Il giornalista che prese la testata da Spada rinviato a giudizio per aver diffamato Salvatore Buzzi

Salvatore Buzzi ci racconta in esclusiva come è andata


Come una rondine non fa primavera cosi un atto secondario e marginale della Procura di Roma potrebbe non rappresentare l’inizio di un cambiamento dopo l’insediamento del nuovo procuratore Lo Voi .

Speriamo di no!

Per essere più chiari si tratta di un atto dove non sono imputato ma parte lesa; una novità assoluta per la Procura della Repubblica di Roma.

Il fatto: Pochissimi giorni dopo la mia liberazione del 26 giugno 2020, dopo ben 5 anni e mezzo di carcerazione preventiva, chiese di intervistarmi per TV8 Daniele Piervincenzi, assurto agli onori delle cronache nazionali per la testata rifilatagli da Roberto Spada nel dicembre 2017.

Il mio primo istinto fu di non concedere l’intervista: non mi fidavo! Venni rassicurato da un mio caro amico e comune conoscente e così accettai l’intervista aprendo a Piervincenzi le porte della mia abitazione. L’intervista fu molto lunga e Piervincenzi mi disse che sarebbe andata in onda pochi giorni dopo e che avrei avuto la possibilità di essere in studio. Non solo l’intervista è stata montata male con tagli sartoriali ma nemmeno sono stato invitato in studio.

Fin qui ci si può stare. Accade però che al termine della mia intervista Piervincenzi manda in onda l’intervista di un rifugiato africano che sosteneva di essere stato ospite di un centro di accoglienza gestito da una cooperativa riconducibile a me e di aver subito un trattamento di sfavore. Dopo aver visto il servizio mandai messaggi a Piervincenzi, chiedendo il diritto di replica e sostenendo che quel centro di accoglienza non era mai stato gestito dalla Cooperativa 29 Giugno. Dopo aver atteso per giorni la possibilità di replicare, senza risposta in merito, ho querelato Piervincenzi tramite il mio storico difensore Alessandro Diddi.

Oggi mi è pervenuto, come parte lesa, il decreto di citazione diretta a giudizio emesso dalla Procura di Roma che vede imputato Daniele Piervincenzi per il reato di diffamazione aggravata. Cito testualmente il contenuto del decreto: “nell’ambito del programma televisivo “Ogni mattina” su Canale 8, Piervincenzi diffondeva una intervista nella quale raccoglieva le dichiarazioni di un giovane africano, il quale si asseriva reduce da una guerra in Africa e di essere stato accolto in un centro della cooperativa 29 Giugno di Salvatore Buzzi, circostanza non vera poiché l’intervista avveniva davanti a un centro di accoglienza mai gestito da Buzzi, così, tuttavia, da offrire una falsa sensazione di verità al fatto rappresentato; il giovane africano affermava e lasciava, attraverso le domande e le risposte che Buzzi avesse ottenuto finanziamenti milionari per la gestione di quel centro, senza poi destinarli ai soggetti deboli a benefico dei quali erano stati erogati, così offendendo l’onore e la reputazione di Buzzi Salvatore, cui attribuiva condotte truffaldine non commesse e non emerse, né contestate nel processo noto come “Mondo di mezzo”, al quale pretestuosamente legava l’intervista e la rappresentazione che ne faceva, in modo da suscitare interesse pubblico su un fatto non rispondente al canone della verità . Con l’aggravante di aver attribuito a Buzzi Salvatore un fatto determinato e di averlo commesso mediante mezzo televisivo di ampia pubblicità”.


Finalmente la Procura di Roma riconosce che il sottoscritto non ha commesso nessun reato nella gestione dei centri di accoglienza come già ampiamente riconosciuto sia dalla Sentenza del Tribunale sia dalla relazione ispettiva dell’ANAC presieduta da Raffaele Cantone che non ha mai avuto adeguata pubblicità.


Al di là di alcune mie intercettazioni ambientali con frasi estrapolate dal contesto, non solo non sono stato mai condannato ma nemmeno imputato per reati sulla gestione dei centri di accoglienza o di campi nomadi.

Finalmente inizia ad emergere la verità!

Con Piervincenzi ci vedremo in Tribunale il 20 Settembre 2022 alle ore 9.


Di Salvatore Buzzi.

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