Il Cav va da Mattatella e “strappa” al Colle la promessa di un governo di centrodestra

Il Cav va da Mattatella e “strappa” al Colle la promessa di un governo di centrodestra



«Sono stato qualche giorno fa dal presidente Mattarella e lui mi ha detto chiaramente che consentirebbe al centrodestra di trovare una maggioranza alternativa in caso di crisi del governo gialloverde». A rivelarlo è Silvio Berlusconi nel suo intervento a Roma all'hotel Ergife. Il Cav conferma ai giornalisti al termine della kermesse azzurra di venerdì 7 dicembre: «L'opinione del presidente Mattarella è che dopo un anno non converrebbe andare a nuove elezioni e che quindi sarebbe meglio consentire al centrodestra di vedere in parlamento se è possibile trovare una nuova maggioranza. Cosa che io ritengo molto probabile». Ma poco dopo arriva una precisazione dal Quirinale riportata dalle agenzie di stampa: fonti del Colle replicano che "il presidente Mattarella nei suoi colloqui non ha mai espresso valutazioni su scenari politici eventuali". Ma il cambio di governo è il cuore di tutto il discorso ai suoi del leader azzurro. Che particolarmente in forma va giù duro contro l'esecutivo Conte fin dall'inizio. Esordisce tranchant contro la manovra di bilancio: «In parlamento si sta votando sul nulla, qui non è la manovra ma è il governo da cambiare». Affila la spada contro i Cinque Stelle, a loro si riferisce quando esclama, rafforzando un attacco già sferrato in campagna elettorale: «Ho detto che nelle mie aziende li avrebbero mandati a pulire i cessi, ecco ora si può dire che neppure questo saprebbero fare». Attacca il ministro Danilo Toninelli: «Quando lo vedo, mi vengono i brividi, mi cadono le braccia e spengo la tv». È dalle file grilline, in particolare "tra quei parlamentari arrivati al secondo mandato che non verrebbero più ricandidati", che secondo il Cav potrebbero venire quei numeri necessari per la nuova maggioranza di centrodestra. Questo è il messaggio principale che Berlusconi lancia dalla convention dell'Ergife. Sull'alleato Matteo Salvini è duro in vari passaggi e gli ricorda che "non ha altra strada che il centrodestra". Conferma che con lui comunque ha un buon rapporto personale ma il punto è che "non si decide ancora a staccare la spina a questo governo di incapaci e dilettanti". Conferma che il centrodestra comunque andrà unito alle elezioni regionali e amministrative. Ma a Salvini ricorda che "il sovranismo è la nube che sta minacciando l'Europa". Perché "non si può tornare dopo 70 anni di pace a Stati singoli che poi sarebbero costretti a inchinarsi a Trump e a tutte le altre grandi potenze dalla Russia alla Cina". Con le quali se l'Europa non è unita diventerebbe, secondo il leader azzurro, impossibile reggere il confronto. Il Cav ribadisce comunque che l'Europa è "da cambiare". Ma Fi intende farlo secondo i valori e l'identità del Partito Popolare Europeo. Pronostica che comunque alle elezioni di maggio "i sovranisti non prenderanno più di 200 europarlamentari". Vede nero sulla procedura d'infrazione che l'Italia rischia sulla manovra e che "potrebbe durare tre anni e riguarderebbe non il deficit ma il debito, cosa ben più grave". È un Berlusconi in particolare forma, galvanizzato dalla speciale accoglienza che gli riservano i suoi azzurri all'Ergife. Suscita una risata quando punzecchia Salvini sul suo attivismo sui social: «Vedo gente che mangia, che beve... Tutte stronzate...». Ma il "gran comunicatore" riconosce che però anche questo è un modo di stare "più vicini alla gente". E bacchetta i suoi per i ritardi sui social, che ora ha in particolare affidato ai ventenni di Forza Italia "Giovani per la libertà". Sala stracolma, inno di Forza Italia, che "non cambierà il nome alle Europee", ma che per "Altra Italia" intende il" Paese di buon senso, per la crescita e lo sviluppo che vuol rappresentare", spiega il presidente del parlamento europeo e numero due del Cav Antonio Tajani. Il quale prima dell'arrivo di Berlusconi applauditissimo invita Fi a ripartire, a "non chinare la testa, a non piegarsi ai diktat degli alleati (della Lega, ndr) e di nessun altro". In nome "dei nostri ideali di libertà, quelli di quando siamo scesi in campo nel 1994, abbiamo il dovere di ripartire orgogliosi della nostra storia che non è solo il passato ma ora è il futuro", sprona la platea Tajani, cofondatore di Forza Italia. Che scatena l'applauso in particolare quando ricorda che lui si sente sempre come allora. Di più: «Mi sento quel quattordicenne che già combatteva i comunisti ». E avverte: «La politica è passione e impegno non poltronismo. Ai giovani dico sempre: se volete fare politica trovatevi prima un lavoro». Prima di lui parla il tris di azzurre che guidano i gruppi parlamentari (Annamaria Bernini al Senato;Mariastella Gelmini alla Camera) e guidano le aule parlamentari (Mara Carfagna vicepresidente di Montecitorio). Ma la novità è l'ingresso a sorpresa nel gruppo azzurro del deputato ex grillino Matteo Dall'Osso che ha rotto con i Cinque Stelle accusando il governo di aver rifiutato nella manovra i suoi emendamenti sulla disabilità. Dall'Osso, accompagnato dalla deputata azzurra Renata Polverini, ora siede in prima fila all'Ergife.


di Paola Sacchi

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