figli e un mutuo da pagare vai a dormire sotto ai ponti».


UN ESERCITO DI AVVOCATI E PSICOLOGI

«Gengle non ha la bacchetta magica - dice la fondatrice Giuditta Pasotto - però offre un percorso, non fa sentire sole le persone. Si può chiamare semplicemente per sfogarsi, per trovare chi ti ascolta. Altrimenti - continua - nei casi più seri mettiamo a disposizione avvocati o psicologi». La maggior parte delle persone che fanno parte di Gengle ha alle spalle una storia finita. Anche la presidente Pasotto. «Mi sono separata sei anni fa - racconta - E allora mi venne in mente di creare una struttura che potesse dare una mano. All'inizio era solo un blog. Ma quando ho visto che le richieste si moltiplicavano mi sono dedicata al progetto. Ho lasciato il mio posto di responsabile marketing ed è nata Gengle: 58 mila iscritti (Veneto, Emilia Romagna, Lazio e Puglia le regioni con maggiori adesioni) con una tendenza di 900 nuovi arrivi al mese».


di Fabio Di Chio

Iscrizione n° 144/2017       del 28/09/2017 del Registro della Stampa;        Tribunale di Roma

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