Il punto sulla Serie A: continua il dominio Juve, il Napoli cerca l'aggancio. Sabato il derby romano

Il punto sulla Serie A: continua il dominio Juve, il Napoli cerca l'aggancio. Sabato il derby romano



Dopo le prime sei giornate di Serie A è possibile, seppur prematuro, stilare un primissimo bilancio sugli equilibri che emergono dalla classifica.


Nemmeno a dirlo, con 18 punti, a bottino pieno, domina la scena la Juventus di Massimiliano Allegri, forte del bomber da 100 milioni di euro e quattro palloni d'oro, Cristiano Ronaldo, sottratto in estate alle merengues del Real Madrid. Una Juve scintillante che sembra voler proseguire sulla scia degli ultimi sette campionati che l'hanno vista trionfare senza una vera resistenza. Nemmeno lo scorso anno, con il Napoli guidato da Maurizio Sarri, capace di stare al passo dei piemontesi per molti mesi, si è riusciti nell'impresa di spezzare l'egemonia sabauda. E se televisioni e giornali erano tutti incentrati e trepidanti in attesa del primo gol di Cr7, la Juve ha ancora una volta risposto presente con tutto il gruppo, la vera forza dalle parti della Continassa, dove si punta al traguardo più prestigioso: quel famoso triplete che da troppo ormai sfugge alla squadra bianconera. Campionato, sarebbe l'ottavo di fila, Coppa Italia, la quarta in sequenza, e quella maledetta Champions che lascia insonni i tifosi della Vecchia Signora.


Distanziato di tre lunghezze, in vista del big match del San Paolo di sabato pomeriggio proprio contro i bianconeri, c'è il Napoli, quest'anno affidato alle cure di un altro guru della panchina, quel Carlo Ancelotti che di Champions ne ha già vinte tre in carriera e che questa volta è chiamato all'impresa, forse impossibile, di sottrarre lo scettro del campione ai torinesi e riportarlo a Napoli dove manca dai tempi di sua maestà Maradona. Dopo un inizio scricchiolante, per la verità fatto solo di una brutta battuta di arresto a Genova contro la Sampdoria e di un pareggio scialbo nella prima notte europea, il Napoli sembra già aver trovato la quadra con il nuovo tecnico, forte soprattutto di una rosa appena ritoccata, rimasta inalterata rispetto alle precedenti stagioni. Quando si dice l'unione fa la forza, di sicuro l'unione di intenti fa la differenza e alle pendici del Vesuvio dovranno puntare molto sulla forza di volontà per sperare nel miracolo. Il 4-0 di ieri ai danni del Parma certifica l'ottimo momento della squadra campana che tenterà l'aggancio sabato sera per non veder sfuggire l'avversario appena a fine settembre.


Altra prestigiosa piazza che ha operato una campagna di rinforzo estiva notevole nel tentativo di riacciuffare gli odiati, storici rivali bianconeri è l'Inter, ultima italiana a potersi fregiare del vanto di aver alzato la coppa dalle grandi orecchie e aver agguantato quella tripletta, ormai ricordo di dieci anni fa. Luciano Spalletti ha ora tra le mani un gruppo molto competitivo, su cui però grava l'onere del risultato immediato, un peso non trascurabile che è costato un inizio altalenante, risolto per l'appunto dalla prima notte di Champions dove i nerazzurri sono riusciti a battere in rimonta e all'ultimo istante gli inglesi del Tottenham. Di lì in poi la squadra sembra essersi sciolta e la vittoria di martedì contro la Fiorentina certifica un momento di forma da preservare e perpetuare per raggiungere le vette consone alla caratura della rosa.


Capitolo a parte le due romane Roma e Lazio. Inizio disastroso quello dei giallorossi di Eusebio Di Francesco. Mentre fa notizia l'uscita del libro di Francesco Totti, bandiera immortale e che si fatica a dimenticare nonostante il suo ritiro dal calcio giocato, la squadra è riuscita a salvarsi dal baratro totale battendo ieri sera il Frosinone con un secco 4 a 0. Una boccata di ossigeno visto un inizio di stagione traumatico, acuito dalla rimonta subita in casa dal Chievo Verona e dalla sconfitta clamorosa in casa del Bologna, sin lì con un solo punto conquistato. Se poi tra le due si registra il 3 a 0 senza repliche inflitto dal Real Madrid al Santiago Bernabeu, il quadro è bello che delineato. Con un piede nella fossa il mister dei giallorossi dovrà portare a casa il primo dei due derby, la stracittadina che paralizza la capitale come ai tempi dei giochi gladiatori. In caso di mancato risultato, le probabilità di vedere cambiare padrone dalle parti di Trigoria restano concrete. Il fronte Lazio, l'altra sponda del Tevere, può invece sorridere. È giunta a quattro vittorie consecutive la squadra allenata da Simone Inzaghi, il meno noto fratello di "Pippo", che si sta però confermando un fuoriclasse della panchina. Dopo l'impresa sfiorata lo scorso anno di portare la squadra a partecipare alla Champions, sfumata nell'ultimo match casalingo contro l'Inter, i biancazzurri stanno ripercorrendo il cammino interrotto e i propositi sembrano ugualmente positivi. Anche in questo caso il derby, previsto per sabato alle 15, sarà uno spartiacque che dirà molto del prosieguo della stagione.


Se dalle parti di Milano, sponda Inter, si lavora per la stabilità, il fronte rossonero del Milan vive di alti e bassi da ormai diversi anni. L'arrivo del "Pipita" Higuain dalla Juventus ha in parte addolcito un'estate amarissima, che ha visto la società rischiare eccome dopo il passaggio dal breve interregno cinese a quello della gestione del fondo di investimento Elliot, che al contrario delle aspettative, sembra voglia dare alla squadra e alla società un indirizzo e una fisionomia certi e duraturi. Non a caso è stato confermato in panchina Gennaro Gattuso, vecchia bandiera e leader dello spogliatoio del secondo Milan ultravincente di Silvio Berlusconi e sono stati richiamati nel quadro dirigenziale pesi massimi quali Paolo Maldini e Leonardo. L'inizio di stagione, come detto, è caratterizzato da pericolosi alti e bassi seppure la squadra sta esprimendo un gioco divertente e a tratti appassionante. La costanza però è la prima virtù nel calcio e non è merce acquistabile. Uomo avvisato mezzo salvato.


Ottimo momento quello della Viola, quella Fiorentina scossa lo scorso anno dal decesso del suo capitano Davide Astori e rinata sotto una luce completamente nuova. Quella allenata da Stefano Pioli più che una squadra di calcio sembra una classe liceale. I giocatori si conoscono a memoria, si stimano, si vogliono bene come degli amici e questo fa tutta la differenza del mondo. In più la squadra è stata rinforzata e l'ottimo inizio lascia ben presagire. Bene anche le due genovesi Genoa e Sampdoria. Soprattutto il Grifo può vantare nella scuderia un nuovo cavallo, di quelli che corrono, tale Krysztof Piatek, attaccante polacco che sta segnando come se non ci fosse un domani. In mezzo alla classifica poi tutte quelle squadre chiamate a fare il loro "onesto" campionato, chi alla ricerca dell'exploit, chi di una tranquilla salvezza che non riservi amare sorprese a fine stagione.


Di seguito la classifica della Serie A 2018/2019 dopo le prime sei giornate disputate:



* Spal-Sassuolo e Empoli-Milan ancora da giocare - Milan e Genoa con una gara da recuperare

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