Il senatore Alberto Airola tenta il suicidio, salvato dalla sorella.



Una tragedia che sarebbe potuta finire molto peggio per il senatore Alberto Airola del Movimento 5 Stelle, che ha tentato di suicidarsi nel suo appartamento alla periferia di Torino, nel quartiere Aurora. Ora è ricoverato all'ospedale San Giovanni Bosco e da giovedì sera sembra non essere più in pericolo di vita. A dare l'allarme è stata la sorella che vive in provincia di Torino. Successivamente sono state ritrovate due lettere nell'abitazione del senatore pentastellato, una per le forze dell'ordine e una per i familiari.


Nella notte tra il 3 e il 4 settembre dell'anno scorso, Airola era stato aggredito da un gruppo di spacciatori mentre stava rincasando. I tre pusher erano stati arrestati dalla polizia e condannati per rapina e lesioni, mentre Airola aveva riportato la frattura della mandibola. Si legge su Facebook il suo ultimo post riguardo il crollo del viadotto Morandi, del 14 agosto: "Sono scioccato da quello che è successo a Genova. Sono addolorato e angosciato per le vittime, i feriti e i loro cari". Alberto Airola, quarantotto anni, noto per le sue battaglie No Tav, è al secondo mandato come senatore.

«La notizia riportata dalla stampa questa mattina che riguarda Alberto Airola ci colpisce e ci addolora profondamente. Siamo vicini ad Alberto e ai suoi familiari, cui manifestiamo il massimo sostegno possibile e tutto il nostro affetto e vicinanza. In questo momento così delicato chiediamo agli organi di stampa e a tutti di dimostrare il dovuto rispetto evitando appostamenti in ospedale ed ogni altro atto possa disturbare la famiglia di Alberto». Così scrive in una nota il gruppo parlamentare del Movimento 5 Stelle.


Si è espressa in merito alla faccenda anche la sindaca del Movimento 5 Stelle di Torino Chiara Appendino, che con solidarietà comunica su Twitter: «Alberto è prima di tutto un amico con cui sin dall’inizio abbiamo condiviso una grande avventura. Provo profondo dolore per quello che è successo. Gli auguro una pronta ripresa e, nell’esprimere vicinanza alla famiglia, mi associo alla richiesta di rispetto e privacy».


di Alessio La Greca


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