Il sondaggio che imbarazza la Meloni: gli abruzzesi vogliono il forzista Martino

Il sondaggio che imbarazza la Meloni: gli abruzzesi vogliono il forzista Martino



Un sondaggio con un obiettivo ben definito: spingere i politici locali a uscire dall'impasse in cui è caduto l'Abruzzo. Ormai sembra una storia senza fine, che però una fine la avrà tra 60 giorni, quando tutta la regione è chiamata a eleggere il governatore. Il problema che agita le coalizioni, in particolare modo quella di centrodestra, è però sempre lo stesso: il nome del candidato alla presidenza della Regione Abruzzo. Un nodo che non si riesce a sciogliere e che vede soprattutto Forza Italia e Fratelli d'Italia in lite per la poltrona, che da accordi ormai noti doveva spettare a un esponente del partito di Giorgia Meloni. Ma si sa, la politica è come una partita a poker e gli assetti possono cambiare in corsa, a seconda delle carte che si hanno in mano. E L'Aquila, oggi, somiglia sempre di più a quei tornei americani di Texas Holdem, che durano giorni interi prima di vedere uscire un vincitore. Niente nome, dunque.


Così, il giornale online AbruzzoWeb ha deciso di lanciare un sondaggio, che è una provocazione più che una manifestazione statistica. Una domanda secca e molto chiara: chi volete che sia il nuovo presidente della Regione Abruzzo? E via con una lista di nomi. L'iniziativa è piaciuta molto ai cittadini, che hanno partecipato con interesse ed "eletto" il loro governatore. La scelta cade proprio su uno degli esponenti quotati per correre alle regionali del prossimo 10 febbraio: Antonio Martino, deputato abruzzese di Forza Italia eletto all'ultima tornata nel collegio dell'Aquila, imprenditore 42enne di Torre de' Passeri, in provincia di Pescara, responsabile organizzativo regionale e coordinatore comunale del capoluogo degli azzurri. Martino ha staccato Giovanni Legnini, del centrosinistra, e la pentastellata Sara Marcozzi, l'unico nome indicato realmente da mesi dal Movimento 5 Stelle. Martino ha tra l'altro vinto nettamente il “sondaggio non sondaggio” lanciato dal giornale sugli altri 10 candidati per il centrodestra, compreso il senatore romano di origini abruzzesi di Fdi Marco Marsilio, il nome sul quale la coalizione tenta di spingere. L'imprenditore ha strappato la poltrona "immaginaria" di governatore agli altri esponenti con 2.359 voti, il 59,7 per cento. Al secondo posto, con il 25,9 per cento, l’ex vice presidente del Consiglio superiore della Magistratura Legnini, che era stato scelto tra i candidati di centrosinistra, mentre la pentastellata Marcozzi, unica candidata ufficiale per la corsa alle Regionali, si è fermata al 14,4 per cento dei consensi. Insomma, il sondaggio seppur non sia indicativo della scelta degli abruzzesi nella cabina elettorale, mostra però non solo il gradimento per Martino e il centrodestra, ma soprattutto una sfiducia nel Movimento 5 Stelle. E resta in linea con i sondaggi ufficiali: nella manifestazione d'opinione, infatti, nonostante le primarie siano nel dna del centrosinistra, per i loro candidati hanno votato solo 4.972 cittadini, meno di un terzo di quelli che hanno espresso il loro parere nella scelta del candidato ideale del centrodestra, nell’ambito del quale in 16.031 hanno indicato la propria preferenza, e il M5s, nonostante utilizzi sempre le primarie online, in questa occasione non è stato in grado di mobilitare tutti i sostenitori. I pentastellati e il centrosinistra, comunque, sperano di poter risalire nel gradimento sfruttando proprio l'impasse della coalizione del centrodestra. L'ultima polemica ha visto protagonisti di uno scontro Martino e il sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi, per il congelamento delle deleghe all’assessore forzista Annalisa Di Stefano, "colpevole" di essersi schierata con il deputato azzurro. Martino ha così sospeso la fiducia a Fdi, considerando il gesto del primo cittadino come «un grave atto di ostilità nei confronti del partito».


E molti abruzzesi sono con lui, che incarna l'ideale dell'imprenditore di successo, uno che, nonostante la recessione, investe nelle aziende e non ha fatto come altri, che in nome della delocalizzazione hanno spostato i loro affari all'estero. Martino continua a investire in Italia, con aziende che operano nell’informatica, nel facility management, nella produzione di energia da fonti rinnovabili e nel campo della ristorazione e solo recentemente ha rilevato il prestigioso marchio Toulà simbolo di ristorazione di alta qualità fin dai primi anni 60 e prima catena internazionale ad avere locali in Cina e in Giappone. Nonostante i molteplici impegni, Martino non ha mai smesso di fare politica e non ha paura di andare a scontro diretto con la sua stessa coalizione in nome degli interessi dei cittadini. Che, ancora oggi, non sanno chi sarà il candidato del centrodestra a governatore dell'Abruzzo.

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