Il piano del governo per far decadere la concessione sulle autostrade

Il piano del governo per far decadere la concessione sulle autostrade



Da qualche giorno sul tavolo del premier Giuseppe Conte e su quello dei vicepremier Matteo Salvini e Luigi Di Maio c'è il dossier relativo ai metodi per una possibile "ri-nazionalizzazione" della gestione delle autostrade in favore dell'azienda pubblica Anas. L'idea è quella di non operare sui termini legali e giurisprudenziali della convenzione con il colosso Atlantia che ha acquisito la concessione ma di andare a sostituire la norma che l'ha resa possibile, che poggia su due testi approvati rispettivamente nel 2006 e nel 2014, così da rendere vana la convenzione stessa. Un azzardo legislativo la cui costituzionalità è ancora in fase di esame e che potrebbe essere reso possibile mediante l'utilizzo dello strumento della decretazione d'urgenza, sebbene i dubbi di una sua legittimità restino in piedi.


A favorire il piano di lavoro ideato dai tecnici dell'esecutivo, ci sarebbe la già precaria condizione del rinnovo della concessione, relegato a una postilla nel decreto Milleproroghe e non soggetto a un nuovo bando così come invece richiederebbe la prassi e come ribadito con forza da Palazzo Chigi in concordanza con una sentenza della Corte di Giustizia europea. Se la piattaforma ideata dall'asse gialloverde trovasse riscontro reale, il contenzioso con la società privata che ora gestisce le infrastrutture sarebbe ribaltato, con quest'ultima che si troverebbe addossato l'onere della prova e la gestione che andrebbe da subito in mano all'Anas sino al termine, si presume nel giro di diversi anni, del contenzioso in sede processuale. Un escamotage ardito ma che potrebbe rivelarsi l'unica arma per il Governo per non dover attendere il lungo corso della giustizia e per rispondere dunque alle esigenze dell'elettorato e di gran parte dell'opinione pubblica sensibilmente coinvolta dopo la tragedia del 14 agosto a Genova.


Altro aspetto da tenere in considerazione sarà quello sul risarcimento dei danni da parte della società Atlantia qualora la concessione venisse revocata. Il governo potrebbe a quel punto sospendere la richiesta, che verrebbe comunque esaudita una volta accertate le responsabilità in sede processuale. Inoltre con l'affidamento delle autostrade all'Anas si avrebbe garanzia in termini occupazionali, con gli impiegati di Autostrade per l'Italia che verrebbero comunque assorbiti nella nuova gestione pubblica da Anas.


Un nodo sarebbe invece rappresentato dalla possibilità di far fronte ai numerosi investimenti già in programma per Atlantia sulle infrastrutture e sul riammodernamento, fondi che difficilmente l'azienda pubblica o il Tesoro potrebbero rendere disponibili, se non dietro la fusione con altra società quotata o tramite la quotazione in borsa della stessa Anas.

Insomma una strada ancora tutta in salita per un provvedimento su cui però il governo sembra essersi spinto molto in là e in cui un dietrofront suonerebbe come una disfatta dagli esiti persino peggiori di quelli che si trovano ora ad affrontare i responsabili della proroga della concessione avvenuta nel silenzio estivo del decreto Milleproroghe del 2014.

Iscrizione n° 144/2017       del 28/09/2017 del Registro della Stampa;        Tribunale di Roma

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