Il giallo delle ossa in Vaticano, nuovi ritrovamenti e sempre più famiglie in attesa dei risultati

Il giallo delle ossa in Vaticano, nuovi ritrovamenti e sempre più famiglie in attesa dei risultati



La storia non finisce. Il giallo s’infittisce. Proprio ieri ad aggiungersi alle ossa già trovate nei giorni scorsi presso la Nunziatura Apostolica di via Po, a Roma, durante un ulteriore sopralluogo sono spuntati anche un cranio e una mandibola. I nuovi ritrovamenti saranno esaminati dagli esperti della scientifica nei giorni seguenti. Intanto si attendono ancora le risposte dei primi reperti della settimana scorsa, secondo il medico legale «è presto per avere certezze sul Dna, occorrono almeno 8-10 giorni». Dal primo esame infatti, i resti sembravano troppo degradati per avere qualche risposta. La scientifica ha dovuto pulire, catalogare e ricomporre le ossa. Un lavoro che, secondo alcune fonti, ancora non è terminato, e che quindi non consente di accertare se sia o meno una donna. Quello che sta emergendo piano piano però, è che la mandibola e il cranio rinvenuti nella giornata di ieri sembrano non appartenere alla stessa persona. Quindi, i vari resti ritrovati nella Nunziatura con giorni di distanza apparterrebbero ad almeno due distinti cadaveri. A far sospettare tutto ciò, innanzitutto i due luoghi distinti in cui sono stati rinvenuti i resti, e poi il fatto che il secondo mucchietto fosse quasi integro, il primo no. Ma solo gli esami del Dna potranno dare una risposta.


Dunque la vicenda si fa sempre più ambigua. Ma non finisce qui. Salta fuori che mentre tutte le testate giornalistiche il 29 ottobre scrivevano: “Rinvenute ossa in Vaticano”, in realtà quei ritrovamenti erano stati fatti ben 72 ore prima. E perché la polizia è stata avvertita 3 giorni dopo? Cosa è successo in quelle 72 ore? Solo il Vaticano può dirlo. Intanto, la Chiesa si tutela sostenendo che il coinvolgimento della Polizia è stato ritardato solo per consentire ad alcuni esponenti del Vaticano di tornare a Roma.


Le famiglie nel frattempo, e non solo quella di Emanuela Orlandi e Mirella Gregori, attendono agitate i risultati. Proprio così, non solo le due famiglie chiamate in causa fin dai primi giorni, in realtà sono tanti i genitori che da anni attendono risposte sulla scomparsa di un figlio, o un coniuge. Il fatto che l’indagine si stia focalizzando solo su due o tre casi più eclatanti sta lasciando l’amaro in bocca a tante famiglie, che come quella di Emanuele e Mirella, si trovano nella stessa condizione da anni.


di Ilaria Proietti Mercuri

Iscrizione n° 144/2017       del 28/09/2017 del Registro della Stampa;        Tribunale di Roma

Direttore Responsabile:      Monica Macchioni

Editore: Ultra! S.r.l.-Via E. Gianturco 5-Roma

                         P.I.: 13394291002