Il Colle avverte Conte ma il governo è destinato a durare

Il Colle avverte Conte ma il governo è destinato a durare



Nel lunedì post “manovra del popolo” in cui lo spread schizza a 282 e il ministro dell’Economia Giovanni Tria lascia rapidamente la riunione dell’Ecofin, dove il commissario Moscovici definisce “incompatibile” lo sforamento deficit-Pil a 2,4,  il capo dello Stato incontra per un un’ora il premier Giuseppe Conte. Facile immaginare che abbia ribadito l’invito, anzi “il monito” a “equilibrio di Bilancio e la sostenibilità del debito pubblico”, come la Costituzione prevede. Ma ci sarebbe un ulteriore elemento ora ad essere monitorato: ovvero la compattezza del governo del contratto giallo-verde. Secondo ambienti vicini al Colle, Mattarella avrebbe chiesto a Conte anche dei rapporti tra le due forze politiche azioniste del contratto di governo. Solo voci, indiscrezioni dei Palazzi della politica. Ma è un fatto che la manovra con lo sforamento dei parametri previsti per realizzare oltre che la crescita con investimenti pubblici, come Tria ha assicurato al “Sole 24 ore”, il reddito di cittadinanza, bandiera sulla quale i Cinque Stelle non cederanno mai, abbia creatodisagio tra l’elettorato della Lega di Salvini, Lega nazionale certo, ma il cui zoccolo duro è fatto ancora dagli imprenditori del Nord.  Le parole di freno di Giancarlo Giorgetti, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, all’entusiasmo grillino manifestato da Luigi Di Maio e i ministri pentastellati sul  balcone di Palazzo Chigi, (“Io non lo avrei fatto”, ha detto Giorgetti sabato scorso a “La Repubblica”) dicono molto su una certa sofferenza leghista a proposito di una spesa che rischia di essere improduttiva. Se da un lato Salvini si è rafforzato comunque perché avere un alleato di governo rabbonito dall’ottenimento del suo provvedimento simbolo non può che giocare a suo favore, dall’altro lato ora il vicepremier e ministro dell’Interno con il suo partito si trovano ad affrontare un pressing crescente di Di Maio che a partire dal reddito di cittadinanza sembra volersi riprendere la leadership sul governo. Cosa che finora agli occhi degli italiani detiene Salvini, con la sua politica finora premiante su immigrazione e sicurezza. Non solo, l’altro vicepremier e capo pentastellato ora deve vigilare sul fatto che la misura bandiera del MoVimento si attui tutta ma da quella evidentemente intende soprattutto ripartire per recuperare il gap dei voti persi nei sondaggi a vantaggio del Carroccio. E quindi sembra di assistere a un rilancio continuo. Di Maio non solo ha proposto che il reddito di cittadinanza venga dato anche ai residenti da almeno dieci anni in Italia, proposta che è difficile immaginare suoni musica alle orecchie di Salvini, ma con una certa sicumera per la prima volta ha anche detto al leader leghista pubblicamente: “Non chiedermi garanzie per Berlusconi”. Evidente reazione anche al rilancio del centrodestra in un vertice di una settimana fa, in cui, come ricorda Antonio Tajani, vicepresidente di Forza Italia e presidente del parlamento europeo, la Lega ” si è presa l’impegno di portare le politiche del centrodestra al governo” e non solo quello quindi dell’unità nelle alleanze alle prossime elezioni regionali. Comunque sia, il protagonismo di Di Maio volto a recuperare il gap con Salvini sembra evidente. Ma il leader leghista non solo può contare sul “doppio forno” con il centrodestra, ma addirittura, per paradosso,come scrive Anselmo Del Duca sul “Sussidiario.net”, potrebbe giocare di sponda con lo stesso capo dello Stato, al quale l’altra sera ha risposto con una certa durezza, se il deficit dovesse addirittura alzarsi nel caso il reddito di cittadinanza non fosse coperto tutto dall’attuale sforamento. La sponda della Confindustria con Vincenzo Boccia sembra già averla. E significativa del fatto che la Lega di Salvini intende restare il dominus agli occhi degli italiani del governo è la precisazione che il decreto sicurezza “non ha subito variazioni”. E quindi “passo in avanti” con l’espulsione dei richiedenti asilo che hanno commesso reati. Ad ogni modo, nel governo la gara tra i due contraenti del patto giallo-verde sembra essersi riaperta. Anche se il governo sembra destinato a durare. Per ora.


di Paola Sacchi  

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