Il successo delle squadre inglesi e l’impresa di Sarri, completato tabellone delle finali europee



Il 1 giugno 2019 a Madrid, nel fantastico Wanda Metropolitano, si disputerà la finale della più importante competizione europea la Champions League che vedrà affrontarsi Il Liverpool e il Tottenham, invece qualche giorno prima, il 29 maggio a Baku in Azerbaijan, vedranno contendersi l’Europa League le squadre dell’Arsenal e del Chelsea.

Non era mai accaduto nella storia del calcio continentale che 4 squadre della stessa nazione si ritrovassero a competere per l’assegnazione degli ambiti trofei; in ogni caso il campo decreterà vincitrice assoluta una squadra dell‘Inghilterra. “The Faboulos Four”in questo caso non sono John Lennon, Paul McCartney, Ringo Starr e George Harrison ma, in ordine rigorosamente alfabetico, l’Arsenal, il Chelsea, il Liverpool e il Tottenham.

Nella finale di Champions Leaugue del 1 giugno in terra spagnola, i Reds dell’allenatore tedesco Jurgen Klopp, che ha centrato per il secondo anno di fila la finale della coppa più prestigiosa, cercheranno di portarsi a casa il massimo trofeo ai danni degli Spurs allenati dalla rivelazione dell’anno in termini di guida tecnica l’argentino Mauricio Pochettino. Nella finale di Europa League del 29 maggio in terra azera, nella cornice dello stadio Olimpico, i Gunners allenati dal tecnico spagnolo Unai Emery tenteranno di superare la compagnie dei Blues allenati dall’italiano Maurizio Sarri.


La straorinaria affermazione delle squadre inglesi quest’anno, per ironia della sorte, avviene in un momento in cui a livello Europeo la stessa nazione inglese sembra partecipare con inerzia alle elezioni per il rinnovo del Parlamento, essendo stato il dibattito politico degli ultimi anni inchiodato sul referendum della Brexit; un paradosso nel paradosso che vedrà trionfare a livello calcistico Europeo chi dall’Europa vorrebbe uscire. Ironia a parte, il calcio inglese ha saputo affermarsi per la freschezza atletica di tutti i calciatori impiegati in campo, anche coloro i quali sono stati chiamati a rimpiazzare all’ultimo momento i ben più blasonati titolari inamovibili, rivelandosi incredibilmente e straordinariamente decisivi; come non ricordare, per sottolineare il concetto espresso, le fantastiche doppiette di Origi e di Wijnaldum che hanno rimpiazzato gli assenti Firmino e Salah, annullando e ribaltando all’Anfield stadium il passivo di tre gol a zero rifilato all’andata dal Barcellona e come non sottolineare la straordinaria tripletta del centrocampista brasiliano del Tottenham Lucas Moura che all’ultimo secondo del 5 minuto di recupero extratime ha ribaltato il risultato facendo accasciare piangenti sull’erba della Johan Cruijff Arena i giovani lancieri dell’Ajax. Queste prestazioni eccezionali, questi risultati sorprendenti sono proprio il frutto di una forma atletica superiore rispetto agli avversari e la conseguente lucidità mentale ha permesso agli stessi atleti di essere protagonisti di straordinarie performance ed epiche rimonte. Ma i complimenti vanno anche agli allenatori ed in particolare vanno a Maurizio Sarri, impiegato per professione e poi allenatore di calcio per passione come lui stesso tende a ricordare, che sarà l’unico italiano a rappresentare la nostra nazione e il nostro calcio, nel tentativo di vincere all’età 60 anni, il suo primo trofeo continentale. C’è da dire che Mister Sarri alla sua prima esperienza inglese, in un contesto londinese difficile, con il patron del Chelsea il miliardario russo Abramovic che lo aveva scelto nel tentativo di riprendesi dalle cocenti delusioni nelle precedenti stagioni prive di conquiste a seguito di investimenti cospicui, è riuscito in mezzo a tante difficoltà oggettive a compiere una vera e propria impresa, in ogni caso memorabile a prescindere, ossia piazzarsi tra i primi 3 posti nel campionato inglese e a centrare la finale di Europa League.


Tenuto conto dei dovuti distinguo, in parallelo ha effettuato quasi lo stesso percorso del Liverpool, con la differenza che il tecnico italiano si è trovato al suo battesimo nella League, in aggiunta in un ambiente ostico e con una nemmeno tanto velata riluttanza, da parte dei suoi tifosi, ad accettare di essere guidati da un italiano figlio di operaio e infatti in corso di stagione questi malumori si sono manifestati con varie contestazioni da parte del pubblico casalingo. Ma il calcio è questo, è cuore, follia, passione dolore e sacrificio, trionfo e gioia, ma fino a questo momento nulla si può rimproverare a Sarri, anzi si deve solo applaudire la sua straordinaria impresa. Forse all’ombra del Vesuvio lo stanno rimpiangendo, visto che in termini oggettivi di vittorie e di punteggio a fine campionato 2018 il Napoli allenato da lui aveva conquistato più punti rispetto a quest’anno e il distacco dalla Juventus non fu alla fine cosi abissale, ma la scelta difficilissima di andare ad allenare il Chelsea è stata per il tecnico italiano, a prescindere da come andrà la finale di Baku, una scelta di coraggio, di sfida, piena di stimoli di adrenalina e di grandi rischi che fino a questo punto si e rivelata in ogni caso vinta. E allora auguri Mister, figlio del sudore di Bagnoli onori il calcio nella Terra del Fuoco azera e anche se in tutti i campi delle finali suoneranno altri inni, e se l’eco di“God save the Quenn” riecheggerà latente ad ogni latitudine e su ogni palinsesto televisivo, lei Mister Maurizio Sarri rimarrà in questo contesto il nostro Fratello d’Italia, e non sarà solo! Good Luck! W l’Italia!


di Christian Mancini per Spraynews

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