Il tenore Luca Minnelli: "Al Carnevale di Venezia ho cantato Nessun Dorma per la pace in Ucraina"


Chi conosce Venezia sa anche che la festa più esclusiva del periodo di carnevale è The Glass Slippers Masquerade Ball, che anche quest'anno si è svolta ieri nella location più affascinante ed unica immaginabile: la Glass Cathedral, la Cattedrale del Vetro, cioè la chiesa medievale di Santa Chiara sull'isola di Murano, recentemente restaurata ed aperta al pubblico grazie al visionario imprenditore Giuseppe Belluardo, anfitrione dello straordinario evento. Glass Slippers è molte cose: aperitivo e cena di gala, con ospiti tutti rigorosamente in maschera, e intrattenimento di ogni genere, dalle dimostrazioni dei Maestri vetrai della lavorazione del vetro in fornace, alla musica dal vivo con numerosi performer e generi, dal burlesque agli spettacoli di giocolieri e ballerini, per una notte intera di divertimento di pura tradizione veneziana. Ma ieri Glass Slippers è stata più speciale del solito, grazie ad un ospite d'onore d'eccezione, il tenore di Mestre Luca Minnelli, già celebre a livello internazionale e che sta di questi tempi facendo parlare molto di sé in tutta Italia. Luca Minnelli era presente solo come ospite della cena, ma quando è stato riconosciuto tra il pubblico dal presentatore dell'evento e gli è stato chiesto se fosse disponibile a cantare qualcosa, ha suscitato l'applauso più fragoroso, lungo ed emozionato della serata esibendosi tra i tavoli in una straordinaria versione di Nessun dorma, celeberrima romanza dalla Turandot di Puccini. Abbiamo parlato con Luca dopo questa toccante esibizione, e le sue parole ci hanno colpito per la loro attualità e sincerità.

"Penso trasparisse la mia emozione sincera, perché ho voluto dedicare quel brano alle vittime della guerra in Ucraina. Io, nel mondo musicale, ho molti amici sia russi che ucraini, grandi talenti, e penso che la musica sia qualcosa che deve unire e portare un messaggio di pace, speranza, amore. Senza entrare nel merito a livello politico, io so che nel popolo russo e in quello ucraino ci sono tantissime persone splendide e sono tutte vittime di questo terribile conflitto non da loro voluto. Ma anche noi italiani siamo vittime, perché le sanzioni alla Russia, lo sappiamo, hanno un prezzo, e quel prezzo lo pagheremo noi, in aumenti dei prezzi del gas, del pane, di tutto, come in serenità, già minata dal Covid. Io speravo che la pandemia ci avesse resi più saggi, più responsabili, spingendoci a unirci tutti e a evitare altri inutili e dannosi conflitti. Purtroppo non è stato così. Per questo ho voluto cantare Nessun dorma. Esiste un sottotesto... non si può dormire sopra a simili situazioni che ci riguardano tutti. E il vincerò finale... io vorrei che fosse la vittoria della pace, della diplomazia, dell'amore fra i popoli. Compito di arte e musica è spingere in questa direzione, e io voglio farlo al meglio, con la mia voce".

Parole bellissime e sentite, che mostrano come Luca Minnelli sia, oltre ad un grande tenore, un uomo di profonda sensibilità. E il successo della sua esibizione di ieri, con il pubblico quasi in lacrime, mostra che questa sensibilità è riuscita a trasformarsi in emozione percepita fortemente da tutti, come capita solo con i più grandi artisti. Personalmente non vedo l'ora di seguire le evoluzioni della sua carriera, che vede un album e un libro intervista presto entrambe in uscita, accompagnati da un tour di concerti: siamo sicuri avrà il successo che merita.

Di Umberto Baccolo.



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